Eventi
/2001
Mostra Regionale del libro di Macomer
-
SI RIUNISCE A
MACOMER IL MONDO DELL'EDITORIA SARDA di Cristiano Bandini
- Giornata
di riflessione e di dibattito sui problemi dell’editoria regionale
- Calendario
degli incontri con gli autori a
cura dell’AES
- La
Cuec editrice alla Fiera del libro di Macomer
- La domanda del libro di Paolo
Manichedda
- Un'isola disarmata alla
guerra del libro di
Marco Manca
- Assenti dal mercato nazionale
di Francesco Cheratzu
- Leggi più moderne di Salvatore Fozzi
- Superare quota 500 di Mario
Argiolas
- Gli
Editori Sardi che espongono alla Fiera del libro di Macomer
- AES,
Associazione Editori Sardi
- Piccoli editori non crescono
di Paolo Merlini
- Tutti
i figli di Mannuzzu: obiettivo sui giallisti di Sardegna
- Gli italiani disertano
le biblioteche
- L'altra metà del libro
- Un miliardo di fatturato
per 40 editori
- Editore
nell’isola dei lettori deboli
- Editori sardi? Bravi, ma quanti di Giuseppe Marci
- La
riscoperta del libro: 6.000 visitatori
- Resoconto
della Giornata di dibattito e riflessione sui problemi dell’editoria sarda
di Mario Argiolas
- Mostra Regionale del libro di Macomer
di Monica Carta
- Macomer:
progetto libri di Gigliola Sulis
SI RIUNISCE A MACOMER IL
MONDO DELL'EDITORIA SARDA
di Cristiano Bandini (Godotnews del 26 settembre 2001)
Parte
domani nei locali dell'Area Fieristica di Sant'Antonio, la seconda edizione
della manifestazione che andrà avanti fino al 4 ottobre.
Per una settimana autori, editori, politici ed esperti si confronteranno,
circondati da mostre, laboratori e presentazioni di libri.
Il libro
crocevia delle culture. Questo è il tema che è stato scelto dagli
organizzatori per la Mostra Regionale del Libro. La manifestazione parte venerdì
a Macomer, nell'Area Fieristica di Sant'Antonio, per andare avanti fino al 4
ottobre. Una settimana di ragionamenti ed esposizioni, di presentazioni e
incontri con al centro un solo vero protagonista: il libro. E in questo c'è già
da registrare un primo successo della Mostra: l'avere azzeccato il titolo. Con
una scelta di tempo encomiabile, in un momento in cui il mondo intero vive una
crisi internazionale che si teme possa degenerare in uno scontro tra culture,
l'avere individuato nel libro uno degli strumenti attraverso cui, storicamente,
le culture si sono incontrate ha una sua piccola importanza.
Cosa troverà il visitatore della mostra di Macomer? Partiamo con i laboratori:
sono 4 e riguardano il restauro del libro antico, di costruzione dei libri, di
illustrazione e di illustrazione delle fiabe con le illustratrici Pia Valentinis
e Eva Rasano e le insegnanti della Scuola dell'Infanzia di via Serbariu di
Cagliari. E poi le 14 mostre di prodotti editoriali per ragazzi e adulti tra
cui: Abitare il libro, mostra multimediale su dodici scrittori sardi, La
piramide alimentare, installazione di educazione alimentare, Babborcu,
per i più piccoli, visita alla casa di Babborcu, Un libro, allora si può
fare, processi e materiali per la costruzione di un libro, In cerca di
storie, selezione di libri per ragazzi, Libri d'arte per ragazzi,
selezione di libri con pannelli didascalici, Il libro antico, esposizione
di esemplari rari e preziosi, L'alfabeto, disegni di Franco Putzolu, Quinque
Librorum, installazione multimediale sul censimento e l'archiviazione dei
Quinque librorum.
Non mancano ovviamente le presentazioni: iniziano domenica 30 settembre, alle
17, le edizioni Arte Duchamp presentano Miele amaro - Racconti dettati a
Maria Lai di Salvatore Cambosu, alle 18 lo stesso editore propone L'erede
del corbulaio di Rosa Giuliana Lai, alle 19 l'editrice Tema presenta Interludio
di Sardegna di Amelie Posse, un'ora più tardi la stessa casa produttrice fa
conoscere La Sardegna vista dal mare di Brigaglia Taccola.
Il giorno successivo, lunedì 1 ottobre alle 17 la "Carlo Delfino
Editore" presenta L'altro pavese di Paolo Sanna, mentre alle 18
sempre Carlo Delfino Editore segnala Ricerche archeologiche nel Marghine
Planargia di Alberto Moravetti. Alle 19 le edizioni Aipsa propongono Taccuino
di un poliziotto di Mario Uda e alle 20, ultima presentazione della
giornata, Taphros presenta Tragedie di guerra e di pace di Egidio
Trainito
Martedì 2 ottobre si inizia dalla mattina: alle 10 le Edizioni della Torre
suggeriscono Contus di Franca Marcialis. A seguire due pubblicazioni
edite da Magnum: alle 11 Racconti da Orune di Autori Vari e alle 12 Sud.
Il segno e il viaggio di P.Sanna e M.Gazzolo. Il programma pomeridiano
parte alle 17, con le Edizioni Condaghes che portano all'attenzione del pubblico
Dizionario della cultura sarda di Mario Puddu. Alle 18 la Cuec editrice
presenta La prigionia di un sogno di Pia Giganti e alle 19 la stessa casa
editrice propone un numero speciale del periodico de La grotta della vipera
sul Giallo sardo. Chiude la ricca giornata, alle 20 il libro di Francesco
Floris Bibliografia storica della Sardegna delle Edizioni della Torre. Le
presentazioni riprendono il 4 ottobre alle 17 con L'ombra chiara Di
Giovanni Firinu della Editrice Nuovi Autori. Alle 18 le Edizioni Iniziative
Culturali propongono La casacca del re di Antonello Ruzzu, alle 19 tocca
alle Edizioni Maestrale con Indagini d'autore - Scrittori di giallo in
Sardegna (presentazione a cui parteciperanno Luciano Marrocu, Giorgio Todde,
Giulio Angioni coordinati da Luisa Mulas). Alle 20, infine, verrà presentato il
romanzo Vita, pensieri ed opere di G. Torres di Giuseppe Marci edito da
Poliedro. Nel programma della mostra non mancheranno inoltre gli incontri con
gli studenti da parte degli autori: lunedì 1 ottobre alle 10 Antioco Floris
parla del suo libro Le storie del figlio di Bakunin della Aipsa. Il
giorno dopo Alberto Melis propone per Condaghes la collana Inscena, e alle 11 a
cura delle Edizioni della Torre ci sarà un Incontro con Franca Marcialis per
parlare di letteratura per ragazzi.
Ma la mostra del libro di Macomer vivrà anche di riflessioni e di tavole
rotonde dove, inevitabilmente si farà il punto sullo stato dell'editoria
isolana. Come in ogni mostra, vi saranno stand ed esposizioni che per i
visitatori, dalle 9 alle 21 offriranno spunti per interessanti riflessioni.
L'evento, che giunge alla sua seconda edizione nasce sotto l'egida della Regione
e del Comune di Macomer, è sostenuto da numerosi enti pubblici: le
amministrazioni provinciali di Nuoro Cagliari, Sassari e Oristano, Comunità
Montana Margine Planaria, e si giova con la collaborazione della Direzione
Generale Scolastica della Sardegna, l'Associazione Editori Sardi, Associazione
Culturale Co.sa.s., Associazione Italiana Biblioteche, il Consorzio per la
lettura "Satta", la Società Umanitaria-Cineteca Sarda.
Cristiano Bandini

Giornata
di riflessione e di dibattito sui problemi dell’editoria regionale
AES Associazione Editori Sardi
Con la
collaborazione di
Associazione Italiana Biblioteche – Sezione Sardegna
AES – Associazione Editori Sardi
Direzione Generale Regionale Scolastica per la Sardegna
l’AES
promuove una
giornata di riflessione e di dibattito sui problemi dell’editoria regionale
Sabato
29 settembre 2001
ore 11 sala Fiera
incontro sul tema "La nuova legge per l’editoria".
Partecipano:
l’on. Pasquale
Onida
rappresentanti dell’Assessorato ai Beni Culturali
gli editori sardi
gli studiosi dei problemi dell’editoria
ore
18,30 sala Fiera:
tavola rotonda su "Prospettive dell’editoria sarda nel terzo millennio".
Saluto
di Giuseppe Ledda, sindaco di Macomer
Partecipano:
Pasquale
Onida - Assessore Regionale ai Beni
Culturali
L’editoria sarda e l’Europa. Linee programmatiche della nuova legge per
l’editoria.
Salvatore
Fozzi - Presidente Associazione Editori
Sardi
Il nuovo statuto dell’Aes. Il ruolo degli editori sardi tra mercato
tradizionale e Internet.
Manlio
Brigaglia - Docente universitario
Dalla tipografia all’impresa editoriale.
Cinquant’anni di crescita dell’editoria regionale
Giuseppe
Marci – Docente universitario
Nuove linee progettuali nella più recente produzione degli editori sardi
Pia
Giganti – Responsabile Settore Beni
Librari Regione Sardegna
Il diritto d’accesso e il pluralismo
nella società dell’informazione. Il ruolo delle biblioteche.
Coordina:
Mario Argiolas – Vicepresidente AES

Calendario
degli incontri con gli autori - a cura dell’AES - Associazione Editori Sardi
Caffè
letterario
Domenica 30 settembre
Ore 17
Arte Duchamp
Miele amaro – Racconti dettati a Maria Lai
di Salvatore Cambosu
ore 18
Arte Duchamp
L’erede del corbulaio
di Rosa Giuliana Lai
ore 19
Tema
Interludio di Sardegna
di Amelie Posse
Relatore: Aldo Brigaglia
ore 20
Tema
La Sardegna vista dal mare
di Brigaglia Taccola
Relatore: Manlio Brigaglia
Lunedì
1 ottobre
Ore 17
Carlo Delfino Editore
L’altro pavese
di Paolo Sanna
ore 18
Carlo Delfino Editore
Ricerche archeologiche nel Marghine Planargia
di Alberto Moravetti
ore 19
Aipsa
Taccuino di un poliziotto
di Mario Uda
ore 20
Taphros
Tragedie di guerra e di pace
di Egidio Trainito
Martedì
2 ottobre
Ore 11
Magnum
Racconti da Orune
di AA.VV:
Ore 12
Magnum
Sud. Il
segno e il viaggio
di P.Sanna e M.Gazzolo
Ore 17
Condaghes
Ditzionariu de sa limba e de sa cultura sarda
di Mario Puddu
Relatore: Antonio Cossu
ore18
Cuec editrice
La prigionia di un sogno
di Pia Giganti
Relatore: Paolo Pillonca
Letture di Gisella Vacca e Corrado Giannetti
ore 19
Cuec editrice
La grotta della vipera – numero speciale sul Giallo sardo
Intervengono: Antonio Cossu, Giuseppe Marci, Gigliola Sulis e Paolo Lusci
Giovedì
4 ottobre
ore 17
Editrice Nuovi Autori
L’ombra chiara
Di Giovanni Firinu
ore 18
Edizioni Iniziative Culturali
La casacca del re
di Antonello Ruzzu
ore 19
Edizioni Maestrale
Indagini d’autore – Scrittori di giallo in Sardegna
con Luciano Marrocu, Giorgio Todde, Giulio Angioni. Coordina Luisa Mulas
Incontri
con gli studenti
Sabato
29 settembre
Ore 10/12 Istituto tecnico
Presentazione di "Su curreu de s’Unesco"-mensile in lingua
sarda dell’Unesco.
A cura di Diego Corraine
Martedì
2 ottobre
ore 10 – Salone Castagna
Presentazione
agli studenti delle Scuole superiori del volume di Francesco Floris "Bibliografia
storica della Sardegna". A cura di Salvatore Sechi
Ore 10-
Istituto Tecnico
Presentazione della collana Inscena agli alunni delle Scuole medie.
A cura di Alberto Melis
Relatore: Antoni Arca
ore11-
Istituto tecnico
Edizioni della Torre
Incontro di Franca Marcialis con gli alunni delle Scuole medie per parlare di
letteratura per ragazzi
Mercoledì
3 ottobre
Ore 10 sala fiera
Presentazione del libro di Antioco Floris "Le storie del figlio di
Bakunin" a Scuole superiori
ore 11
sala fiera
presentazione dei seguenti volumi:
-
"Una
città possibile. Bonifiche, educazione e propaganda a Mussolinia di
Sardegna 1934-1938
-
AA.VV.
"L’identità storica di Arborea. Atti
1997"
-
AA.VV.
"L’identità storica di Arborea. Atti
1998"
-
AA.VV:
"L’identità storica di Arborea. Atti
1999"
Ore 12
sala fiera
Presentazione dei volumi "Storia della Sardegna
Cristiana e dei suoi Santi", a cura di mons. Antonio Spada.
Giovedì
4 ottobre
Ore 11 sala fiera
Presentazione del romanzo "Vita, pensieri ed opere di Giuseppe
Torres", di Giuseppe Marci
Relatore: Salvatore Sechi

La
Cuec editrice alla Fiera del libro di Macomer
Martedi
2 ottobre ore 18
Caffè letterario
presentazione
del libro La prigionia di un sogno. Lettere di Umberto Giganti di
Pia Giganti.
Con
l’autrice interverrà Paolo Pillonca. Gli attori Gisella Vacca e Corrado
Giannetti leggeranno brani delle lettere di Umberto Giganti alla moglie Ina.
La
pubblicazione delle lettere di Umberto Giganti alla moglie Ina, stese durante la
prigionia politica subita per i disordini seguiti all’attentato a Palmiro
Togliatti, consentono alla figlia Pia di riattingere, nello specchio della
memoria intima e privata, la vicenda di un’intera generazione di intellettuali
comunisti.
La prigionia di un sogno può essere definito un romanzo familiare ambientato in
un contesto storico, politico e sociale. Dalla lettura delle lettere e dalla
ricostruzione storica della figlia Pia emerge la figura di Umberto Giganti
intellettuale e uomo politico, sindaco di Carbonia nel dopoguerra, consigliere
comunale di Cagliari e attivo interlocutore di uomini come Emilio Lussu, Velio
Spano, A.F. Branca e Sebastiano Dessanay. Umberto Giganti è stato protagonista
di un impegno politico e ideale in difesa di una riscossa sociale sino a pagare
con l’esperienza dolorosa della prigione questo suo anelito di libertà e
uguaglianza.
Martedì
2 ottobre ore 19
Caffè letterario
Speciale
giallo in Sardegna.
presentazione del numero monografico della Grotta della vipera dedicato
agli scrittori del genere "giallo" che hanno ambientato in Sardegna i
loro racconti.
Interverranno:
Antonio Cossu, Giuseppe Marci, Paolo
Lusci, Gigliola Sulis e Flavio Soriga.
Quando
nel 1988, uscirono L’oro di Fraus di Giulio Angioni e Procedura di Salvatore
Mannuzzu, Oreste del Buono parlò della nascita di una scuola sarda di giallo.
Oggi La grotta della vipera dedica un numero monografico a questo argomento con
interventi e articoli di Giuseppe Marci, Gigliola Sulis, Loriano Macchiavelli,
Paolo Lusci, Stefano Salis, Eleonora Frongia, Simona Pilia, Patrizia Melis,
Mariano Loddo, Giulio Paulis. Il numero comprende alcuni racconti inediti di
sergio Atzeni e di Antonio Perria.
Gli scrittori citati sono Salvatore Mannuzzu, Giulio Angioni, Massimo Carlotto,
Marcello Fois, Sergio Atzeni, Antonio Perria, Bruno Muntoni, Luciano Marrocu,
Enrico Costa.

La
domanda del libro
di Paolo Maninchedda (VOLO settembre 2001)
La
seconda mostra regionale del libro ha come oggetto appunto il libro, non la
cultura. La distinzione può sembrare capziosa, ma non lo è. Tra i due passa la
stessa differenza che esiste fra le infrastrutture e il sistema economico. Non
vi è contenuto culturale stabile che non si affidi, prima o poi, al supporto
del libro ed è in questi termini che occorrerebbe pensarvi, non semplicemente
come luogo del deposito definitivo delle idee e delle forme. Nessun ingegnere
penserebbe mai di parlar di aerei parlando di aeroporti, mentre è molto comune
voler parlare di libri e invece finir a parlare genericamente di cultura. Il
libro è un’infrastruttura culturale, come i nuovi software, le reti, gli
archivi, le biblioteche ecc. e come ogni infrastruttura esige che gli si
sviluppino intorno servizi e prodotti. Qui da noi, questo modo di ragionare è
sconosciuto. In Toscana è così scontato da apparire naturale.
Il libro è anche un prodotto con un prezzo che dovrebbe essere determinato
principalmente dal gioco della domanda e dell’offerta. In Sardegna, essendo
tendenzialmente la domanda molto bassa, il prezzo è determinato da altri
fattori, quali i costi tipografici e i margini di utile, dell’editore e del
tipografo, calcolati e realizzati direttamente all’atto della produzione
piuttosto che sulla vendita. Ciò spiega due caratteristiche del mercato sardo:
l’abbondanza di autori a proprie spese e l’assenza di gerarchie di qualità.
Entrambe producono una conseguenza: il disorientamento del lettore, il quale può
trovare in libreria un’opera di assoluta qualità accanto ad un’altra di
infinito minor pregio, senza alcun indizio che lo guidi nella valutazione e anzi
con molti fattori esterni (carta, copertina e rilegatura) che spesso rendono più
allettante la peggiore rispetto alla migliore.
Si può obiettare che ovunque l’acquisto di un libro è soggetto a questi
rischi, non solo in Sardegna, ma è pur vero che, mentre tutti gli organi di
stampa si occupano del mercato nazionale - dai quotidiani ai settimanali alle
riviste specializzate - il mercato sardo del libro si avvantaggia solo ed
esclusivamente delle recensioni sui due quotidiani regionali, in genere
confinate nelle pagine della cultura, sempre meno lette perché sempre più
relegate in fondo alla foliazione delle due testate.
Non si può invogliare nessuno a leggere se la lettura non è utile o non
produce diletto. Mentre è molto difficile determinare che cosa oggi produca
diletto e che cosa no, è più facile intendersi su che cosa sia utile. C’è
un’utilità ufficiale ed un’utilità ufficiosa. La prima è quella
determinata da ciò che è stabilito per legge. Se per esempio fosse
obbligatorio per i periti agrari e gli agronomi conoscere il nome in sardo di
tutte le piante e le erbe che crescono in Sardegna, i libri del settore
diventerebbero ufficialmente utili, almeno per una categoria di persone. È
insomma sul versante dell’utilità che si debbono ipotizzare e costruire
politiche di incentivazione della domanda. Invece le leggi attuali agiscono
sulla domanda unicamente trasformando la Regione in un grande acquirente che
acquista libri in modo assolutamente indistinto.
L’utilità ufficiosa è quella indotta dai modelli culturali dei diversi corpi
sociali. Vi sono libri la cui lettura è ritenuta indispensabile per sentirsi in
sintonia con la visione del mondo che si è scelta. Ciò spiega il successo
della Versione di Barney oggi, ma anche per certi versi quello dei
romanzi di Camilleri. In generale, però, il riconoscimento del libro come
fattore indispensabile del proprio sapere è legato alle caratteristiche del
dibattito culturale, piuttosto che del mercato culturale. Laddove, come in
Sardegna, il dibattito culturale è inesistente a vantaggio o di un’inutile
pratica celebrativa di questo o quel libro, o di un velenoso silenzio tanto
maggiore quanto più un testo ha successo, il meccanismo di identificazione col
libro non scatta.
C’è poi chi dice che il libro è ormai un prodotto tecnologicamente vecchio
perché sostituito dal computer, dalle reti e dai cd rom. Non vi è dubbio che
il libro ha subito, anche in passato, notevoli trasformazioni tecnologiche, si
pensi al passaggio dal papiro alla pergamena e quindi dal rotulo al fascicolo e
ai fascicoli rilegati che hanno dato luogo appunto al libro come noi lo
conosciamo. Non è dunque da escludere che ci si trovi dinanzi ad un passaggio
epocale. Alcuni indizi, però, inducono a pensare che non si vada verso la
scomparsa del libro a favore dell’immagine restituita dallo schermo di un
computer. È ben noto che al celebre Mit (Massachusset’s Institute of
Technology) da tempo si sperimenta una sorta di giornale elettronico costituito
da minuscole palline, bianche da un verso e nere dall’altro, che si dispongono
a comporre le lettere all’interno di una lavagnetta che le contiene, seguendo
i comandi trasmessi a distanza da un computer. Sarà forse questa sorta di
leggerissimo schermo portatile a sostituire i giornali cartacei, ma certamente
non sostituirà l’atto della lettura né la natura dei giornali, ma solo il
supporto cartaceo, costoso per le tasche e per l’ambiente. È infatti vero che
uno dei problemi maggiori della sopravvivenza del libro è dato dai costi
ambientali eccessivi che richiede la produzione della carta. Anche rispetto a
questa difficoltà, però, giungono buone notizie. Un ricercatore italiano ha
recentemente scoperto che è possibile utilizzare gli scarti di lavorazione
delle mele per produrre, con un minimo apporto di cellulosa, un’ottima carta.
Posto dunque che il libro non verrà messo in crisi da ragioni economiche, resta
da vedere se potrà essere sostituito dai prodotti disponibili in rete o su cd.
Qui si gioca una partita interessante. Infatti, mentre il mondo delle reti
sembra essere in grado di gestire meglio dei tradizionali manuali cartacei la
formazione e l’informazione tecnica, non altrettanto efficace esso appare con
la formazione artistica e linguistica, rispetto alla quale il computer è sempre
più complementare che sostitutivo. Inoltre, per ciò che riguarda strettamente
la letteratura, mentre la rete sta facendo aumentare vertiginosamente "il
consumo" di poesia e di poesia per musica, ossia dei testi che hanno tempi
di fruizione ridotti e caratterizzati da notevole intensità emotiva, essa resta
in larga misura inefficace e avvertita come fastidiosa per i generi narrativi
lunghi, siano essi romanzi o opere storiche, per le quali il libro tradizionale
non sembra sostituibile. Il libro è dunque da sempre un prodotto materialmente
flessibile, capace di adattarsi e di diversificarsi. Questa stagione di
accelerazione dei processi di innovazione tecnologica, piuttosto che metterlo in
crisi, lo sta galvanizzando. Gli aspetti realmente problematici sono
circoscrivibili ad un unico aspetto: come produrre in Sardegna una politica,
culturale e istituzionale, che induca ad un aumento della domanda?

Un'isola
disarmata alla guerra del libro
di Marco Manca (L'Unione Sarda 28
settembre 2001)
Macomer
è una cittadina che ha più o meno ventimila abitanti ma soltanto due librerie.
«Anzi una e mezzo - precisa senza sarcasmo Salvatore Fozzi, presidente
dell’associazione editori sardi (Aes) - visto che una delle librerie si occupa
prevalentemente di editoria scolastica». Eppure non è paradossale che venga
organizzata proprio a Macomer la seconda Mostra regionale del libro che
inizia oggi e andrà avanti fino al 4 ottobre. Ci saranno convegni, discussioni,
presentazioni di saggi, incontri tra gli autori - il programma dettagliato lo
trovate nella pagina 28 di questo giornale - che metteranno in evidenza due
cose. Quanto sia fragile il settore del libro in Sardegna e come dall’anno
prossimo l’editoria isolana sia di fronte a un bivio. Morire o rinascere. Far
morire l’assistenzialismo che l’ha sorretto finora o incartarsi una volta
per tutte nelle piccole mendicità regionali.
Ad oggi la fotografia del pianeta libro in Sardegna è questa: ci sono quaranta
case editrici, si pubblicano 200 nuovi titoli ogni anno, un best seller lo si
ottiene con cinquemila copie, si cavalca spesso e volentieri il filone di moda.
«Se un libro di gastronomia ha fortuna - dice Fozzi - tutti scrivono di
gastronomia e così per l’archeologia, la storia, l’ambiente»). Difficile
che si guardi al futuro. Quelle radici di cui molti parlano diventano talvolta
delle liane, raro trovare un saggio su quali sono le professioni del futuro
nell’isola o sull’attualità di una regione che negli anni ha visto azzerare
l’emigrazione e poi l’ha vista risorgere, che ha ancora estese società del
malessere ma non ne certifica i mutamenti e via dicendo.
L’intero settore librario in Sardegna è sorretto da una legge - la numero 22
- che l’Unione Europea ha bocciato, giudicandola ambigua e inefficace. Perché?
«Gli aiuti della Regione agli editori sardi - dice Mario Argiolas, anima della
Cuec e vicepresidente Aes - vengono ritenuti dalla Ue una turbativa di mercato.
E negano la concorrenza. Perché aiutare i sardi acquistando i loro libri e non
altri editori italiani?».
Così la legge decade alla fine di quest’anno e la rassegna di Macomer servirà
innanzitutto a capire quale di quale nuova normativa vuol dotarsi la Regione. E
su cosa intende puntare. L’intera giornata di domani sarà dedicata
all’argomento. Alle 11 ci sarà un confronto degli editori con l’assessore
alla Pubblica istruzione, Pasquale Onida. Alle 18,30 una tavola rotonda in cui
l’assessore discuterà con Salvatore Fozzi, con lo storico Manlio Brigaglia,
col saggista Giuseppe Marci, con la responsabile dell’ufficio beni librari
alla Regione, Pia Giganti. Pare che Onida abbia già ottenuto dall’Unione
Europea una proroga per la 22 fin quando la nuova legge non andrà in porto, ma
è ovvio che non la si potrà tirare molto per le lunghe.
«Anche perché - dice Mario Argiolas - le innovazioni tecnologiche, i consorzi
delle aziende sarde per la diffusione dei libri oltretirreno, sono previsti
anche nella legge 22. Solo che la Regione finora ha ottenuto copertura
finanziaria solo per l’acquisto dei libri e per la partecipazione alle varie
mostre, Francoforte, Torino, Parigi».
I sardi sono buoni lettori? difficile illudersi, anche perché i conti isolani
son trascinati da quelli del resto d’Italia. Che è l’ultimo dei paesi
europei per indice di lettura (38 per cento) ha una scuola che non insegna ad
amare ma ad aver paura dei libri, ha una diffusione di librerie che soprattutto
al sud è sconfortante. In Sardegna il 75 per cento dei paesi è sprovvisto di
una libreria, le biblioteche funzionano ma vengono poco usate. Ci sono i
supermercati ma è quasi ovvio che ad arrivare in vetrina siano i libri di più
largo consumo. Spesso non esaltanti.
«Se nel resto d’Italia si vendono mille copie di un libro - dice Salvatore
Fozzi - la Sardegna ne assorbe venti, il 2 per cento. Nell’isola ci sono
quaranta case editrici ma non sono più di dieci quelle organizzate
professionalmente. Le altre o sono in mano a insegnanti che fanno anche gli
editori oppure a persone che esercitano questo mestiere per hobby facendosi
aiutare dalla famiglia. Quindi senza avere personale esterno regolarmente
retribuito o anche solo le macchine per arrivare alla prestampa. Non a caso
dieci case editrici fatturano l’ottanta per cento del totale».
Che sarebbe?«Qualche miliardo. Sono piccole cifre, tenga conto che una
qualsiasi fabbrica di jeans in Italia fattura più di tutto il comparto librario
nazionale. Così i numeri sardi son bassi ma fanno la loro figura rispetto ad
altre ragioni italiane e spingono a puntare davvero sulla cultura come motore di
sviluppo».
«Intendiamoci non è serva far nascere nuove librerie per vendere più libri. E
tuttavia, se il discorso fosse incentivato...Con la legge sul prestito
d’onore, qualche nuova libreria è anche nata in Sardegna. Ma quello del
libraio resta un mestiere difficile. L’Italia è una nazione che non cresce
come assorbimento di libri. E la Sardegna non fa eccezione».
Quanto stanzia la Regione per i libri?«Circa settecento milioni divisi tra i
vari assessorati (compreso la Pubblica istruzione). Considerando che ci sono
quaranta editori con una mole che supera le 200 novità annue, non mi pare
davvero si tratti di grosse cifre. Che fine fanno questi soldi della Regione? A
cosa servono?«Ad acquistare libri che solitamente prima venivano stivati e
dimenticati nei magazzini dei vari assessorati. Oggi mi viene data come notizia
certa che i libri acquistati alle varie case editrici, vengano poi distribuiti
alle biblioteche di paese. Ed è già un passo in avanti. Anche se quel che noi
chiediamo è di invertire la rotta. Insomma, oggi è l’assessorato che
propone, impone i libri alle biblioteche. Meglio sarebbe se quest’ultime
facessero conoscere all’assessorato le loro necessità. Del resto son loro che
debbono far circolare i libri».
Cosa chiederete come editori per la nuova legge dell’editoria?. «Che la si
smetta con l’assistenzialismo, che le imprese editoriali vengano considerate
soggette alle leggi del mercato e che la Regione le aiuti non con l’acquisto
di libri ma mettendo a disposizione delle aziende una formazione seria che crei
nuove professionalità». Quel che Umberto Eco sta fascendo a
Bologna con il suo master per laureare librai..«Magari. Basterebbe partire dal
sostegno per le innovazioni tecnologiche. Anziché comprarmi cento copie di un
libro, mi si offra un mutuo agevolato per acquistare i computer e tutto quel che
abbisogna. La Regione inoltre potrebbe, dovrebbe pagare il collegamento a
Internet per tutte le aziende editoriali sarde. Potrebbe agevolare dei consorzi
per l’acquisto di carta. Questo significa aiutare lo sviluppo del libro. È
poco più di un’elemosina che ad un editore vengano acquistate duecento copie
di un libro. Se ho investito su mille copie, significa che prima o poi prevedo
di venderle. Del resto la legge 22 è stata bloccata dall’Unione europea
proprio perché vi si ravvisavano aiuti agli editori che costituivano vere e
proprie turbative di mercato».

Assenti
dal mercato nazionale
di Francesco Cheratzu (VOLO settembre
2001)
L’editoria
libraria in Sardegna negli ultimi decenni ha compiuto grandi passi e, date le
condizioni e la consistenza dell’economia isolana, possiamo affermare che si
è raggiunto un livello produttivo e qualitativo soddisfacente. Non altrettanto
può dirsi riguardo alla promozione, distribuzione e conseguente vendita del
libro sardo. Siamo praticamente assenti dal mercato nazionale e abbiamo
parecchie difficoltà a essere presenti con forza anche sul mercato isolano. La
promozione che arriva alle "grandi masse", dati i suoi alti costi, è
fuori dalla portata di quasi tutte le Case editrici sarde. A ciò si aggiunge
una distribuzione frammentata e poco affidabile (questo è un problema generale
italiano). In molti centri dell’isola il libro sardo non arriva o arriva male
e spesso anche il rientro economico è lento e difficoltoso. Una maggiore e più
qualificata presenza sul mercato sardo in particolare e su quello italiano in
generale rappresenta una delle grandi sfide che l’editoria isolana dovrà
affrontare nei prossimi decenni. Dovrà essere migliorato notevolmente il
rapporto tra copie complessivamente vendute e numero di titoli prodotti per
avere aziende più sane e competitive. Tale miglioramento non sarà privo di
rischi in quanto anche il rapporto popolazione\case editrici sarà destinato ad
aumentare per via delle condizioni imposte dall’Unione Europea sugli aiuti
alle imprese.
In questo scenario il Governo e l’Amministrazione regionale possono e devono
giocare un ruolo determinante e determinato. La strada verso una più efficace
promozione e diffusione del libro sardo è già stata segnata e va percorsa fino
in fondo, non in modo dispersivo ma unendo le forze, le competenze e
l’esperienza di tutti, in particolare di chi opera in prima linea.
L’occasione è rappresentata dalla scadenza quest’anno della Legge Regionale
n. 22 del 1998 e suo conseguente rinnovo che dovrà avvenire anche con una
partecipazione qualificata degli operatori del settore. Così come la L.R. 35/55
e le moderne tecnologie hanno permesso una crescita della base produttiva
dell’editoria, ora una nuova legge, che superi quella attuale incappata nei
lacci dell’UE, e l’utilizzo delle tecnologie telematiche, devono favorire la
promozione e diffusione del libro, allargandolo virtualmente al mondo intero. I
primi a poter beneficiare di questa evoluzione sono le comunità sarde nel
mondo.
Una strada che può aprire parecchie prospettive è quella relativa alla lingua
sarda. Oltre a contribuire alla crescita del mercato isolano, può aprire la via
a nuovi settori dove l’editoria sarda è quasi assente: ad esempio la scuola
dell’obbligo. Non esiste una legislazione che tratti questo argomento con
l’importanza e l’attenzione che merita, e l’attuale programmazione della
L.R. 26/97 esclude il grande apporto che potrebbe venire dalle Case editrici
sarde per la creazione del materiale didattico indispensabile per
l’insegnamento nelle scuole della nostra lingua e della nostra cultura. I
riconoscimenti legislativi degli ultimi anni per la lingua sarda rimarranno
lettera morta se non riusciremo a creare gli strumenti moderni di supporto
all’insegnamento della lingua sarda, per far aumentare il suo prestigio come
lingua veicolare, per garantire la sua diffusione in tutti gli ambienti della
società e su tutti i mezzi di comunicazione.
Come già accennato prima, i due attori protagonisti del rinnovo non possono che
essere la Regione Autonoma della Sardegna attraverso il suo braccio operativo,
l’Assessorato alla Pubblica Istruzione, e gli editori isolani la cui parte più
significativa viene rappresentata dall’Associazione Editori Sardi. Entrambi
devono fare uno sforzo notevole per strutturarsi in maniera tale da poter
dialogare meglio e soprattutto essere più incisivi in un settore che non è
solo economico ma rappresenta una parte importante dell’identità, della
cultura e dell’immagine della nostra regione. L’AES deve diventare una
moderna associazione di categoria, attenta alle esigenze dei suoi soci e
dell’intero comparto. La Regione dovrà snellire e velocizzare quei meccanismi
burocratici non più adeguati ai tempi che cambiano e immedesimarsi sempre di più
in quel ruolo di super parte che dovrebbe essere il suo naturale ambito
operativo.
La Fiera del libro sardo di Macomer, giunta alla sua seconda edizione, è un
segnale del cambiamento. Essa può e deve rappresentare un importante evento
nello scenario editoriale e culturale isolano. Oltre ad avvicinare il pubblico
deve costituire l’occasione di incontro tra gli operatori pubblici e privati
del settore: le scuole, le biblioteche, le amministrazioni pubbliche, le
associazioni culturali, i distributori, i librai, le tipografie, gli autori, i
lettori oltre che gli editori stessi. Fino ad ora tutto quel vasto mondo che
ruota intorno al libro in Sardegna non aveva un luogo proprio dove potersi
incontrare, conoscersi, scambiare opinioni o stringere rapporti di
collaborazione. La Fiera, superate le difficili fasi di avvio, va potenziata e
resa funzionale dandole pienamente quel respiro regionale che le compete. Ed è
importante che venga tenuta in una località all’interno dell’isola.
Ma tutto ciò non basta. Dobbiamo guardare avanti e dobbiamo guardare il vasto
orizzonte che ci circonda. La Sardegna deve ospitare anche una Fiera del libro
del Mediterraneo (o delle Isole) per creare quei canali di apertura che ci
spettano in virtù della nostra collocazione geografica, economica e culturale.

Leggi
più moderne
di Salvatore Fozzi, Presidente AES
(VOLO settembre 2001)
1) Quale
giudizio date sul sistema attuale dell’editoria in Sardegna?
Direi che il giudizio è tutto sommato
positivo, la realtà editoriale sarda è assai vivace e variegata con una
produzione che dal punto di vista sia grafico-editoriale che culturale è di
spessore medio alto.
Sicuramente vi è stato un notevole miglioramento sia nella produzione che nella
gestione organizzativa della casa editrice come impresa. In rapporto agli anni
passati vi è stata inoltre per fortuna una diminuzione dei titoli editi e ciò
a tutto vantaggio della qualità.
2)
Quali sono le possibili prospettive?
Questa è una domanda difficile ed è uno dei problemi importanti che mi sono
posto dopo la mia nomina a presidente regionale dell’AES. Non ci potranno
essere prospettive accettabili nel campo dell’editoria se non verrà
intrapresa una seria strada nella formazione e questo non vale solo per i nostri
collaboratori ma anche per noi editori.
Fare l’editore non vuol dire solo provvedere alla stampa di libri, anzi penso
che questo, pur essendo il risultato finale, è quello meno importante, in
questo sono molto più bravi di noi i tipografi, pur non essendo editori. Il
nostro ruolo è un altro, solo così si potrà pensare a possibili prospettive
di sviluppo duraturo.
3)
Quanto ha inciso la burocrazia regionale sull’efficacia o inefficacia delle
leggi regionali di settore?
La burocrazia regionale è il partner più importante che l’editore sardo
abbia avuto, almeno sino ad ora. Le due leggi regionali, la n. 35 del 1952 prima
e successivamente la nuova legge n. 22 del 3 luglio 1998 hanno dato un valido
contributo nei due periodi di funzionamento affinché molte case editrici si
sviluppassero e non cessassero l’attività. Non voglio entrare nel merito
dell’efficacia o inefficacia di tali leggi, sono state infatti entrambe le
cose.
Uno dei punti centrali del programma dell’Associazione Editori sardi è quello
di contribuire a riscrivere in collaborazione con la Regione Sardegna, una legge
più moderna, meglio integrata in una cultura in continuo e rapido mutamento e
per quanto è possibile sburocratizzata. Non penso che sia un’utopia. Noi
dell’AES ci crediamo e utilizzeremo tutte le nostre energie e capacità
professionali affinché questo possa avvenire.
4)
Quali libri si vendono in Sardegna e quali si potrebbero vendere?
In genere, chi più chi meno, vi è una vendita di tutti i libri riguardanti la
Sardegna. Ma se volete conoscere quali sono gli argomenti che vendono di più,
sono in grado di elencarli: Archeologia, Storia, Lingua, Cultura popolare,
Narrativa, Arte, Gastronomia, Ambiente, Guide e carte turistiche. Questi sono i
temi a cui in genere i lettori di "cose sarde" sono più interessati.
Non dimentichiamo però che la vendita di tale produzione avviene quasi
esclusivamente in Sardegna e come potete dedurre, la nostra isola pur essendo
molto vasta geograficamente, ha una popolazione di poco superiore a 1.500.000
abitanti e i lettori sono sempre proporzionati a questi numeri e purtroppo
crescono poco. Si aggiunga inoltre che le librerie sono quasi tutte localizzate
nei capoluoghi di provincia ed in particolare a Cagliari, mentre quasi tutti i
nostri paesi dell’interno sono "scoperti" e non chiedetemi perché,
giacché questo è un argomento assai complesso che avrebbe bisogno di molto
spazio per essere approfondito. Sono comunque disponibile quando lo riterrete
opportuno a parlare di diffusione e commercializzazione del libro sardo. Noi
dell’AES crediamo che un contributo di sviluppo in tal senso ci potrà venire
dalla collaborazione con le biblioteche pubbliche, sia comunali che scolastiche.
Credo che, e questo per rispondere alla seconda parte della sua domanda, non ci
siano molti settori ancora scoperti e che aiuterebbero a incrementare le
vendite. Non dimentichiamo che sono disponibili a catalogo circa 3.000 titoli
riguardanti la Sardegna e questo da un lato ci dà il primato della regione
italiana con il maggior numero di titoli regionali in commercio, ma dall’altro
ci fa correre il rischio di diventare ripetitivi.
5)
Che cosa vi attendete dalla Mostra regionale del libro?
L’AES ha accolto con grande entusiasmo e spirito di collaborazione questa
iniziativa proponendo addirittura che diventi appuntamento annuale e sia la
"festa del libro" per tutti i sardi. Siamo contenti che questa
iniziativa parta da un centro (seppur importante) dell’interno. Abbiamo con
piacere spostato a Macomer "la giornata dell’Editoria Regionale"
(sabato 29 settembre) che avevamo in precedenza deciso di tenere a Cagliari, e
questo per farle capire che gli editori sardi si attendono molto da questa fiera
del libro.
I nostri autori, da noi sensibilizzati, verranno a presentare i loro volumi,
parleranno ai ragazzi delle scuole, animeranno i dibattiti, si confronteranno
insieme a noi con i lettori sui problemi dell’editoria sarda con dibattiti
aperti a tutti che si svolgeranno durante la manifestazione. Ci aspettiamo
inoltre che questa mostra venga visitata da tanta gente, in particolare dai
giovani, dalle scolaresche, dagli abitanti dell’interno che avranno
un’occasione unica per poter ammirare, consultare e possibilmente anche
acquistare, un grandissimo numero di titoli "sardi" editi in Sardegna
dai 40 editori presenti.

Superare
quota 500
di Mario Argiolas, Vicepresidente
AES (VOLO settembre 2001)
1)
Quale giudizio date sul sistema attuale dell’editoria in Sardegna?
Un giudizio complessivamente positivo. La produzione è ricca e variegata, la
qualità grafica e tipografica è ottima, l'offerta culturale è di livello
medio alto. Le case editrici si stanno progressivamente organizzando e
strutturando come imprese. E' ancora carente la diffusione, la promozione, il
rapporto con il sistema scolastico e bibliotecario. Sono ancora relativamente
poche le case editrici sarde che hanno un progetto editoriale coerente e un
catalogo articolato in collane.
2)
Quali sono le possibili prospettive?
Le prospettive sono legate al consolidamento di un sistema editoriale basato su
programmi di produzione e diffusione del libro in Sardegna e soprattutto in
Italia e nel mondo. Occorre potenziare le sinergie tra editori, librai, enti
pubblici e privati, scuole e biblioteche con l'obiettivo di promuovere la
diffusione del libro e della lettura. Dal canto loro gli editori devono puntare
sulla qualità dell'offerta e sull'ampliamento della diffusione. E' necessario
stabilire un rapporto con l'Europa per favorire il potenziamento delle imprese
editoriali sia sul versante delle risorse umane che su quello dell'innovazione
tecnologica.
3)
Quanto ha inciso la burocrazia regionale sull’efficacia o inefficacia delle
leggi regionali di settore?
E' ben nota la pesantezza dell'apparato burocratico regionale. Gli imprenditori
hanno pagato prezzi altissimi per via della sfasatura tra i tempi del mercato e
i tempi della burocrazia regionale. Bisogna riconoscere però che negli ultimi
tempi anche questo settore sta producendo uno sforzo nella direzione di una
maggiore efficienza ed efficacia nell'applicazione delle leggi.
4)
Quali libri si vendono in Sardegna e quali si potrebbero vendere?
Oltre ai settori tradizionali (Archeologia, storia, cultura e tradizioni, poesia
sarda, gastronomia, guide turistiche) si stanno lentamente affermando anche
nuovi settori come la narrativa e la saggistica (economia, ricerche sociali,
antropologia, instant book sulla realtà socio economica).
L'aspetto più interessante è che il mercato tradizionale sardo è stazionario
(non si va oltre le 500 copie di vendita mediamente) mentre è stato verificato
che esiste un mercato potenziale molto più ampio che può arrivare alle 3-4.000
copie di vendita. Questo mercato richiede prodotti nuovi sia nella veste grafica
che nel contenuto. In ogni caso si tratta di una mercato molto ristretto che non
garantisce l'autofinanziamento del comparto. Per questo assume particolare
importanza l'elaborazione di una nuova legge regionale sull'editoria che dia
delle risposte precise in questa direzione, favorisca la crescita delle imprese
del settore, le aiuti ad acquisire la capacità di raggiungere mercati più
ampi.
5)
Che cosa vi attendete dalla Mostra regionale del libro?
Ci attendiamo che diventi progressivamente un luogo d'incontro che abbia al
centro il libro. Per una settimana tutti i soggetti interessati possono parlare
di libri, della loro produzione e della loro diffusione e possono stabilire
efficaci sinergie. Soprattutto ci attendiamo che Macomer diventi un appuntamento
annuale capace di attirare l'interesse del pubblico, di tutti i lettori
potenziali di libri. Non dimentichiamo che il libro rimane uno dei principali
strumenti di trasmissione della cultura e del sapere. Senza nulla togliere ad
internet e ai nuovi prodotti multimediali il libro rimane al centro del sistema
didattico-culturale. A Macomer potrebbe essere presto affiancata una Fiera del
libro del Mediterraneo da organizzare a Cagliari.

Gli
Editori Sardi che espongono alla Fiera del libro di Macomer
Aipsa
Edizioni (associato Aes)
AM&D Edizioni (associato Aes)
Arte Duchamp
Artigianarte Editrice
Blackwood & Partners
Carlo Delfino Editore (associato Aes)
Coedisar (associato Aes)
Condaghes (associato Aes)
Cuec Editrice (associato Aes)
Demos Editore
Editrice Archivio Fotografico Sardo (associato Aes)
Edes, Editrice Democratica Sarda (associato Aes)
Editrice S’Alvure (associato Aes)
Ettore Gasperini Editore (associato Aes)
Edizioni del Sole (Alghero)
Edizioni Della Torre (associato Aes)
Edizioni di iniziative Culturali
Edizioni Fiore (associato Aes)
Edizioni Sole (Cagliari) (associato Aes)
Edizioni Tema (associato Aes)
Geogramma (associato Aes)
Grafica del Parteolla (associato Aes)
Il Maestrale (associato Aes)
Ilisso (associato Aes)
Insula
La Celere Editrice (associato Aes)
Magnum Edizioni
Nemapress
Paolo Sorba Editore (associato Aes)
Papiros (associato Aes)
Poliedro
Punto di Fuga Editore
Scuola Sarda Editrice
Soter Editrice (associato Aes)
Stampacolor (associato Aes)
Tam Tam (associato Aes)
Taphros

AES,
Associazione Editori Sardi
ELENCO DEGLI EDITORI ASSOCIATI AGGIORNATO A SETTEMBRE 2001
Aipsa
Studio
Via
Scano 47 09129 Cagliari
tel. 070 306954 fax 070 344343
sito internet www.aipsa.com
e-mail aipsa@tiscalinet.it
Fondata nel 1993. Pubblica titoli inerenti la storia, la cultura, la lingua e le
tradizioni della Sardegna. Si segnalano le collane: Riquadri, Altre
Storie, Ri/Cognizioni, Percezioni, Primopiano, Quaderni
di storia e cultura locale minores. Aipsa studio pubblica anche la rivista Nur
(rivista di cultura e identità di Sardegna).
AM&D
Edizioni
Via
Scano 5a, 09129 Cagliari
tel. 070 309038 fax 070 345037
Fondata nel 1992. La casa editrice ha un catalogo articolato nelle seguenti
collane: Agorà,
I Griot, I Griot tascabili, I libri dei privilegi della città di
Alghero, Percorsi, Quaderni di Agorà.
Carlo
Delfino Editore
via
rolando, 11/a, 07100 Sassari
tel. 079 262661-51-21 fax 079 261926
sito internet www.carlodelfinoeditore.it
e-mail info@carlodelfinoeditore.it
editoriadelfino@tiscalinet.it
Fondata nel 1981. L’attività editoriale nasce nel 1981 con la collana di
archeologia, alla quale si affiancano nel tempo quelle su ambiente, storia, arte
e artigianato, tradizioni popolari, lingua, narrativa, architettura, saggistica,
scienza e tecnica. di grande rilievo l’ultima nata, la collana di carte
tematiche pieghevoli "vai da te", i cui temi spaziano
dall’artigianato ai vini, dai diving alle aziende agrituristiche, dai prodotti
agroalimentari alle spiagge.
CoEdiSar
Agglomerato
Sud 09122 Cagliari-Elmas
Via G. Natta (Capannone rosa a fianco della Laar)
tel. 070 241060 fax 070 2128270
sito internet www.coedisar.com
e-mail coedisar@tiscalinet.it
Fondata nel 1986. Specializzata in pubblicazioni su Ambiente, Paesaggio,
Architettura. Si segnala per la collana dedicata alle Carte Naturalistiche della
Sardegna.
Edizioni
Condaghes
Via
Sant’Eulalia 52, 09124 Cagliari
tel. e fax 070 659542 cell. 328 9841486
sito internet www.condaghes.com
e-mail condaghes@tiscalinet.it
Fondata
nel 1992. Pubblica Libri per ragazzi e per adulti nelle collane: Il Trenino
verde, Su fraile de s’istoricu, Inscena, Pósidos, Carta
& Musica, Paberiles, Narrativa tascabile, Arcale, I
fenicotteri, Contos e Ammentos.
Valorizzazione della cultura sarda e apertura verso l'esterno sono gli elementi
che stanno alla base del progetto editoriale della casa editrice Condaghes.
Cuec
editrice
Cooperativa
Universitaria Editrice Cagliaritana
Via Is Mirrionis 1, 09123 Cagliari
tel. 070 271573, tel. e fax 070 2912.01 070 291077
sito internet www.cuec.it
e-mail info@cuec.it
Fondata
nel 1974. È impegnata da oltre venticinque anni a promuovere e valorizzare la
produzione scientifica, letteraria e culturale che si svolge in Sardegna.
Attenta al recupero del patrimonio letterario e linguistico dell'Isola, la casa
editrice CUEC si segnala per le collane: Scrittori sardi, Isole, University
Press, Prospettive, Storia locale, I luoghi la memoria
l'identità, Estroversi, Segni, L'Alambicco cinema, Quaderni
della cineteca sarda e per la pubblicazione del periodico La grotta della
vipera.
EDES
Editrice
Democratica Sarda
c/o TAS, via Predda Niedda 43/d, 07100 Sassari
tel. e fax 079 26.07.34
e-mail andreapinna@tiscalinet.it
Fondata
nel 1971. Possiede un ampio catalogo articolato in 23 collane. Le principali
sono: Saggi, L'altra Sardegna, Gente e luoghi, Uomini,
Idee, Istituzioni, Parole, Vicende, Scuola, Ragazzi,
Biblioteca di Babele, Clio, Mameli, Lingua e letteratura,
Nostoi. Ha in corso di pubblicazione un Vocabolario della lingua di
Sardegna che comprende oltre 120 mila vocaboli.
Editrice
Archivio Fotografico Sardo,
Via Ugo
Foscolo n. 45, 08100 Nuoro
tel. e fax 0784 253433
sito Internet: www.sardegnablu.it
e-mail: sardegnablu@sardegnaweb.it
Fondata
nel 1982. L'Editrice Archivio Fotografico Sardo produce una gamma completa di
prodotti editoriali di alta qualità sulla Sardegna (guide turistiche, libri
fotografici, ristampe anastatiche, carte geografiche tematiche, cartoline)
riguardanti i multiformi aspetti della realtà isolana (turismo, cultura,
natura, gastronomia, etnografia, archeologia ecc.).
Editrice
S’Alvure,
Via
Campanelli, lott. Cualbu, 09170 Oristano
tel. 0783 310182 fax 0783 216408
e-mail info@editricesalvure.it
sito internet www.editricesalvure.it
Fondata
nel 1980. I temi privilegiati nel suo catalogo (duecentocinquanta titoli)
riguardano l'Archeologia, la Storia antica, il Teatro, le Tradizioni popolari,
la Storia contemporanea e quella della Chiesa. Sul Novecento sono apparsi
numerosi lavori, come i saggi raccolti nella collana Oggi appena Ieri,
incentrata sulla vicende della società e della cultura in Sardegna, dal
Ventennio fascista ad oggi.
Edizioni
Della Torre
Via
Contivecchi 2-8, 09122 Cagliari
tel. 070 270507 fax 070 272547
e-mail dellatorre@tiscalinet.it
Fondata
nel 1974. Presente sul mercato da oltre vent’anni concentra la sua attenzione
su Storia, Lingua, Letteratura, Tradizioni Popolari, Ambiente. Tra le numerose
collane in cui si articola il catalogo spicca quella dedicata ai Grandi poeti
in lingua sarda. Ha realizzato l'Enciclopedia della Sardegna in 3
volumi.
Edizioni
Fiore
Via
Buozzi 1, 09037 San Gavino Monreale (CA)
tel. 070 9338035 fax 070 9375353
sito internet www.ilprovinciale.it
e-mail ilprovinciale@ilprovinciale.it
Fondata
nel 1989. Si occupa di Informazione, Politica, Cultura e Attualità per il
centro-sud della Sardegna. I periodici pubblicati sono attualmente due, Il
Provinciale Oggi e L'Oristanese, più un terzo plurilingue, Sa
Bertula, disponibile all'indirizzo internet www.ilprovinciale.it,
dedicato esclusivamente ad argomenti di carattere culturale in italiano, sardo,
francese, inglese, catalano, spagnolo. L'editoria libraria è dedita alla
produzione letteraria di autori locali in italiano ed in lingua sarda.
Edizioni
Sole
Via
Capitanata 24, 09121 Cagliari
tel. 070 291318; fax 070 252941
sito internet www.edizionisole.it
e-mail info@edizionisole.it
Fondata
nel 1978. Opera nel campo dell’editoria tradizionale libraria e periodica e
nell’editoria elettronica con un’attività indirizzata prevalentemente nei
settori dell’Ambiente, Artigianato, Cultura, Didattica, Informazione,
Narrativa, Saggistica, Sport, Turismo.
Ettore
Gasperini Editore,
Via
della Pineta 24-36, 09125 Cagliari
tel. 070 303777 - fax 070 303501
Fondata
nel 1948. "Pubblicare è la necessità di tramandare con gli scritti il
pensiero, perché attraverso questo, faccia pensare i posteri come gli antenati
hanno stimolato noi con i loro scritti. Il tutto per l’eternità in un cerchio
infinito".
Geogramma
Via
Lamberti 4, 07026 Olbia (SS)
tel. 0789 57777 fax 0789 51036
sito internet www.geogramma.it
e-mail info@geogramma.it
Fondata
nel 1994. Specializzata nella pubblicazione di carte geografiche e turistiche
riprese dal satellite. Un punto di vista nuovo e originale dell’Italia e dei
suoi centri turistici. Un intero settore dedicato alle coste sarde.
Grafica
del Parteolla
Via dei
Pisani 5, 09041 Dolianova (CA)
tel. 070 741234 fax 070 745387
e-mail: grafpart@tiscalinet.it
sito internet web.tiscalinet.it/grafica.parteolla
Fondata
nel 1983. Si segnala per le pubblicazioni sulla Storia della Sardegna, le
Tradizioni popolari e per il Vocabolariu sardu campidanesu-italianu.
Ilisso
Via
Guerrazzi 6, 08100 Nuoro
tel. 0784 33033 fax 0784 35413
sito internet www.ilisso.it
e-mail ilisso@ilisso.it
Fondata
nel 1985. Tra le iniziative della Ilisso si ricordano i grandi allestimenti
espositivi e le Monografie sui maggiori artisti sardi, la collana Appunti d'Arte
e la prestigiosa Storia dell'Arte in Sardegna. Con Bibliotheca Sarda ha inizio
l'edizione del "corpus" completo delle opere che hanno definito e
formato nel tempo la scrittura e la cultura della Sardegna. Da segnalare inoltre
la collana Officina Linguistica, organo del "Centro Max Leopold
Wagner".
Il
Maestrale
Via XX
Settembre 59, 08100 Nuoro
tel. 0784 31830-37590 fax 0784 31830-32354
sito internet www.edizionimaestrale.it
e-mail edizionimaestrale@tiscalinet.it
Fondata
nel 1992. Il Maestrale ha inteso offrire un momento e uno spazio editoriali a
nuove esperienze narrative, con un occhio di riguardo per quelle sarde,
riproponendo anche titoli e autori ormai classici (dalla Deledda a Lussu, da
Masala ad Atzeni). Le collane sono dedicate alla Narrativa, ai Tascabili,
alla Poesia, alla Saggistica. Nei Menhir si vogliono
riproporre opere che in diversi ambiti si sono rivelate di capitale importanza
per la cultura sarda.
La
Celere Editrice
Via
Vittorio Emanuele 133, 07041 Alghero
tel. e fax 079 951595
sito internet www.editricelacelere.it
e-mail info@editricelacelere.it
Fondata
nel 1947. Si è sviluppata come ampliamento di una solida attività tipografica;
nel corso degli anni ha sviluppato prevalentemente due filoni: quello della
lingua e cultura catalana e algherese in particolare; quello delle opere
illustrate sugli aspetti più rilevanti del patrimonio naturalistico del
territorio algherese e in particolare del suo mare.
Paolo
Sorba Editore
Via
Vittorio Emanuele 14, 08024 La Maddalena (SS)
tel. 0789 735414 fax 0789 730660
e-mail paolosorbaeditore@libero.it
Fondata
nel 1989. Casa editrice specializzata nella pubblicazione di opere riguardanti
il recupero della storia e della cultura dell’Arcipelago della Maddalena.
Papiros
Editziones
Carrera
de Lombardia 48, 08100 NUGORO, Sardinna
Sito internet www.papiros.it
e-mail info@papiros.it
tel.: 0784 235429 fax: 0784 230440
Fondata
nel 1989. Settori: Libri per ragazzi, Narrativa, Riviste in lingua sarda.
Soter
Editrice
Via
Spano 11, 07019 Villanova Monteleone (SS)
tel. e fax 079 960724 079 960645
e-mail sotereditoria@tiscalinet.it
Fondata
nel 1988. Casa editrice con un ampio catalogo dedicato alla Poesia, alla Storia
e alla Cultura della Sardegna. Spicca la collana Immagini e Poesie. Molte
le pubblicazioni arricchite di apparati fotografici.
Stampacolor
Zona
Industriale, 07030 Muros (SS)
tel. 079 345945 345999 fax 079 345634
e-mail stampacolor@tiscalinet.it
Fondata
nel 1980. Segnalata per opere di grande formato riccamente illustrate tra le
quali Maschere, Le monete della Sardegna dal IV secolo a.C. al 1842 e
San Pietro di Silki.
TAM TAM
Sede Via
Corte d’Appello 40, 09124 Cagliari
Uffici Via Santa Croce 45, 09124 Cagliari
Tel. e fax 070 653446
e-mail tamtam.edizioni@tiscalinet.it
sito internet www.tamtamedizioni.it
Fondata
nel 1990. La parte pi significativa l’editoria per ragazzi, destinata ad
essere di supporto per le scuole, ludoteche, biblioteche. La produzione
ideata con una particolare cura, oltre che dei contenuti, dell’aspetto grafico
e dalla qualitˆ della stampa. Si segnalano le collane Archeologia, Natura,
Le Cartelle, Educazione alla Salute e i Sussidi Didattici.
Importante anche la produzione relativa alla ricerca sociale, collana Lˆdiri,
e agli studi monotematici, collana Cammei. Interessanti le edizioni
storico/artistiche.
Edizioni
Tema
Via
Manno 81, 09124 Cagliari
tel. e fax 070 666350
e-mail temapub@tiscalinet.it
sito internet www.temacom.it
Fondata
nel 1989.

Piccoli
editori non crescono
Macomer, le
analisi e le proposte di sviluppo alla seconda edizione della mostra del libro.
Le speranze affidate alla nuova legge sull'editoria
di Paolo Merlini (La Nuova Sardegna del 2 ottobre 2001)
In tempi di globalizzazione, l'editoria sarda continua a pagare lo scotto dei
propri limiti geografici e dunque di mercato, subisce le conseguenze di essere,
a parte rare eccezioni, un sistema autoreferente, dove il bacino d'utenza è
ridotto al milione e seicentomila abitanti dell'isola e altrettanto ridotto è
il numero degli autori, anche qui per la legge dei numeri più che per mancanza
di idee. Un mestiere non facile, quindi, quell'editore di libri in Sardegna, sul
quale grava anche l'accusa ricorrente di assistenzialismo, suffragata
dall'eccezione sollevata dall'Unione Europea su un passo fondamentale della
legge regionale 22 del 1998, dove prevede appunto i contributi alle case
editrici. L'Ue ritiene infatti che le agevolazioni concesse agli editori sardi
costituiscano in sostanza una turbativa del mercato e vadano contro i principi
della concorrenza. Nella realtà, a guardar bene, la legge 22 prevede la
possibilità di acquistare con fondi pubblici sino a duecento copie di ciascun
titolo, da destinare e scuole e biblioteche, poi un aiuto relativo ai macchinari
utilizzati nella produzione del libro (ma pochi editori fanno ricorso a questo
tipo di agevolazione, complicata per gli adempimenti burocratici), e infine
favorisce la partecipazione alle mostre nazionali e internazionali all'interno
di un stand comune a tutti gli editori. La Regione ha tempo sino al 31 dicembre
per modificare la normativa, ma proprio in questi giorni alla Mostra del libro
di Macomer è stato annunciato che verrà chiesta all'Ue una proroga di sei mesi
per predisporre la nuova normativa, che dovrebbe superare lo scoglio della
presunta turbativa di mercato. La soluzione che viene ipotizzata è potenziare
le risorse economiche delle biblioteche, che dovranno poi acquistare da ciascuna
casa editrice un numero di libri che non si discosta dal tetto dei duecento
della legge 28.
Se ne è parlato sabato scorso a Macomer a margine della tavola rotonda
"Prospettive dell'editoria sarda nel terzo millennio". Al coordinatore
del dibattito, Mario Argiolas, vicepresidente dell'Aes, è toccato il compito di
fare il punto sullo stato della nuova normativa, alla quale sta lavorando una
commissione regionale dove gli editori hanno i propri rappresentanti.
Scompaiono, come si diceva, gli acquisti da parte della Regione, mentre viene
incentivato il ruolo dell'ente pubblico nella promozione e nella diffusione dei
libri in Sardegna e fuori, attraverso la partecipazione a mostre e fiere.
Vengono favorite le innovazioni tecnologiche e si studiano nuovo forme di
collaborazione tra Regione ed editori, come la coedizione o la pubblicazione di
collane.
Tornando al tema della tavola rotonda, lo storico Manlio Brigaglia ha tracciato
le linee fondamentali del cammino dell'editoria in Sardegna, spiegando come
dall'Ottocento a oggi paradossalmente il mercato dei libri, fatte le dovute
proporzioni con il numero degli editori oggi presenti, non si sia allargato: le
mille-milleduecento copie di venduto che oggi decretano il successo di un libro
sardo e rappresentano un muro difficilmente valicabile, furono raggiunte cento e
più anni fa da volumi come il Dizionario di Tola o la Storia di Siotto-Pintor.
Ma Brigaglia ha evidenziato come si possa parlare di editoria sarda solo a
partire dal dopoguerra, con editori che erano anche tipografi, come Fossataro a
Cagliari e Gallizzi a Sassari. Editori coraggiosi, ma spesso di libri
"brutti" o "inutili". Tra questi ultimi Brigaglia individua
anche i libri pagati dagli autori, quel fenomeno ancora oggi diffuso al quale
Eco ha dedicato un breve saggio: sono gli A.p.s., Autori a Proprie Spese,
personaggi di un mondo a parte che ha tanto di premi letterari, riviste e
classifiche.
Per Giuseppe Marci, docente di letteratura italiana all'Università di Cagliari,
non si può parlare di editoria assistita, ma occorre stabilire linee
progettuali precise. Una via d'uscita è la specializzazione, unita
all'affermazione di una "gerarchia della qualità" in un momento in
cui il numero dei titoli sardi è "sconcertante" per quantità. Ma
occorre fare i conti con limiti oggettivi come "l'eseguità del mercato,
che è comunque isolano", o cadere facilmente in "prodotti
autoreferenziali che ci parlano di noi stessi". Infine Pia Giganti,
responsabile del settore beni librari della Regione, ha illustrato a grandi
linee i cambiamenti che si prospettano con la nuova legge: attenzione ai
mutamenti della società dell'informazione, potenziamento del ruolo dei centri
di lettura con il passaggio dalla "biblioteca del possesso a quella
dell'accesso".

Tutti
i figli di Mannuzzu: obiettivo sui giallisti di Sardegna
L’Unione Sarda 2
ottobre 2001
Quando
nel 1988 uscirono L’oro di Fraus e Procedura di Salvatore
Mannuzzu, Oreste Del Buono parlò della nascita di una scuola sarda del giallo.
Da allora molti autori sardi hanno conosciuto la notorietà impegnandosi in quel
filone comunque interpretato. Al salone del libro di Macomer, oggi una tavola
rotonda organizzata dalla Cuec premia quegli autori, visto che La grotta
della vipera ha dedicato ai giallisti sardi un numero monografico (che verrà
presentato appunto oggi). Dalle 19, Antonio Cossu, Giuseppe Marci, Paolo Lusci,
Gigliola Sulis e Flavio Soriga parleranno delle opere di Mannuzzu, Giulio
Angioni, Massimo Carlotto, Marcello Fois, Sergio Atzeni, Antonio Perria, Bruno
Muntoni, Luciano Marrocu, Enrico Costa.
Sempre oggi, alle 18, Paolo Pillonca e Giuseppe Marci presenteranno La
prigionia di un sogno: un romanzo costruito sulle lettere di Umberto Giganti
alla moglie Ina durante la prigionia politica seguita ai disordini per
l’attentato a Togliatti. Il libro è della figlia, Pia Giganti, che sarà
presente alla manifestazione di oggi. Gli attori Gisella Vacca e Corrado
Giannetti leggeranno brani delle lettere.
Domani invece la giornata della fiera del libro di Macomer è dedicata, fra gli
altri, all’opera di Angelo Mundula, uno dei grandi poeti del secondo Novecento
italiano (ore19). Nato a Sassari il 16 gennaio 1934, ha scritto, in poesia: Il
colore della verità (Padova, Rebellato, 1969), con una prefazione di
Guglielmo Petroni; Un volo di farfalla (Pisa, Giardini, 1973), con
prefazione di Giorgio Bàrberi Squarotti; Dal tempo all’eterno (Firenze,
Nuovedizioni Vallecchi, 1979), con prefazione di Mario Luzi; Ma dicendo
Fiorenza (Milano, Spirali, 1982), con postfazione di Giuliano Gramigna; Picasso
fortemente mi ama (Firenze, Nuovedizioni Vallecchi,1987), con una piccola
antologia critica firmata da Giorgio Bàrberi Squarotti, Pietro Citati, Giuliano
Gramigna, Angelo Jacomuzzi, Mario Luzi e Giacinto Spagnoletti; Il vuoto e il
desiderio (Catania, Prova d’autore,1990); Per mare (Cittadella di
Padova, Amadeus, 1993); e, con Giorgio Bàrberi Squarotti e Giuliano Gramigna, La
quarta triade (Milano, Spirali, 2000). Inoltre, Mundula ha scritto in prosa Tra
letteratura e fede (Firenze, Feeria, 1998), raccolta degli elzeviri apparsi
sull’Osservatore Romano nel biennio 1990-1992, con un saggio
introduttivo di Carmelo Mezzasalma.
Nella stessa giornata di domani l’Editrice S’Alvure presenterà Una città
possibile. Mussolinia di Sardegna di Giovanni Murru. Appuntamento alle 11.

Gli
italiani disertano le biblioteche
I dati sul prestito
dei volumi sono ancora tra i più bassi in Europa
La Nuova Sardegna 2 ottobre 2001
Da un
popolo che legge poco i giornali e ancor meno i libri c'era da aspettarselo:
solo il 7,5% degli italiani frequenta abitualmente biblioteche e appena il 26%
(contro il 65% degli americani) vi ha messo piede almeno una volta in un anno. A
confermare lo scarso amore dei connazionali per la carta stampata è
l'Associazione italiana biblioteche. Sebbene in Italia vi siano almeno 25.000
biblioteche pubbliche, in un anno si registrano in media 25 milioni di prestiti
di libri - cioè meno di un volume a persona - cifra tra le più basse d'Europa.
La Lombardia è la regione con il più alto numero di frequentatori ma va vanta
un'offerta di 1200 biblioteche comunali. Quanto all'identikit del "topo da
biblioteca" è semplice: giovane (20-25 anni) e prevalentemente donna. In
età lavorativa la frequentazione crolla. Tanta disaffezione, dunque, eppure da
tempo le biblioteche non sono più soltanto - come recita il vocabolario - una
"raccolta ordinata di libri per lo studio, la lettura o la
consultazione". Di pari passo con il loro avvento nella società, i nuovi
media - cd-rom, materiale audiovisivo e collegamenti a internet - sono entrati
in questi templi del sapere.

L'altra
metà del libro
Il consorzio Satta
di Nuoro custodisce un fondo di 3000 volumi sulle donne
di Anna Saderi (La
Nuova Sardegna del 2 ottobre 2001)
La
Commissione Regionale Pari Opportunità ha affidato al Consorzio per la pubblica
lettura "Sebastiano Satta" di Nuoro un consistente fondo librario
costituito da circa 3000 volumi, scritti per lo più da donne, su tematiche
femminili, riguardanti principalmente le tematiche del lavoro. La scelta del
filone tematico ha voluto consentire un percorso di riflessione ed analisi per
riconoscere gli apporti femminili, l'ottica differente d'approccio al mondo del
lavoro, alla storia ed alla società in genere. Le parole d'ordine della
conferenza internazionale delle donne di Pechino furono d'altronde
"empowerment" (attribuire poteri e responsabilità alle donne,
condivisione di responsabilità e decisione in tutti i campi) e
"mainstreaming" (la centralità del punto di vista delle donne nella
costruzione della società). Il mutamento del punto di vista, dalla parità e
uguaglianza dei diritti alla valorizzazione e centralizzazione dell'esperienza,
della cultura, dei valori di cui le donne sono portatrici, è indicativo
dell'assoluta necessità di un cambio di rotta nella gestione della politica,
della legislazione e dei programmi. E' di per sé evidente che, se il mondo è
costituito dal 50% di donne, la stessa percentuale dovrebbe essere rispettata
anche nella gestione del potere, per garantire una democrazia che sia
sostanziale non solo apparente. L'idea quindi di costituire un fondo librario di
documentazione del pensiero femminile rappresenta un passo avanti in questa
direzione.
Il catalogo, costituito da due tomi, uno alfabetico per titoli ed uno alfabetico
per soggetti, facilita il percorso di concreto reperimento di ciò che interessa
e rappresenta una rete di opportunità di accesso ad ambiti della conoscenza
ancora poco frequentati. E' interessante, che questo nucleo iniziale (è
auspicabile la costruzione di un vero e proprio Thesaurus che percorra tutte le
nuove culture prodotte dalle donne e offra quindi una visione organica completa
del femminile), abbia sede a Nuoro, centro delle cosiddette "zone del
malessere", perché potrebbe proprio essere simbolo e metafora di
cambiamento, di quella nuova prospettiva d'approccio alla politica che tenga
conto di tutti i punti di vista, che non prescinda nella sua elaborazione dal
pensiero, dalle pratiche d'azione e dal sentire dell'altra metà del cielo, per
utilizzare una espressione forse abusata, ma ancora efficace. Un catalogo non è
uno strumento neutro, infatti, ma rappresenta anche un suggerimento, u
indirizzo, un orientamento, non solo per le donne, dei possibili percorsi di
ricerca per capire meglio lo scenario storico, politico e sociale che ha
caratterizzato l'universo femminile e consentire quindi, una volta analizzate e
capite le regole che hanno determinato la storica ed ancora in atto
marginalizzazione, di cambiare angolatura alla scena. Chissà che i paesi del
malessere non diventino proprio quelli che daranno la spinta propulsiva ad un
nuovo benessere grazie a responsabilità diffuse di affidamento di potere alle
donne! E' un augurio per tutti.

Un
miliardo di fatturato per 40 editori
Duecento titoli
all'anno nonostante i limiti del mercato
La Nuova Sardegna 2 ottobre 2001
Sono
quaranta gli editori sardi presenti sul mercato. Ogni anno sfornano circa
duecento titoli, ma tutti insieme raggiungono un fatturato di appena un
miliardo, in una regione dove l'indice di lettura è - come in tutt'Italia, del
resto - tra i più bassi d'Europa. E' l'analisi che viene fuori dalla seconda
mostra regionale del libro, che dal 28 settembre sino a giovedì 4 ottobre si
svolge a Macomer. Trentasette gli editori presenti, venticinque dei quali
iscritti all'Aes, l'associazione degli editori sardi, mille i titoli esposti. E
accanto mostre, in particolare di libri per ragazzi, dibattiti e incontri con
gli autori sardi. La mostra è allestita nella Fiera di Macomer, a qualche
chilometro dal centro abitato nella strada per Santulussurgiu. Salvatore Fozzi,
presidente dell'Aes, l'associazione degli editori sardi, ha fornito nel corso di
un dibattito alcuni dati sul settore nell'isola: cresce il numero dei titoli
pubblicati ogni anno, nel '95 sono stati 160, 235 nel '96, 210 nel '97 e 240 nel
2000; la tiratura media non supera le mille copie, il 90 per cento dei libri
viene venduto nell'isola. Solo una piccola quantità, dunque, varca i confini
della Sardegna, e la distribuzione resta ancora oggi l'ostacolo più grosso da
superare.

Editore
nell’isola dei lettori deboli
di Umberto Cocco
(La Nuova Sardegna 2 ottobre 2001)
Trentacinque
editori sardi vanno alla Buchmesse di Francoforte quest'anno, dal 10 al 15
ottobre. In questi giorni sono a Macomer, nei capannoni coperti di eternit della
fiera di Sant'Antonio, sino a giovedì. Metafora del libro, la campagna è verde
di querce ai piedi del Montiferru, oasi residua nel deserto sul quale si
affaccia. Il pubblico è in questi giorni numeroso quando arrivano le
scolaresche condotte in pullman dai maestri del Marghine, scarsino invece ai
dibattiti. Gli editori sono venuti attrezzati di una loro associazione
agguerrita, e c'è l'assessore alla cultura a intermittenza ai raduni tematici,
con lui sono molto amichevoli, ammiccanti. Onida sta lavorando alla nuova legge
sulla materia dopo che l'Unione Europea ha fatto con la precedente come con
quelle per i pastori, l'ha segata per eccesso di contributi.
Trentacinque editori in Sardegna: sono pochi, sono tanti? Sono piccoli,
producono molti libri, qualche posto di lavoro anche quando le famiglie dei
titolari bastano a se stesse come manodopera. Vendono poco, in media tra le
cinquecento e le mille copie a libro. Vendono perché gli enti pubblici li
comprano, a scatola chiusa o perché negli assessorati c'è un amico, un amico
dell'amico, e perché l'assessore del piccolo paese oggetto di una pubblicazione
non può non comprare un libro su "il mio paese ieri e oggi", per
farne dono a tutte le famiglie.
Editoria assistita, e troppe volte di qualità bassa, dicevano loro stessi in
qualche empito di sincerità al dibattito di Macomer sabato mattina, sfugge al
mercato perché troppo comoda è l'altra strada, e sicura, o quando al mercato
si affida è a quello di gusto semplice, di pronto uso, le guide turistiche a
vendita garantita nelle edicole di stagione.
Loro sollevano il tema della ristrettezza del mercato sardo, una percentuale
molto al di sotto del 10 per cento nelle isole secondo l'Associazione italiana
editori legge almeno un libro al mese, sotto il quale numero si è quasi
analfabeti nonostante Internet e la televisione. Dice Fozzi, responsabile
dell'associazione degli editori sardi, che vorrebbero entrare di più nelle
scuole, vorrebbero piccole librerie nei paesi che ne sono sprovvisti, e Alberto
Pinna trasformerebbe le edicole in negozi anche di libri, in queste realtà.
Ma il tema della larghezza degli orizzonti spaventa. Nello spaesamento di fronte
ai vasti orizzonti del mercato di cultura, la lingua sarda. Ci sono novità,
Condaghes ha tradotto in bittese dall'oiginale in inglese da poco "La
fattoria degli animali", fa un effetto strano ma è stupefacente la
universalità resa dal sardo del racconto di Orwell. È lo stesso editore
del vendutissimo dizionario sardo di Mario Puddu, il giovane titolare è un
ghilarzese, l'altro giorno tornava sul tema della spartizione delle risorse
regionali dell'editoria a metà fra libri scritti in italiano e libri in sardo.
"Si potesse attingere da due leggi, editoria e lingua...", dice anche
Diego Corraine di Papiros.
C'é solo il fenomeno nuorese di Maestrale, editori solo da dieci anni, e prima
librai, che vendono anche i nuovi scrittori sardi in continente, hanno fatto
co-edizioni con case già note, Marcello Fois ha cominciato con loro, come
Flavio Soriga, lo schivo oranese Salvatore Niffoi senza una recensione vera e
spassionata nell'isola, è conosciuto a Milano, a Firenze.
Ed è Il Maestrale che si è rimesso a pubblicare Bachisio Zizi, ora finalmente
pubblicato da una casa editrice continentale, nonostante sia il più solido,
colto, tra gli scrittori sardi.
Tutto mercato vero, niente acquisti degli enti, anche la grafica è essenziale,
non ingannatrice, e la politica editoriale un gioco sapiente fra libri di valore
della letteratura sarda, da Pigliaru e Cambosu, e i nuovi: sono assediati da
manoscritti, li fanno leggere a una rete di consulenti, prima di decidere. Una
sensazione di felicità nel racconto della loro avventura, anche; non c'erano
attorno all'assessore, a Macomer.
La nuova legge, tirata da molte parti, può darsi che resista al vecchio che le
si sta già aggrappando. Un editore ha parlato della formazione professionale
degli addetti. Sarebbe la nuova frontiera, la vasta area del lavoro creativo di
questo ramo, dai grafici alle figure del marketing, sino agli amministrativi,
fino alla rete dei librai, dei bibliotecari.
Ci sono nel mondo esperienze anche molto poetiche di diffusione del libro, sono
materia di film di culto, le biblioteche itineranti. Un banchetto del libraio
editore Paolo Sorba, nella piazza della Maddalena d'estate, è assediato per ore
e ore, la notte, da turisti. In Irlanda un pullman che si apre di lato come
quelli degli hot dog, si affaccia sulle piazze dei paesi in festa, a luglio e
agosto.
In Sardegna, anche qui, l'oasi della biblioteca Satta, ramificata, attiva da
decenni di iniziative continue. C'è a Macomer, nella sala delle conferenze a
Sant'Antonio per la fiera di questi giorni, la lunga teoria dei manifesti
prodotti per la promozione dei libri nel corso degli anni. Non ha confini, ci
sono quelli che chiamano i nuoresi a un incontro con l'americanista italiano più
bravo (con Alessandro Portelli) Mario Maffi, un piccolo manifesto per l'incontro
con uno dei registi più grandi, Kiarostami.
Sardi, pochi. Sembra fatto apposta, e invece è il segno che la cultura non ha,
appunto, confini.
Non c'è tra i dibattiti, un angolo riservato alle nuove professioni, un giovane
ha sollevato il problema di Internet, l'editoria in rete che è la novità del
mercato editoriale. Il pubblico era distratto. Ha reagito qundo un profssore
macomerese, Salvatore Sechi, ha detto: "Gli editori sardi sono troppi, e
fanno cose di scarsa qualità. Non si rinnovano. Si guardano a vicenda, in un
circuito chiuso".

Editori
sardi? Bravi, ma quanti
Il settore
del libro cresce per qualità e professionalità però deve scontare i limiti
legati a un mercato ristretto
Il guaio è che chiunque scriva qualcosa è certo di stamparla.
di Giuseppe Marci
La riflessione sull'editoria sarda non può non partire dalla constatazione dei
grandi progressi registrati dal settore in un periodo di tempo grosso modo
coincidente con gli ultimi due decenni. I dati di fatto sono chiari: a
cominciare dal numero delle case editrici - circa 40 - che rappresenta un
indubbio sintomo di vitalità.
Bisogna poi rilevare la vastità e l'articolazione che l'offerta del libro ha
progressivamente assunto. Né può essere sottovalutata la crescita qualitativa
che ha riguardato anche il settore tipografico, sempre più distinto da quello
editoriale, e nel contempo capace di raggiungere standard di valore tali da
renderlo competitivo in un panorama nazionale ed europeo. Ma quel che
soprattutto importa dire è che è stato avviato, e risulta evidente, uno sforzo
progettuale da cui sono nate fisionomie individuali laddove prima esisteva un
generico e indistinto mondo di pubblicazioni dedicate alla Sardegna.
Si pensi, per citare solo qualche rapido esempio (e quindi senza pretendere di
offrire un quadro compiuto) allo scenario che emerge dai cataloghi allestiti per
la Fiera internazionale del libro di Francoforte o per il Salone del libro di
Torino. La ricerca di specializzazione appare evidente: Aipsa privilegia le
pubblicazioni storico-memorialistiche; Am&d, oltre che al mondo tradizionale
isolano, guarda all'attualità con opere di riflessione o d'inchiesta
giornalistica; Condaghes esprime un forte interesse nei confronti della lingua
sarda sia con una collana di narrativa sia, soprattutto, con la pubblicazione
del "Ditzionàriu" di Mario Puddu; la Cuec punta sulla collana
Scrittori sardi e sulla saggistica universitaria (ma pubblica anche la rivista
"La Grotta della vipera"); un marcato interesse per gli scrittori
sardi distingue anche la Edes che nella collana La biblioteca di Babele
privilegia la produzione novecentesca e contemporanea; le Edizioni della Torre
hanno un catalogo all'interno del quale spicca, assieme all'enciclopedia
"La Sardegna", insostituibile strumento di studio, la collana I grandi
poeti in lingua sarda; Il maestrale si segnala per l'attenzione con la quale
segue la produzione narrativa, proponendo autori e titoli capaci di raggiungere
anche il lettore nazionale; il settore artistico è coperto dalle pubblicazioni
dell'Ilisso che, con la Bibliotheca sarda, esprime anche un interesse
storico-letterario; Papiros ha l'indiscutibile merito di sviluppare da anni una
coerente politica di edizioni in lingua sarda, mentre Poliedro si segnala per
l'alta qualità dei volumi fotografici, campo nel quale eccelle anche l'editore
Soter; Zonza editori ha un catalogo prevalentemente orientato verso opere
illustrative sulla cucina, i vini e i dolci sardi, ma non privo di aperture
verso le tematiche religiose e filosofiche. Non vanno trascurati, infine,
editori storici come Carlo Delfino che pubblica un utile repertorio di guide
archeologiche e ambientali o atipici (e piccolissimi) come Corrado Conca,
anch'egli impegnato nella pubblicazione di guide, ma con l'obiettivo di
raggiungere un pubblico di appassionati di trekking e dell'arrampicata montana.
Un'attività editoriale, come si comprende anche attraverso una così rapida
sintesi, molto più pensata. Ma la nostra pur legittima soddisfazione per i
risultati conseguiti non deve far dimenticare i limiti che pure esistono. Il
primo, tradizionale e per così dire costitutivo, consiste nell'esiguità di un
mercato prevalentemente composto da 1.600.000 residenti nell'isola. Tale
situazione ha imposto l'esigenza di un intervento del potere pubblico che ha
sostenuto in maniera significativa le imprese editoriali sarde.
Una situazione legislativa oggi incompatibile con la normativa europea e,
comunque, per certi versi superata. La contribuzione pubblica destinata alla
stampa ha introdotto un abito mentale per il quale la circolazione del libro
rappresenta spesso un evento accessorio destinato a interessare più l'autore
che l'editore. Troppi titoli non solo non sono arrivati al circuito commerciale
ma non sono stati neppure distribuiti alle biblioteche e sono passati in modo
diretto dalle tipografie ai magazzini. Quel tipo di provvidenza ci ha
disabituati a considerare il libro per i contenuti che veicola o che può
veicolare se la sua circolazione viene promossa con tutti i mezzi possibili,
organizzando presentazioni nelle città e nei paesi, inventando occasioni di
dibattito, legandolo all'attività delle scuole, progettando eventi utili per
farlo conoscere, trasformandolo in pretesto per un'attività di animazione
rivolta anche a un pubblico non specialistico.
C'è, in sostanza, un'esigenza di crescita culturale della nostra società che
può e deve incontrarsi con la legittima aspettativa di espansione del mercato
librario. Obiettivi convergenti che potranno essere conseguiti più facilmente
se ci abitueremo a tenere sempre più presente nei nostri ragionamenti il
parametro della qualità.
Ora, abbiamo già visto che il libro sardo ha raggiunto un buon livello
qualitativo per quanto concerne la veste editoriale. Possiamo sempre dire
altrettanto per quanto concerne i contenuti? È legittimo qualche ragionevole
dubbio, partendo innanzitutto da una constatazione numerica. Se consideriamo che
rapportando la popolazione sarda al numero delle imprese editoriali otteniamo un
dato secondo il quale a ciascuna di esse corrispondono 40000 individui, non
possiamo non avere qualche preoccupazione. In quel teorico orizzonte numerico
(che anche include i bambini, gli analfabeti e coloro che per scelta si tengono
fuori dall'universo librario) l'editore dovrà pescare non solo i potenziali
acquirenti ma anche, e questo è molto più grave, i potenziali autori.
Significa praticamente che chi voglia scrivere una raccolta di poesie, un saggio
storico o la descrizione del suo paese, ha la quasi certezza della
pubblicazione. A prescindere dal valore di quel che ha scritto.
Paolo Maninchedda, in un recente articolo comparso su "Volo" e che ha
per oggetto proprio "La domanda del libro", invita a riflettere sul
problema costituito dall'"assenza di gerarchie di qualità" che
contribuisce a produrre "il disorientamento del lettore". L'editore,
al contrario, dovrebbe contribuire a orientare il lettore offrendogli una
garanzia riguardante il libro che, come qualsiasi prodotto, potrà arrivare alla
commercializzazione solo dopo essere passato attraverso un processo di
produzione controllato in ogni fase da persone dotate di specifica competenza.
Le linee progettuali, quindi, dovranno essere precisate, con l'obiettivo di
arrivare alla miglior definizione possibile di ogni impresa editoriale,
specificandone il ruolo e gli ambiti operativi.
Ma ci sono almeno due casi nei quali, anziché una diversificazione, auspicherei
una ragionata convergenza degli editori sardi.
Riguarda, il primo, il campo delle pubblicazioni periodiche. Sappiamo bene che
in Sardegna i periodici, specie quelli culturali, campano stentatamente o non
vivono affatto. Ma sappiamo altresì che sono necessari alla vita di una società
civile. La mia esperienza alla direzione de "La Grotta della vipera" e
nella redazione di "Volo" mi dice, inoltre, che ci sono energie,
volontà di partecipazione, competenze ed entusiasmi espressi da giovani e meno
giovani, che aspettano solo di essere incanalati verso l'obiettivo dello studio,
della riflessione, della scrittura.
Fare un giornale o una rivista, tuttavia, comporta carichi economici e
organizzativi il cui peso rischia di vanificare le migliori intenzioni. Forse
sarebbe il caso di tener conto del problema, in una progettazione mirata verso
gli interessi della collettività e nella quale si incontrino operativamente le
volontà private e quelle degli amministratori pubblici.
Il secondo caso è quello che, in conclusione di questo ragionamento, vorrei
segnalare con forza all'attenzione dell'autorità regionale, degli editori e
dell'opinione pubblica.
Concerne l'insieme delle scritture elaborate dai sardi nel corso dei secoli, un
patrimonio, per noi importantissimo, di conoscenze, creazioni artistiche,
documenti relativi al manifestarsi del sentimento identitario. Quel patrimonio
comincia a venire alla luce, attraverso una serie di iniziative editoriali
meritorie ma comunque insufficienti, disorganiche e rispondenti ai più diversi
criteri. Esattamente venticinque anni fa l'Istituto bibliografico editoriale
sardo (Isbes) aveva lanciato l'idea "di raccogliere in una summa, il più
possibile unitaria ed organica, le espressioni della produzione scritta degli
intellettuali sardi", di creare un corpus formato dalle opere degli
scrittori che, operando nei diversi campi del sapere, hanno lasciato traccia non
effimera e hanno testimoniato i valori sui quali si fonda l'idea stessa
dell'autonomia sarda. L'Istituto, che offriva un elenco esemplificativo di oltre
duecento autori da inserire nella collana Scrittori sardi, proponeva l'avvio di
un vasto lavoro di studio tendente alla pubblicazione delle opere in edizioni
critiche, attraverso una mobilitazione straordinaria di energie culturali e
finanziarie.
Per mille imperscrutabili motivi la proposta non si è realizzata, anche se nel
trascorrere del tempo diversi editori hanno comunque pubblicato opere degli
scrittori sardi, sia pure in edizioni prevalentemente commerciali e comunque in
contesti e con obiettivi diversi rispetto a quelli definiti dall'Isbes.
Potrebbe essere giunto il momento in cui gli editori, con il concorso morale e
materiale dell'autorità regionale, facciano propria quell'idea, convinti
dell'importanza di avere un progetto che distingua la produzione sarda nel vasto
mercato nazionale e internazionale del libro. Con lungimirante capacità di
associarsi per sostenere un'impresa qualificante potrebbero affrontare lo sforzo
necessario a realizzare un lavoro tale da mobilitare decine di studiosi,
soprattutto giovani che le università preparano fornendoli di competenze
specifiche.
C'è forse, per affrontare il secolo che si apre, un modo migliore di quello che
induce a convogliare volontà politica, spirito imprenditoriale, risorse
finanziarie, competenze specialistiche ed energie giovanili nella ricerca dei
fondamenti culturali dell'identità sarda che esattamente in quegli scritti si
celano, e resteranno dimenticati, fin quando i testi non vengano restituiti, in
edizioni critiche inappuntabili, alla fruizione collettiva?

La
riscoperta del libro: 6.000 visitatori
Macomer. Alla Fiera
si è chiusa con un bilancio positivo la mostra regionale dell’editoria.
Più di 2500 studenti negli stand, soddisfacenti anche le vendite
di Nadia Cossu (L'Unione
Sarda 6 ottobre 2001)
La
mostra regionale del libro, appena conclusa nell’area fieristica di Macomer,
si è chiusa con un bilancio positivo. I numeri evidenziano il successo della
manifestazione: oltre 6000 visitatori di cui 2500 studenti. Venduti 2000 libri
per ragazzi e più di 600 volumi delle case editrici aderenti all’Associazione
Editori Sardi. "Un bilancio lusinghiero" ha detto il sindaco di
Macomer Giuseppe Ledda, "la mostra è stata un esperimento riuscito
perfettamente e ci sono i presupposti per farne uno dei più importanti
appuntamenti culturali della regione. Il nostro intento" ha aggiunto il
primo cittadino, "è di costruire una nicchia all’interno delle
manifestazioni nazionali".
Qualcuno si è lamentato per la lontananza della mostra, allestita nella zona
fieristica ai piedi del monte di Sant’Antonio, ma altri ne hanno apprezzato il
contatto con la natura e la grande disponibilità di parcheggi. "Non è
vero che la distanza costituisce un handicap", ha detto Pier Gianni Cocco
del servizio Beni librari dell’Assessorato regionale Pubblica Istruzione,
"la fiera dista solo 5 minuti dal centro. Manca piuttosto un giusto
coinvolgimento della cittadina se si vuole portare la manifestazione a carattere
nazionale. Lavoreremo per potenziare le strutture", ha aggiunto Cocco,
"creare punti di aggregazione e fare in modo che la terza edizione ci
sorprenda come questa". Anche Rita Porcu direttrice della biblioteca di
Macomer è rimasta soddisfatta del successo. "La risposta del pubblico ci
ha ripagato della fatica e dell’impegno che abbiamo dato per organizzare la
fiera", ha detto.
Assente l’Editoria nazionale ma Nuccia Casu del Centro servizi culturali
promette che si lavorerà in questo senso: "Dovrà essere rafforzata anche
la collaborazione con le scuole", aggiunge, "per programmare insieme
gli incontri e le iniziative che le vedono protagoniste". Circa venti
classi al giorno hanno scelto di trascorrere una mattinata in fiera per saperne
di più sugli autori sardi e i vari aspetti della cultura dell’isola. Ha
sorpreso molto l’interesse dei ragazzi alla lettura: fiabe e racconti per
bambini sono andati a ruba. "Avevano le idee chiare", ha detto Claudia
Urgu della libreria "Tutte storie" di Cagliari, "sono venuti con
i loro risparmi per comprare assolutamente un libro".

Resoconto
della Giornata di dibattito e riflessione sui problemi dell’editoria sarda,
promossa dall’AES nell’ambito della 2ª Fiera regionale del libro
di Macomer, il giorno 29 settembre 2001
a cura di Mario Argiolas (Vice Presidente AES)
Il
programma prevedeva una suddivisione dei lavori in due fasi: la mattina il
seminario sulla nuova legge per l’editoria e la sera la tavola rotonda sul
tema "Prospettive dell’editoria sarda per il terzo millennio".
Hanno
partecipato Ai lavori l’Assessore Regionale della Pubblica Istruzione e Beni
Culturali Pasquale Onida, il Presidente dell’AES Salvatore Fozzi (Edizioni
Della Torre), il Vicepresidente dell’AES Mario Argiolas (Cuec editrice), il
Responsabile del Settore Beni Librari dell’Assessorato dott.ssa Pia Giganti,
l’Assessore alla Cultura del Comune di Nuoro e l’Assessore alla Cultura del
Comune di Macomer. Hanno inoltre partecipato gli studiosi Manlio Brigaglia,
Giuseppe Marci e Antonio Cossu, il prof. Salvatore Sechi, gli editori Carlo
Delfino, Silvio Pulisci (S’Alvure), Francesco Cheratzu (Condaghes), Alberto
Pinna (Edes), Grafica del Parteolla, Edizioni Fiore, Rina Pigliaru (Iniziative
Culturali), Diego Corraine (Papiros), Salvatore Ligios (Soter), Aldo Brigaglia
(Edizioni Tema), Giuseppe Mocci (Aipsa edizioni), giornalisti, insegnanti,
esperti di editoria e di Internet, bibliotecari, scrittori e intellettuali.
La mattina, con inizio alle ore 11, si è tenuto il seminario sulla nuova
Legge per l’editoria alla presenza dell’Assessore alla Pubblica
Istruzione e Beni Culturali Pasquale Onida, che ha coordinato i lavori, del
Presidente dell’AES Salvatore Fozzi (edizioni Della Torre), del Vicepresidente
dell’AES Mario Argiolas (Cuec editrice), della Responsabile del Settore Beni
Librari dell’Assessorato Pia Giganti, dell’Assessore alla Cultura del Comune
di Nuoro e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Macomer.
Ha aperto i lavori del Seminario Pia Giganti illustrando alcune linee
direttrici sulle quali basare l’elaborazione della nuova legge
sull’editoria. Tali linee scaturiscono da un esame critico della L.R. n.22, in
scadenza a causa della censura da parte della Commissione Europea, dal confronto
avviato dagli Uffici dell’Assessorato con la nuova dirigenza AES,
dall’elaborazione dell’Ufficio Beni Librari dello stesso Assessorato.
In sintesi Pia Giganti ha ricordato che la nuova Legge andrà elaborata nel
pieno rispetto della nuova legge nazionale sull’editoria, approvata previo
accordo con la Commissione Europea.
Con Nota del 15.06.01 la Regione ha chiesto e ottenuto dalla Commissione Europea
la proroga della L.R. n.22. La proroga consentirà alla Regione di aver il tempo
di elaborare la nuova Legge e nel contempo di garantire a ciascun editore aiuti
fino ad un tetto massimo di 193.000.000 in tre anni. La Nuova Legge verrà
elaborata da un gruppo di lavoro comune Regione-AES.
La nuova Legge sull’Editoria a livello nazionale chiarisce in modo nuovo il
concetto di prodotto editoriale che ora comprende anche gli audiovisivi.
Inoltre, la Legge, ha previsto la costituzione di un Fondo per le agevolazioni
di credito alle Aziende editoriali per l’investimento tecnologico e il
sostegno ad opere di particolare valore.
Tenendo conto di questa cornice l’Assessorato prevede, con l’elaborazione
della nuova Legge, di ampliare gli interventi diretti dell’Amministrazione.
Per ciò che concerne gli interventi diretti si prevede di:
Sostenere gli interventi per l’innovazione tecnologica delle Case Editrici,
ivi compresa la logistica e gli acquisti e locazione di locali;
Realizzare, in collaborazione con l’AES, mostre itineranti perla promozione e
distribuzione dei prodotti editoriali editi in Sardegna, anche sotto forma di
integrazione tra aziende editrici per la realizzazione di servizi e obiettivi
comuni;
Incrementare la promozione e la comunicazione dell’immagine della produzione
editoriale regionale per favorirne la diffusione oltremare. Verrà meglio
qualificata la partecipazione a Mostre e Fiere e realizzata la produzione di
cataloghi storici, commerciali e tematici;
È prevista la pubblicazione, la promozione, la distribuzione di Collane
editoriali e di prodotti di alto valore culturale;
Una prima valutazione che può essere fatta a proposito degli interventi diretti
previsti con la stesura della nuova legge è che gli interventi che mirano a
sostenere l’innovazione tecnologica, l’acquisto locali, i servizi comuni tra
le imprese dovrebbero essere gestiti direttamente dall’Assessorato.
La seconda valutazione è che verrà operato un riequilibro tra impegno per la
partecipazione a Mostre e Fiere e realizzazione di politiche di distribuzione.
Si pensa di voltare pagina rafforzando gli interventi per la distribuzione.
Ci si doterà di appositi cataloghi. Verrà studiato un logo, un marchio unico.
I libri da promuovere verranno scelti dagli editori.
La terza valutazione riguarda la coedizione con Editori Regionali e Nazionali.
L’intervento dell’Assessorato dovrebbe coprire il 60% dei costi. I libri
editi con questa formula dovranno essere supportati da un’efficace
distribuzione.
La quarta valutazione riguarda l’ex art. 4 della L. R. n.22 che prevede
l’acquisto copie da parte dell’Assessorato. Su questo capitolo è previsto
uno stanziamento di 850 milioni. È in corso di approvazione il disegno di legge
regionale sui Beni Librari e documentari che prevede che gli acquisti siano
gestiti direttamente dalle Biblioteche. La Legge prevede l’acquisto delle
novità librarie da distribuire nelle scuole e nelle Biblioteche pubbliche e
private. I programmi di spesa saranno proposti dalle Biblioteche e sottoposti
all’Amministrazione Regionale. L’approvazione del Disegno di Legge
permetterebbe di stornare dalla nuova Legge sull’editoria gli acquisti e
quindi evitare l’applicazione del Regime De Minimis da parte della Commissione
Europea.
L’ultima valutazione riguarda l’ex art.5, rimborso per acquisto di materie
prime. Quest’articolo è stato poco utilizzato dagli Editori e di conseguenza
potrebbe essere abrogato. I Fondi inutilizzati potrebbero incrementare gli altri
capitoli di spesa.
È intervenuto il Presidente dell’AES, Salvatore Fozzi che ha valutato
positivamente la Relazione di Pia Giganti. Queste linee scaturiscono da un
confronto comune Regione-Editori Sardi, confronto che data da oltre dieci anni e
che negli ultimi mesi, a seguito dall’insediamento del nuovo direttivo AES e
per la volontà manifestata dall’Assessore Onida, ha subìto
un’accelerazione. È urgente costituire una Commissione mista Regione-AES per
la elaborazione della nuova Legge. È positivo che gli acquisti siano stati
previsti nella nuova legge sulle biblioteche. Un rappresentante dell’AES
dovrebbe partecipare ai lavori della Commissione Regionale delle Biblioteche.
Per ciò che riguarda i contenuti proposti per la nuova Legge sull’editoria
preme sottolineare l’importanza del sostegno all’innovazione tecnologica.
Occorre riflettere bene prima di abrogare l’articolo riguardante le materie
prime. È necessario prevedere nella nuova Legge l’attivazione di corsi di
formazione professionale per gli operatori del comparto editoriale. Con la
realizzazione di Fiere Itineranti si contribuisce a valorizzare i centri minori.
L’attività pubblicitaria deve essere più efficace. È condivisibile il
sostegno alle opere di grande spessore culturale e scientifico. Occorre aprire
una finestra sulla L.R. n.26 (Lingua e Cultura sarda) in modo da consentire agli
editori di dare un contributo finalizzato alla pubblicazione e
commercializzazione dei supporti e stampati realizzati dalle scuole.
È intervenuto Mario Argiolas, Vicepresidente dell’AES, che ha
rimarcato l’importanza dell’uso di Internet per la comunicazione interna al
comparto editoriale e per una più efficace comunicazione e promozione del
prodotto editoriale nei confronti dei potenziali lettori. A questo proposito
l’AES ha previsto, in accordo con l’Assessorato, di effettuare un
monitoraggio del comparto editoriale per verificare l’utilizzo di Internet e
delle nuove tecnologie. Il progetto prevede la realizzazione di un sito pilota
dell’AES collegato ai siti dei singoli editori e ad una rete di siti disposti
strategicamente nella Rete.
L’Assessore Pasquale Onida ha valutato positivamente la convergenza che
si sta progressivamente delineando tra Assessorato e AES ed ha ribadito la
volontà di costituire in tempi stretti la Commissione per la elaborazione della
nuova legge sull’editoria.
Si è sviluppato un ampio dibattito nel corso del quale sono intervenuti tra gli
altri:
Diego Corraine (Papiros) che si è soffermato soprattutto sul tema della
produzione in limba. Ha proposto di riservare la metà delle risorse alla
produzione in limba, di incentivare il mercato della traduzione, di formare
traduttori. Ha proposto infine di incrementare la pubblicità delle novità
editoriali acquistando degli spazi nei quotidiani locali e nei periodici;
Carlo Delfino (Editore) che ha sottolineato l’importanza dei rapporti
di collaborazione tra Editori Sardi e Assessorato. Ha proposto di organizzare
dei seminari per la conoscenza e l’applicazione della Legge sull’Editoria;
Francesco Cheratzu (Condaghes) che si è soffermato sui problemi della
produzione in lingua sarda. Più che dividere i fondi per il sostegno della
produzione in lingua sarda e per quelle in italiano e altre lingue, occorre
incrementare i fondi.
Giuseppe Marci (Docente Universitario) Ha sottolineato l’importanza
della promozione dei libri nel territorio con la costruzione di eventi originali
e possibilmente supportati da installazioni multimediali. C’è una domanda da
parte del mondo della scuola di conoscenza del patrimonio letterario sardo.
Occorre coinvolgere scuole e biblioteche in un vasto programma di presentazioni
e dibattiti.
È importante pubblicizzare i libri sardi nei quotidiani e nei periodici. Il
panorama non è del tutto desolante, basti rilevare che il periodico La
grotta della vipera presto arriverà al numero 100.
Salvatore Sechi (Scrittore e giornalista) Esprime perplessità sulla
diffusione dei titoli in lingua sarda perché mancano i lettori. Come pure
mancano gli scrittori in lingua. Per ciò che riguarda la bipartizione dei Fondi
Regionali per la produzione in sardo e in italiano si dice contrario e propone
di non fare differenze e rendere l’accesso libero a prescindere dalla lingua.
Ritiene che gli editori in Sardegna siano troppi e che ciò va a scapito della
qualità.
Alberto Pinna (Edes) Propone di recepire nella nuova Legge
sull’editoria i capitoli previsti nella L. R. n. 21 e riguardanti il sostegno
agli investimenti aziendali. Vede positivamente la realizzazione dei Consorzi
tra Editori e propone di potenziare la presenza di libri nelle edicole.
Silvio Pulisci (S’Alvure), a proposito della presenza in Sardegna di un
numero troppo elevato di editori, rileva che da una parte c’è l’art. 21
della Costituzione che tutela la libertà di espressione e dall’altra non
esiste una normativa sui requisiti dell’attività editoriale. Il problema è
aperto.
Deriu (Assessore alla Cultura del Comune di Nuoro) Propone una Conferenza
della cultura con la partecipazione della Regione, di Comuni, degli Editori e
degli Istituti Culturali per qualificare la spesa.
Per l’Assessore alla Cultura del Comune di Macomer l’aspetto più
importante della Fiera del Libro è l’incontro tra Editori, Autori e Scuole.
È un incontro importante. Propone di tenerne conto nella stesura della nuova
Legge.
Pasquale Onida. Conclusioni.
Importanti momenti di Convergenza tra Assessorato ed AES.
Si potrà lavorare su questo nella costituenda Commissione per la elaborazione
della nuova Legge. Importanti spunti venuti dal dibattito, se ne terrà conto.
In particolare:
Rielaborazione della Legge Regionale n.22 sull’editoria ed eventuale modifica
della legge Regionale n. 26 sulla lingua e la cultura sarda.
Stipula Convenzioni con quotidiani e periodici per la pubblicizzazione delle
novità editoriali sarde.
Organizzazione di Seminari per la conoscenza e l’applicazione della nuova
Legge sull’editoria.
Aumentare le risorse per la cultura. Contrastare una tendenza del Governo a
sottrarre risorse alla Sardegna.
Portare il libro sardo nelle scuole.
Creare un evento attorno alla pubblicazione del n.100 del periodico La grotta
della vipera.
Valutare bene il problema di accogliere dentro la legge sull’editoria il
capitolo dedicato al sostegno agli investimenti aziendali perché potrebbe
portare ad un restringimento dei fondi.
Valorizzare la 2ª Conferenza Regionale sulla Cultura prevista entro dicembre
2001.
Entro dicembre saranno complessivamente 25.000 i titoli di editori sardi
distribuiti nelle scuole di tutta la Sardegna.
Nel
pomeriggio con inizio alle ore 19 si è tenuta la tavola rotonda-dibattito sul
tema:
Prospettive dell’editoria sarda nel terzo millennio. Presenti Salvatore
Fozzi (Presidente Aes), Manlio Brigaglia (Storico e studioso dei problemi
dell’editoria), Giuseppe Marci (Docente Universitario, Studioso di storia
della cultura sarda), Pia Giganti (Responsabile settore Beni Librari Assessorato
Pubblica Istruzione RAS), l’Assessore alla cultura del Comune di Macomer, ha
coordinato i lavori Mario Argiolas(Vicepresidente dell’Aes).
Ha introdotto la tavola rotonda Mario Argiolas dando una valutazione
positiva della sessione mattutina. Il Seminario ha permesso di delineare le
linee portanti della nuova legge sull’editoria.
Si sta delineando una svolta di importanza storica per l’editoria: l’asse
portante della legge si sposta dagli acquisti di copie da parte della Regione
all’attivazione di politiche finalizzate alla crescita delle imprese, alla
innovazione tecnologica, ad una più efficace presenza nel mercato regionale e,
finalmente, all’apertura di nuovi mercati. D’altra parte gli acquisti
troveranno la loro sede naturale nel nuovo disegno di legge sulle biblioteche.
Le biblioteche comunali e quelle scolastiche, pubbliche e private, potranno
presentare alla Regione piani per l’incremento del fondo librario e ricevere
un sostegno. Il beneficio per gli editori sardi e per tutti gli altri editori
sarà indiretto ma comunque significativo. I libri verranno inviati alle
Biblioteche direttamente dagli editori.
La nuova legge prevederà al proprio interno specifici capitoli finalizzati alla
crescita della professionalità dell’imprenditore, alla acquisizione di
competenze tecniche e critiche. Le case editrici verranno incoraggiate ad
acquisire conoscenze tecniche e di mercato, a migliorare gli assetti
organizzativi interni, a praticare l’innovazione, a ottimizzare gli acquisti e
la logistica, il marketing, i servizi al cliente e i sistemi di informazione e
promozione, a stabilire sinergie tra imprese per la realizzazione di obiettivi e
servizi comuni. La ristrettezza del mercato regionale è un fatto reale ma di
quel mercato occorre conoscerne la consistenza, l’entità, le energie
potenziali, la domanda reale o latente. La difficoltà di diffusione del libro
edito in Sardegna fuori del mercato regionale è un fatto reale ma non è mai
stato fatto un serio tentativo con l’ideazione di un marchio unico, la
realizzazione di un catalogo commerciale del libro edito in Sardegna, la stipula
di accordi commerciali con una rete di librerie disposte strategicamente nel
territorio. L’Editoria sarda con l’approvazione di una legge innovativa avrà
la possibilità di fare un salto di qualità sia per ciò che riguarda gli
aspetti strutturali e di marketing che per ciò che riguarda la qualità della
produzione, la capacità di valorizzare la produzione intellettuale che si
svolge in Sardegna non solo sul versante della storia e delle tradizioni
popolari locali ma in tutti i campi del sapere. Il mondo della scuola e delle
professioni avrà negli editori un interlocutore privilegiato e il mercato
regionale potrebbe assumere una consistenza oggi sconosciuta.
È intervenuto il prof. Manlio Brigaglia che ha tratteggiato una breve
storia dell’editoria sarda a partire dai cambiamenti indotti dalla
scolarizzazione di massa. Negli anni ‘60 si sono formati nuovi lettori ma il
mercato regionale non si è ampliato secondo le aspettative. Milleduecento copie
vendute di un libro rappresentano il punto di pareggio per un equilibrio dei
conti economici. Nel dopoguerra la Sardegna ha avuto due editori importanti:
Fossataro e Gallizzi, ma operavano in un contesto di mercato difficilissimo. Con
l’appovazione della L.R. n. 35 nel 1952 si è attuata una svolta: la Regione
ha creato il mercato con la politica dei contributi alle tipografie e agli
editori(allora pochissimi). Si può parlare di editoria assistita? Secondo il
prof. Brigaglia no perché l’acquisto di 200 copie di un libro da parte della
Regione non è assistenzialismo. Si trattava di una politica di incentivi per
favorire la creazione di un mercato e ci sono stati aspetti positivi. Oggi la
produzione editoriale sta conoscendo un salto di qualità: i libri brutti stanno
proporzionalmente diminuendo. É vero che il fenomeno dei libri pagati dagli
autori è ancora presente ma in misura minore che in passato e comunque è un
fenomeno presente in tutta Italia tanto che Umberto Eco ha dedicato un saggio
all’argomento. Oggi ci sono incertezze sulla L.R. n. 22 e si sta discutendo di
una nuova legge; ciò è positivo a patto che si ricordi che le mostre e le
fiere devono essere organizzate al centro del paese. Il libro deve essere
portato dove c’è la gente. Per ciò che riguarda la promozione fuori del
territorio regionale è giusto provarci anche se non è facile trovare i
meccanismi giusti per agire. Non ritengo che al momento noi siamo in grado di
competere con gli altri editori. È positivo che si organizzino Mostre, Fiere e
si realizzino cataloghi come pure è positivo che gli editori utilizzino
internet per la promozione e la commercializzazione dei loro prodotti. Il Prof.
Brigaglia conclude il suo intervento plaudendo alla intenzione di realizzare
coedizioni Regione Sarda-editori per la pubblicazione di opere di particolare
valore. Il Ministero della cultura francese questo lo fa da tantissimi anni.
È poi intervenuto il prof. Giuseppe Marci che ha svolto un intervento
sul tema:
Linee
progettuali nella produzione degli editori sardi.
Di questo intervento riportiamo
una breve sintesi
"La riflessione sull’editoria sarda non può non partire dalla
constatazione dei grandi progressi fatti registrare dal settore in un periodo di
tempo grosso modo coincidente con gli ultimi due decenni.
I dati di fatto sono chiari: a cominciare dal numero delle case editrici –
circa 40 – che rappresenta un indubbio sintomo di vitalità.
Bisogna poi rilevare la vastità e l’articolazione che l’offerta del libro
ha progressivamente assunto, ancora prevalentemente – se non esclusivamente
– centrata sulla tematica sarda ma comprendendo, all’interno di questa
tematica, un insieme di aspetti fino a poco tempo fa difficilmente ipotizzabili.
Né può essere sottovalutata la crescita qualitativa che ha riguardato anche il
settore tipografico. Il libro sardo appare oggi riscattato da quel destino di
parente povero dell’editoria italiana che lo caratterizzava fino agli anni
settanta.
Ma quel che soprattutto importa dire è che è stato avviato, e risulta
evidente, uno sforzo progettuale da cui sono nate fisionomie individuali laddove
prima esisteva un generico e indistinto mondo di pubblicazioni dedicate alla
Sardegna.
Si pensi, per citare solo qualche rapido esempio (e quindi senza pretendere di
offrire un quadro compiuto) allo scenario che emerge dai cataloghi allestiti per
la Fiera internazionale del libro di Francoforte o per il Salone del
libro di Torino. La ricerca di specializzazione appare evidente: Aipsa
privilegia le pubblicazioni storico-memorialistiche; Am&d, oltre che al
mondo tradizionale isolano, guarda all’attualità con opere di riflessione o
d’inchiesta giornalistica; Condaghes esprime un forte interesse nei confronti
della lingua sarda sia con una collana di narrativa sia, soprattutto, con la
pubblicazione del Ditzionàriu di Mario Puddu; la Cuec punta sulla
collana Scrittori sardi e sulla saggistica universitaria (ma pubblica
anche la rivista "La Grotta della vipera"); un marcato interesse per
gli scrittori sardi distingue anche la Edes che nella collana La biblioteca
di Babele privilegia la produzione novecentesca e contemporanea; le Edizioni
della Torre hanno un catalogo all’interno del quale spicca, assieme
all’enciclopedia La Sardegna, insostituibile strumento di studio, la
collana I grandi poeti in lingua sarda; Il maestrale si segnala per
l’attenzione con la quale segue la produzione narrativa, proponendo autori e
titoli capaci di raggiungere anche il lettore nazionale; il settore
artistico è coperto dalle pubblicazioni dell’Ilisso che, con la Bibliotheca
sarda, esprime anche un interesse storico-letterario; Papiros ha
l’indiscutibile merito di sviluppare da anni una coerente politica di edizioni
in lingua sarda, mentre Poliedro si segnala per l’alta qualità dei volumi
fotografici, campo nel quale eccelle anche l’editore Soter; Zonza editori ha
un catalogo prevalentemente orientato verso opere illustrative sulla cucina, i
vini e i dolci sardi, ma non privo di aperture verso le tematiche religiose e
filosofiche. Non vanno trascurati, infine, editori storici come Carlo
Delfino che pubblica un utile repertorio di guide archeologiche e ambientali.
Un’attività editoriale, come si comprende anche attraverso una così rapida
sintesi, molto più pensata.
Ma la nostra pur legittima soddisfazione per i risultati conseguiti non deve
far dimenticare i limiti che pure esistono.
Il primo, tradizionale e per così dire costitutivo, consiste
nell’esiguità di un mercato prevalentemente composto da 1600000 residenti
nell’isola. Tale situazione ha imposto l’esigenza di un intervento del
potere pubblico che ha sostenuto in maniera significativa le imprese editoriali
sarde.
Una situazione legislativa oggi incompatibile con la normativa europea e,
comunque, per certi versi superata. Troppi titoli non solo non sono arrivati al
circuito commerciale ma non sono stati neppure distribuiti alle biblioteche e
sono passati in modo diretto dalle tipografie ai magazzini. Per fortuna
recentemente la Regione sarda si è attivata perché i libri acquistati trovino
una adeguata distribuzione nelle scuole e nelle biblioteche. Per fare un salto
di qualità occorre che il libro sia promosso con tutti i mezzi possibili,
organizzando presentazioni nelle città e nei paesi, inventando occasioni di
dibattito, legandolo all’attività delle scuole, progettando eventi utili per
farlo conoscere, trasformandolo in pretesto per un’attività di animazione
rivolta anche a un pubblico non specialistico.
C’è, in sostanza, un’esigenza di crescita culturale della nostra società
che può e deve incontrarsi con la legittima aspettativa di espansione del
mercato librario. Obiettivi convergenti che potranno essere conseguiti più
facilmente se ci abitueremo a tenere sempre più presente nei nostri
ragionamenti il parametro della qualità.
Ora, abbiamo già visto che il libro sardo ha raggiunto un buon livello
qualitativo per quanto concerne la veste editoriale. Possiamo sempre dire
altrettanto per quanto concerne i contenuti? È legittimo avanzare qualche
ragionevole dubbio, partendo innanzitutto da una constatazione numerica. Ogni
editore sardo ha un bacino d’utenza mediamente di 40.000 persone.
L’editore dovrebbe contribuire a orientare il lettore offrendogli una garanzia
riguardante il libro che, come qualsiasi altro prodotto, potrà arrivare alla
commercializzazione solo dopo essere passato attraverso un processo di
produzione controllato in ogni fase da persone dotate di specifica competenza.
Le linee progettuali, quindi, dovranno essere precisate, con l’obiettivo di
arrivare alla miglior definizione possibile di ogni impresa editoriale,
specificandone il ruolo e gli ambiti operativi.
Riguarda, il primo, il campo delle pubblicazioni periodiche. Sappiamo bene che
in Sardegna i periodici, specie quelli culturali, campano stentatamente o non
vivono affatto. Ma sappiamo altresì che sono necessari alla vita di una società
civile. La mia esperienza alla direzione de "La Grotta della vipera" e
nella redazione di "Volo" mi dice, inoltre, che ci sono energie,
volontà di partecipazione, competenze ed entusiasmi espressi da giovani e meno
giovani, che aspettano solo di essere incanalati verso l’obiettivo dello
studio, della riflessione, della scrittura. Queste iniziative meriterebbero di
essere sostenute dagli enti pubblici.
Il secondo caso è quello che, in conclusione di questo ragionamento, vorrei
segnalare con forza all’attenzione dell’autorità regionale, degli editori e
dell’opinione pubblica.
Concerne l’insieme delle scritture elaborate dai sardi nel corso dei secoli,
un patrimonio, per noi importantissimo, di conoscenze, creazioni artistiche,
documenti relativi al manifestarsi del sentimento identitario. Quel patrimonio
comincia a venire alla luce, attraverso una serie di iniziative editoriali
meritorie ma comunque insufficienti, disorganiche e rispondenti ai più diversi
criteri.
Credo sia necessario che gli editori, con il concorso morale e materiale
dell’autorità regionale, facciano proprio il progetto di riportare alla luce
l’intera produzione degli scrittori sardi dalle origini ad oggi, convinti
dell’importanza di avere un progetto che distingua la produzione sarda nel
vasto mercato nazionale e internazionale del libro. Con lungimirante capacità
di associarsi per sostenere un’impresa qualificante potrebbero affrontare lo
sforzo necessario a realizzare un lavoro tale da mobilitare decine di studiosi,
soprattutto giovani che le università preparano fornendoli di buone competenze
specifiche e segnatamente di tipo filologico, competenze che, peraltro, restano
inutilizzate a causa degli orientamenti di un mercato del lavoro poco
interessato a tale qualificazione.
C’è forse, per affrontare il secolo che si apre, un modo migliore di quello
che induce a convogliare volontà politica, spirito imprenditoriale, risorse
finanziarie, competenze specialistiche ed energie giovanili nella ricerca dei
fondamenti culturali dell’identità sarda che esattamente in quegli scritti si
celano, e resteranno dimenticati, fin quando i testi non vengano restituiti, in
edizioni critiche inappuntabili, alla fruizione della collettività?"
È poi intervenuta Pia Giganti che ha parlato sul tema "Il diritto
d’accesso e il pluralismo nella società dell’informazione. Il ruolo delle
biblioteche".
In sintesi Pia Giganti ha richiamato l’attenzione sulla presenza di nuovi
soggetti provenienti dal mondo delle emittenze televisive e della telematica in
genere. C’è un grande cambiamento rispetto agli anni ’50. Il paesaggio era
quello di una Sardegna povera e la Regione iniziò a legiferare per favorire la
crescita culturale della comunità. Prima venne approvato il provvedimento sui
centri di lettura poi la legge 64 sulle Biblioteche. Nel 1952 venne approvata le
legge n. 35 sull'editoria. Storicamente era l’unica legge possibile. Questi
tre provvedimenti hanno permesso di creare un mercato e un tessuto culturale. Il
libro va riconnesso con tutte le realtà culturali. La nascita delle Biblioteche
ha permesso di attivare servizi nel territorio. Ora occorre passare dalla
Biblioteca del possesso alla biblioteca dell’accesso. Abbiamo in Sardegna un
importante progetto a questo proposito: il progetto Ajò. Si tratta di
trasformare i centri minori della Sardegna in centri che possano gestire servizi
rispetto alla cultura e al turismo. Si tratta di costruire un percorso nuovo:
biblioteca-libro-editore-società dell’informazione. In questo modo si
costituisce un sistema culturale integrato.
È un modo questo di contrastare un processo di globalizzazione che può
provocare lo spegnimento delle periferie la perdita delle caratteristiche
peculiari delle realtà locali.
È poi intervenuto Salvatore Fozzi (Presidente dell’Aes) sul tema:
Il nuovo statuto dell’Aes. Il ruolo degli editori sardi tra mercato
tradizionale e internet.
" Il libro è veicolo di diffusione e di acquisizione di informazione, idee
e cultura e quindi strumento fondamentale per assicurare la promozione dello
sviluppo, della cultura e le case editrici sono i soggetti attivi con la
funzione di tramite tra l’elaborazione intellettuale ed i lettori. Ho tratto
questa frase dal nuovo Statuto dell’AES – Associazione degli Editori Sardi
da me presieduta, che costituita nel 1986 da un gruppo di primarie case Editrici
è stata rifondata nell’aprile di quest’anno con l’ingresso di numerosi
altri editori e con la riscrittura di un nuovo statuto di cui andiamo orgogliosi
sia per il forte contenuto "culturale" sia per la modernità
dell’impostazione in linea con i nostri tempi, aperto oltre che agli Editori
di libri anche alle Case Editrici che producono video casette, prodotti
informatici o multimediali. Questa citazione, mi pare importante per introdurre
e sviluppare il tema da me trattato sul ruolo degli Editori Sardi tra mercato
tradizionale e Internet.
L’AES ha accolto con entusiasmo l’invito dell’Assessore Regionale della
Pubblica Istruzione on. Pasquale Onida e del comune di Macomer, a partecipare a
questa mostra Regionale del libro che ha come tema "Il libro crocevia
della cultura". Ha provveduto all’organizzazione di questa importante
giornata dell’Editoria Sarda, invitando a parteciparvi eminenti esperti della
materia che qui ringrazio caldamente. Ha contribuito con la esposizione di oltre
1000 titoli di argomento sardo e con l’organizzazione di un fitto calendario
di presentazione di libri unito alla presenza di numerosi autori che
incontreranno gli studenti delle scuole e il pubblico a far diventare questa
manifestazione la più importante che si organizzi in Sardegna.
Lo sviluppo della cultura passa dunque attraverso le Case Editrici che ne
determinano attraverso la pubblicazione e la diffusione del libro una fruizione
da parte di tutti. Al prodotto cartaceo "libro" si sono aggiunti in
questi ultimi anni produzioni di editoria elettronica e multimediale. Il libro
è stato per secoli l’unico e indispensabile strumento culturale che gli
studiosi hanno avuto a disposizione, ora alle pagine a stampa si sono aggiunti i
libri elettronici e i compact disk , più comunemente chiamati CD, che possono
contenere al loro interno centinaia di volumi scritti.
È stata questa la vera conquista epocale che con l’avvento di Internet,
(sistema integrato di interconnessione tra computer e reti locali, che consente
la trasmissione di informazioni in tutto il mondo), ha certamente contribuito ad
allargare le conoscenze, velocizzare la ricerca contribuendo specialmente in
ambito scientifico allo scambio di esperienze e scoperte in tempo reale, ed è
per questo che giustamente lo Stato Italiano ha investito centinaia di miliardi
per dotare le Scuole Italiane di strumenti informatici e formare 250 mila
insegnanti all’utilizzo e allo stesso tempo all’insegnamento ai ragazzi di
queste nuove tecnologie telematiche. Internet ha tra gli altri, il merito di
mettere a disposizione di tutti e in tempo reale, informazioni, immagini, pagine
di libri o libri interi che da esso si possono "scaricare" come si
dice in gergo, con estrema facilità e quasi sempre gratuitamente. Sembra che
siano passati secoli da quando Feltrinelli nel 1961 pubblicava in Francia, per
problemi con la censura italiana, i due famosi titoli di Henry Miller: Tropico
del cancro e Tropico del Capricorno e che furono venduti di contrabbando nel
nostro paese addirittura sino al 1967. Tutto questo se ci fosse stato Internet
non sarebbe successo.
La domanda che ci poniamo parlando di internet è se esiste un rischio che
queste nuove tecnologie possano contribuire ad allontanare, specialmente i
ragazzi, dalla lettura. Questo rischio esiste certamente, ma sempre meno
dell’altro strumento mediatico che è la televisione che ne allontana molti di
più. Lasciamo comunque ai sociologi la soluzione di questi rebus. Torniamo
invece al nostro tema, come si rapportano gli Editori sardi in questo nuovo
mercato. Il panorama editoriale sardo si presenta oggi con questi dati. Sono
circa 40 le case Editrici sarde che più o meno stabilmente producono libri e di
queste, 25 sono iscritte all’AES.
Tra queste quaranta solo una diecina hanno un struttura che si può definire
"imprenditoriale" con dipendenti fissi, collaboratori esterni,
attrezzature che consentano loro la preparazione del libro in tutti i suoi
aspetti, sino alla stampa vera e propria che avviene quasi sempre presso
tipografie esterne. Nell’arco di qualche decina d’anni si è passati da una
prevalente produzione di Editori-stampatori o tipografi a Editori cosiddetti
"puri", anche se questa definizione non mi piace, ma questo è un
argomento che certamente approfondirà il prof. Brigaglia nel suo intervento. La
Sardegna è la regione che ha il più alto numero di titoli "locali",
sono oltre 3.000 quelli attualmente disponibili a catalogo. Dal 1995 ad oggi si
assiste ad una produzione assai stabile dei titoli pubblicati, ed ora vi leggerò
qualche dato:
1995 n° 160 circa ;
1996 n° 235;
1997 n° 210;
1998 n° 215;
1999 n° 230;
2000 n° 240;
2001 n° 100 nei primi sei/otto mesi.
In questa statistica non sono presenti le guide turistiche, le carte e le
riviste.
Il mercato tradizionale si svolge quasi esclusivamente in Sardegna, le tirature
medie sono di mille copie (naturalmente questo non vuol dire che si vendono
tutte) ma su quelle che si vendono di questa tiratura oltre il 90% viene
assorbito nell’isola. Solo una percentuale del 10% e in alcuni casi anche
inferiore viene venduta fuori dalla Sardegna, nel resto dell’Italia e
all’estero. E questo è dovuto, oltre che all’interesse esclusivamente
"locale" di molte pubblicazioni, anche al fatto che gli Editori sardi
non dispongono ancora di una adeguata distribuzione fuori dell’Isola. A questo
l’AES sta comunque lavorando con un progetto di distribuzione del libro sardo
attraverso una cinquantina di importanti librerie localizzate nelle principali
città italiane, che potranno diventare un punto di riferimento facilmente
individuabile e far trovare i libri non solo ai nostri corregionali che in
quelle regioni vivono ma anche a quegli studiosi e appassionati di "cose
sarde", che non sono pochi, e che spesso non riescono a trovare i libri
fuori dall’Isola.
L’assorbimento di questa produzione avviene prevalentemente tramite le
librerie locali che quasi tutte ormai dedicano una parte dei loro scaffali ai
libri sardi. È ancora in fase di sperimentazione la vendita attraverso le
grosse superfici (città mercato, ipermercati e supermercati) e l’esperimento
ha funzionato solo con titoli di alta vendibilità, e tutto ciò senza togliere
secondo me, fatturato alle librerie tradizionali. Io credo che si tratti
prevalentemente di acquirenti non frequentatori di libreria. Le vendite
attraverso le librerie però non crescono, è questo un fenomeno che si
manifesta anche nel resto dell’Italia ed è purtroppo necessario per gli
Editori sardi cercare altre vie per allargare il mercato. Quali potrebbero
essere queste strade? Ne ipotizzo alcune:
le vendite attraverso fiere-mercato da organizzare periodicamente in Sardegna
nei capoluoghi di provincia e in quelle piazze dove in occasione di importanti
feste religiose e non vi sia una grande affluenza di pubblico, naturalmente
senza abbandonare le due grandi fiere nazionali e internazionali di Torino e
Francoforte;
promozione e vendita attraverso i cataloghi da distribuire in maniera massiccia
su indirizzari mirati a privati, Biblioteche, Scuole e Università;
sensibilizzare la gente dell’interno e far conoscere attraverso presentazioni
di libri, dibattiti culturali con la presenza di autori e studiosi il grande
patrimonio editoriale di cui è così ricca la nostra terra, e per questo è
indispensabile la collaborazione tra editori e Biblioteche comunali, che
dovranno essere i nostri punti di riferimento;
cercare la collaborazione di quelle "ambasciate sarde" che sono i
circoli dei nostri emigrati per diffondere sia in Italia che all’estero le
nostre pubblicazioni;
infine vendita on-line attraverso Internet e pubblicità sui giornali.
La vendita on-line secondo chi se ne intende dovrebbe essere il mercato del
futuro, un mercato di tale forza che potrebbe mettere in crisi tutte le altre
forme di vendita tradizionale. Dall’esperienza da me acquisita in alcuni mesi
di utilizzo del mio sito di vendita dei libri sardi ne deduco che per ottenere
dei risultati soddisfacenti dovrà passare ancora qualche tempo.
È gratificante vedere comunque che gli accessi sono in aumento e che abbiamo
ricevuto attraverso il mezzo "Internet" ordini di libri sardi e
richieste di catalogo dall’Argentina, Spagna, Olanda, Germania, Inghilterra e
Stati Uniti d’America oltre che naturalmente da diverse regioni italiane.
Siamo certamente un piccolo comparto, ma un comparto "strategico" che
deve crescere ancora di più con leggi moderne e prive di assistenzialismo. Gli
editori sardi

Mostra Regionale del libro di Macomer
Come è nata, che risultati ha conseguito con la seconda edizione, quali prospettive per il futuro.
di Monica Carta
La
Mostra Regionale del libro nasce 5 anni fa a Macomer come fiera provinciale, per
volontà del Centro Servizi Sociali in collaborazione col Comune e la Biblioteca
di Macomer. Tre anni di fiera provinciale e l’anno scorso il salto verso una
dimensione Regionale. Quest’anno la riconferma e il potenziamento di quanto già
presentato timidamente nel corso delle precedenti edizioni.
Il secondo appuntamento Regionale segna la crescita della Mostra del Libro e
getta le basi per un ulteriore passo in avanti, magari a livello nazionale. La
volontà di crescere, di assumere un ruolo centrale per la promozione della
cultura in Sardegna è stata ribadita dalle stesse autorità locali e regionali
nel corso della conferenza stampa di presentazione e durante l’inaugurazione
della Mostra del Libro, avvenuta il 28 settembre 2001.
Il Sindaco di Macomer Giuseppe Ledda, ha definito la Fiera del Libro "Una
scommessa da giocare affinché la Sardegna (in particolare quella centrale)
cresca attraverso la cultura. E’ uno degli appuntamenti culturali di rilievo
della nostra Regione che ha deciso di investire sul libro".
"Macomer, cittadina del Centro Sardegna – ha detto l’Assessore
Regionale ai Beni Culturali Pasquale Onida nel suo intervento – rimarrà un
appuntamento fisso per quanto riguarda la diffusione della cultura e il
confronto. La Mostra, che oggi ha valenza locale, ambisce ad andare oltre i
confini regionali".
Il Sindaco di Macomer ha poi ricordato le novità della seconda edizione della
rassegna che si riassumono nella "Grande attenzione riservata al mondo
della scuola e dei giovani, per costruire un progetto di sviluppo che attorno
alla cultura trovi le sue radici più profonde".
Tra i cambiamenti rispetto all’edizione 2000, anche la sede. La Mostra non si
tiene più nel centro cittadino, ma nell’area fieristica, sulla strada
provinciale per Santulussurgiu. La distanza da Macomer (4 Km.) ha destato
qualche polemica, subito smentita dall’afflusso massiccio dei visitatori.
Alcune iniziative hanno avuto luogo nei locali del Liceo Scientifico,
dell’Istituto Tecnico e della Biblioteca Comunale.
L’edizione 2001 della Mostra privilegia il rapporto costante con gli studenti
e il mondo della scuola, quasi ogni giorno sono previsti momenti di confronto
con alunni ed insegnanti, visite agli stands da parte di scolaresche provenienti
da tutta le Sardegna.
Una partecipazione costante di pubblico a partire dall’inaugurazione. Quando
l’artista Maria Lai, madrina della manifestazione, ha tagliato il nastro e
dato il via ufficiale alla rassegna.
Spirito
della Mostra e Opportunità offerte ai visitatori
Il tema
della rassegna "Il libro crocevia delle culture" riassume lo spirito e
l’obiettivo che gli enti organizzatori hanno voluto conseguire con la Mostra.
Il Libro
è al centro dell’attenzione. Il libro come tema, come risorsa comunicativa,
il libro da leggere e da ascoltare. Il libro che si presta a trasformarsi in
altre forme di comunicazione, sognando un mondo dove lingue diverse risuonino in
armonia.
Ognuno
di questi aspetti, ognuna delle sfaccettature dell’Universo Libro è presente
a Macomer, nei vari stands, mostre e laboratori.
16 sono
le mostre, 4 i laboratori e 7 gli stands tematici allestiti per l’occasione.
Un ventaglio di opportunità che rende più gradevole l’approccio con il
libro, veicolo indispensabile per la trasmissione del sapere e della cultura.
Il
percorso libro inizia dalla sua nascita.
"Un
libro, ma allora si può fare" è
uno spazio dedicato alle fasi creative del libro, raccontate attraverso gli
strumenti e i materiali utilizzati per la sua costruzione.
Poi si
passa al restauro.
Il
"Laboratorio di restauro e illustrazione del libro", a cura del
Laboratorio di restauro del servizio Beni Librari dell’Assessorato ai Beni
Culturali della Regione Sardegna, espone libri antichi, esemplari rari e
preziosi della nostra editoria e illustra ai visitatori le fasi che portano al
recupero degli stessi.
Dal
libro antico al libro multimediale.
"Abitare
il libro", è una mostra multimediale dove 12 autori sardi del ‘900
vengono presentati tramite video, musiche, fotografie che ripercorrono la loro
biografia e le loro opere suscitando forti emozioni ed interesse.
Il libro
si fa Fiaba per i più piccoli.
"Babborcu"
è una fiaba animata, ripresa dalla tradizione orale sarda, a cura delle
insegnanti della Scuola dell’Infanzia di via Serbariu a Cagliari. I bambini si
avvicinano alla casa di Babbo Orco, ascoltano il racconto, sentono la sua voce
ma non riescono a vederlo, rimane avvolto nel mistero, è un modo per aiutare i
più piccoli a vincere le paure.
Spazio
anche ai libri d’arte per ragazzi.
Il
Centro Regionale di Documentazione Biblioteche per Ragazzi ha messo in mostra
100 pubblicazioni per adolescenti. Particolarmente apprezzato il settore
dedicato ai libri d’Arte.
Le Biblioteche.
L’Associazione
Italiana Biblioteche, il Consorzio per la Pubblica Lettura "S. Satta"
di Nuoro, la Biblioteca di Macomer hanno presentato i loro cataloghi e hanno
fatto conoscere le diverse iniziative che da anni promuovono a favore della
lettura. L’AIB è presente con 40 titoli più le riviste; il Consorzio per la
Pubblica Lettura "S.Satta" con 200 testi della provincia di Nuoro e
100 del Fondo Librario della Commissione Regionale Pari Opportunità.
Il libro
come strumento di educazione alimentare.
"La
Piramide Alimentare" vuole comunicare attraverso il gioco una dieta
sana. Con immagini, schede e volumi, informa sul valore dietetico dei diversi
alimenti e sulle diverse tradizioni gastronomiche del Mediterraneo.
In
questo modo, si cerca di utilizzare l’alimentazione come strumento che
favorisce l’integrazione dei popoli attraverso il reciproco riconoscimento.
Il libro
fruibile da tutti.
Prosegue
l’impegno della Regione a sostegno delle categorie svantaggiate, uno stand è
stato dedicato ai non vedenti e ipo vedenti. La casa editrice
"Punto di Fuga" ha presentato il Progetto Editoriale per ipo vedenti e
non vedenti. Si tratta di una collana di libri a grandi caratteri CORPOSEDICI
che agevolano la lettura a chi soffre di ipovisione ed in particolare agli
anziani. Nello stand sono inoltre presenti tutti i prodotti editoriali e gli
ausili per la lettura per i non vedenti forniti dall’Istituto ciechi di
Cagliari( libri in braille, barra braille per il computer e sintesi vocale,
tavolette e punzone). Il Centro Nazionale del Libro Parlato di Sassari ha
esposto gli audiolibri (i libri su cassetta) e il catalogo per il prestito
gratuito ai non vedenti che contiene circa 10.000 opere di vario genere lette da
lettori professionisti.
Il libro
da acquistare.
L’Associazione
Editori Sardi ha esposto 1000 titoli,
la Libreria TutteStorie di Cagliari, unica presente alla Mostra propone
1300 testi per bambini e ragazzi.
Perché
Macomer?
Nel
cuore della Sardegna, immersa nei boschi rigogliosi del Marghine, la Mostra
Regionale del Libro. La natura incontaminata, il silenzio e la tranquillità
costituiscono il sottofondo ideale per gli amanti del Libro, del Sapere della
nostra cara terra sarda.
A
Macomer uno spaccato della nostra cultura, il nostro passato e insieme il nostro
presente.
Con
quest’iniziativa si è voluto richiamare tutti alle proprie radici, per
costruire qualcosa di duraturo e creare i presupposti, mettere su i paletti per
la crescita e la diffusione del patrimonio culturale che la Sardegna possiede.
Ognuno di noi si porta dentro un’eredità tramandataci da chi ci ha preceduto,
fatta di storia, tradizioni, racconti tramandati oralmente. Questo patrimonio
codificato è come una calamita che ci riporta a noi stessi, che ci invita a
scoprire le nostre origini, che ci accomuna con i nostri conterranei.
La
Mostra del Libro è anche questo : scoperta e conoscenza.
Il posto
non è casuale. Il messaggio arriva da un’area che ogni giorno lotta per
migliorare, per risolvere alcuni dei tanti problemi che le impediscono di
emergere. L’opportunità le viene data e per suo tramite viene data a tutta la
Sardegna da quel patrimonio culturale di cui si parlava.
Una
zona, il Marghine come il Barigadu e il centro Sardegna nell’insieme, che
soffre e arranca per stare al passo con il benessere e le condizioni più
favorevoli di altre zone d’Italia e della stessa Sardegna.
Parti di
Sardegna che rischiano di scomparire, in declino, dove si soffre per la mancanza
di iniziativa, dove il malessere dilaga e porta i giovani ad emigrare alla
ricerca e nella speranza di trovare di meglio.
L’organizzazione
di una Mostra del Libro nel Centro di una Sardegna sofferente acquista spessore
e valore. Non un posto qualsiasi, non una città dotata di servizi e strutture
moderne ed efficienti, ma la semplicità, la schiettezza e l’ospitalità della
gente del Marghine.
Lo
stesso Presidente della Provincia di Nuoro Francesco Licheri nel corso
dell’inaugurazione, ha ribadito l’importanza del fatto che una
manifestazione di tale portata abbia luogo in una zona depressa e spesso
dimenticata quale il Centro Sardegna.
"Stiamo
lanciando una sfida – ha detto Licheri – stavolta non si tratta di sviluppo
marginale diretto da altre centralità, ma siamo noi i soggetti propulsori
dell’iniziativa".
Da non
trascurare il fattore distanza. La posizione centrale di Macomer, la rende
facilmente raggiungibile da tutta l’isola. Le visite alla Mostra, da Palau, da
Cagliari, da Oristano e da Orosei, lo hanno ampiamente dimostrato.
Una
Sardegna poco conosciuta che appare di rado nei depliants delle agenzie di
viaggi, oggi viene scoperta tramite la cultura.
L’Editoria
L’Editoria
sarda, protagonista della seconda edizione della Mostra Regionale del Libro.
L’appuntamento
culturale più importante della Regione Sardegna ha messo in vetrina il sapere
della nostra isola. 1000 titoli esposti contro i 600 dello scorso anno, 40 gli
editori sardi presenti, 25 dei quali iscritti all’AES (Associazione Editori
Sardi).
Cerchiamo
di analizzare lo stato di salute di questo importantissimo settore.
Sono
poco più di 200 i nuovi titoli che ogni anno vengono pubblicati dalle 40 Case
Editrici isolane. Di queste, solo 10 sono organizzate professionalmente, hanno
cioè una struttura "imprenditoriale", con dipendenti fissi,
collaboratori esterni e attrezzature che consentono la preparazione del libro in
tutti i suoi aspetti sino alla stampa vera e propria che, solitamente, avviene
in tipografie esterne.
La
ristrettezza del mercato isolano fa sentire il suo peso. La Sardegna con poco più
di un milione e mezzo di abitanti, non è un’isola felice per l’editoria.
Il
fatturato annuo delle case editrici sarde raggiunge appena la soglia del
miliardo. Si vendono in media tra le 500 e le mille copie a libro. 10 case
editrici fatturano l’80% del totale.
Lo
scarso interesse per la lettura, sulla scia dei connazionali, non aiuta il
settore.
Dalle
statistiche risulta che meno del 10% dei sardi legge un libro al mese.
Un’esigua percentuale, se si pensa che sotto la soglia del 10% si è
considerati analfabeti.
La
situazione non migliora se consideriamo l’affluenza nelle Biblioteche. Solo il
7,5% degli italiani frequenta le biblioteche e appena il 26% (contro il 65%
degli americani) vi ha messo piede almeno una volta.
Le
Biblioteche hanno una pessima diffusione nel territorio, sono poco frequentate e
spesso poco fornite e aggiornate. Il 75% dei paesi in Sardegna è sprovvisto di
una libreria.
A fronte
di questi dati poco incoraggianti, si intravede uno spiraglio positivo.
La
Sardegna è la Regione con il più alto numero di titoli "locali",
circa 3000 quelli disponibili in catalogo. La produzione è in crescita : da 160
titoli pubblicati nel 1995 si è passati a 235 nel ’96 e 240 nel 2000. Manca
però una rete distributiva fuori dalla Sardegna e le produzioni hanno
prevalentemente interesse locale. Il 90% dei libri stampati infatti, si rivolge
al mercato Sardo e solo il restante 10% viene venduto fuori dall’isola.
Legge
sull’Editoria
"Basta
con l’assistenzialismo!" E’ il monito lanciato dagli editori sardi nel
corso della seconda giornata della Mostra Regionale del Libro, giornata
interamente dedicata alla discussione sulla nuova normativa in materia di
editoria.
Come
abbiamo visto, la situazione dell’editoria isolana non si può definire rosea.
Il mercato ristretto e i limiti che la circondano, hanno determinato
l’intervento della Regione in materia, mediante l’erogazione di sussidi e
finanziamenti continui.
Ogni
anno vengono stanziati circa 700 milioni per l’acquisto di libri, poi
destinati alle varie biblioteche. Un modo, da parte della Regione, per sopperire
le difficoltà e le debolezze del settore librario sardo.
Gli
editori dal canto loro vogliono porre fine a questa forma di assistenzialismo, a
tal fine chiedono una nuova normativa in materia che permetta loro di stare alle
leggi del mercato.
Dello
stesso avviso l’Unione Europea che ha bocciato l’attuale legge regionale
sull’editoria, la 22 dell’88. L’UE ritiene infatti che le agevolazioni
concesse agli editori sardi costituiscano una turbativa del mercato e ledano i
principi della libera concorrenza, pertanto, le nostre istituzioni sono chiamate
ad emanare una nuova legge entro il 31 dicembre 2001.
Macomer
è stata un’occasione per confrontarsi sulla nuova normativa.
"Entro
6 mesi faremo la nuova legge - ha affermato l’Assessore ai Beni Culturali
Pasquale Onida - esiste già una convergenza tra Regione e AES, fra qualche mese
daremo il via ad un gruppo di lavoro comune che in tempi brevi provvederà alla
nuova normativa". L’Assessore nel corso dell’incontro ha fatto sapere
che l’UE ha concesso una proroga della 22, finché la nuova legge non verrà
approvata.
Durante
l’incontro sono state avanzate alcune proposte in merito.
"Dovrà
essere raccordata alla legge italiana esistente in materia – ha detto Pia
Giganti, Responsabile del settore Beni Librari RAS - E’ opportuno costituire
un gruppo misto comprendente la Regione e l’Associazione Editori Sardi che
provvederà all’elaborazione del testo".
Anche il
presidente dell’AES, Salvatore Fozzi, ha ribadito la necessità di un gruppo
di lavoro comune Regione-AES e ha sottolineato l’importanza della formazione
professionale. "Puntiamo sulla qualità, per sostenere progetti di alto
valore culturale. Crediamo nell’importanza dei libri in piccoli centri quali
Macomer".
Hanno
partecipato al dibattito i principali editori sardi, fornendo un contributo alla
commissione che dovrà occuparsi della nuova legge.
Le
proposte vanno verso gli incentivi alle imprese editoriali, la realizzazione di
fiere itineranti a cura dell’AES per la promozione e la distribuzione dei
prodotti editoriali della Sardegna, la promozione dell’immagine delle opere e
diffusione fuori dal territorio regionale attraverso mostre e cataloghi ed
infine la pubblicazione, promozione e distribuzione di collane e prodotti di
particolare valore culturale in coedizione Regione-Editori. Purchè si riesca ad
eliminare l’assistenzialismo. Gli editori sono concordi nel ritenere
condizione indispensabile per il rilancio del settore editoriale un incentivo
alla formazione professionale degli addetti : dai grafici al marketing al
personale amministrativo, ai librai e bibliotecari. La creazione di nuove
professionalità verso lo sviluppo tecnologico del settore.
Sulla
base di questi presupposti Regione ed Editori sono chiamati a cooperare per
l’elaborazione della nuova legge sull’Editoria.
"Prospettive
dell’editoria sarda nel terzo millennio".
Dopo una
breve ricostruzione della storia dell’editoria sarda, Manlio Brigaglia ha
parlato del grande passo in avanti compiuto dall’editoria della Sardegna negli
ultimi anni. Il miglioramento è soprattutto qualitativo.
"Man
mano che il tempo passa i libri brutti (di pessima qualità) stanno diminuendo,
non troviamo più in giro libri con grafica scadente e pessime copertine. Esiste
in Sardegna un’alta produzione che ha resistito alle incertezze della legge
22, legge che ora va cambiata perché l’editoria ha diritto ad una buona
normativa". Brigaglia ha poi accennato a quelli che secondo lui sono i
limiti dell’editoria isolana, vale a dire "L’impossibilità di entrare
in concorrenza con i libri della penisola. Il mercato dall’800 ad oggi non si
è allargato. E’ solo dal dopoguerra che si può parlare di editoria sarda,
con editori che erano anche tipografi. La partecipazione degli editori isolani a
mostre e fiere come questa di Macomer – secondo Brigaglia - è tuttavia un
fattore positivo che segna un momento di confronto e di crescita".
L’editoria
isolana secondo quanto è stato detto in occasione della conferenza si sta
proiettando verso il perfezionamento e l’ottimizzazione delle potenzialità
sviluppate nel corso del tempo.
Negli
ultimi dieci anni si è registrato un proliferare delle case editrici, già
questo è sintomo di vitalità. E’ migliorata la grafica, e secondo prof.
Giuseppe Marci dell’Università degli Studi di Cagliari, il libro ha ormai
raggiunto un buon livello qualitativo.
Ciò che
preoccupa gli editori è la ristretta porzione di mercato che hanno a
disposizione. "Se rapportiamo gli abitanti della Sardegna al numero delle
imprese editoriali operanti nello stesso territorio – osserva prof. Marci -
otteniamo circa 40.000 individui per casa editrice".
Un
numero esiguo di persone che racchiude bambini, analfabeti, acquirenti e
potenziali autori. La paura paventata da Marci è che nell’isola esistono
troppi potenziali scrittori, e che venga meno la qualità del prodotto finale.
"Chi ha voglia di scrivere ha quasi la certezza di veder pubblicato il suo
lavoro a prescindere dal valore di quello che ha scritto".
C’è
inoltre da considerare il nuovo ruolo e le nuove vesti in cui si presenta il
libro. A quello tradizionale, in veste cartacea, si sono aggiunte in questi
ultimi anni produzioni di editoria elettronica e multimediale.
L’indispensabile strumento culturale che ha resistito nei secoli, oggi è
accompagnato e talvolta sostituito da quello elettronico, dai CD-Rom, per non
parlare poi dei siti Internet che consentono di accedere ad un’elevatissima
quantità di informazioni in tempo reale. La domanda che tutti si pongono è se
l’avvento delle nuove forme di comunicazione possa mettere in pericolo il
libro tradizionale e contribuire all’allontanamento dei ragazzi dalla lettura.
Gli
editori vorrebbero ridisegnare e ricreare un nuovo rapporto con i lettori ed in
particolare con i ragazzi, i più esposti ad altri condizionamenti.
Per
questo gli editori chiedono la collaborazione degli insegnanti e delle
biblioteche, punti di riferimento per i ragazzi.
L’AES,
si impegna per rendere possibile tutto questo, con l’organizzazione di fiere
mercato e distribuzione di cataloghi informativi sulle produzioni sarde,
mediante presentazioni di libri, dibattiti culturali con autori ed editori.
"E’ gratificante - ha detto Salvatore Fozzi, Presidente dell’Aes –
vedere che gli accessi al sito Internet sono in aumento e che abbiamo ricevuto
ordini di libri sardi on line e richieste di catalogo dall’Argentina, dalla
Spagna, dall’Olanda dalla Germania e dall’Inghilterra, oltre che dal resto
d’Italia".
Forse
saranno proprio i tanto temuti mezzi di comunicazione dell’ultima generazione
ad aiutare l’Editoria sarda ad allargare i propri orizzonti e uscire
finalmente dal ristretto ambito locale.
Associazione
Italiana Biblioteche e il progetto "Nati per leggere"
L’AIB
(Associazione Italiana Biblioteche), presente per la prima volta
alla fiera del libro con suo stand, ha colto l’occasione per presentare le
ultime novità del settore, tra le quali il progetto "Nati per
leggere".
"Leggere
un libro ai bambini fin dai primi mesi di vita o addirittura durante la
gestazione, ne favorisce lo sviluppo, aumenta le capacità linguistiche e
l’apprendimento scolastico".
Questo
è il risultato degli studi condotti dall’Associazione Culturale Pediatri con
l’Associazione Italiana Biblioteche e il Centro per la Salute del Bambino e
dalla loro azione sinergica.
"L’avvicinamento
dei pediatri al libro – ha detto il Prof. Biasini, Presidente del Centro per
la Salute del Bambino - scaturisce da ricerche condotte negli Stati Uniti e in
Inghilterra. Le ricerche hanno dimostrato che il bambino che segue il genitore
che legge il libro impara a riconoscere la metodologia del genitore. Oltre ad
ascoltare impara a vedere con gli occhi il racconto scritto nel libro. Si crea
un legame affettivo e psicologico potentissimo che lega il bambino al genitore
attraverso il libro e gliene fa apprezzare l’importanza. Così il libro
diventa strumento di interazione affettiva".
Fondamentale
in questo campo il ruolo svolto dai pediatri che "Tra le buone pratiche
consigliate ai genitori per la crescita del bambino – ha aggiunto G. Malgaroli
del Comitato Nati per Leggere - devono inserire anche la lettura a voce alta fin
dalla primissima infanzia".
Il
progetto ha dimostrato che famiglie con disagi di diverso ordine, inizialmente
scettiche alla lettura, hanno invece avuto una ricaduta positiva, non solo per i
bambini ma per gli stessi genitori.
Le
Biblioteche, dal canto loro, aiutano i genitori nella scelta dei libri e mettono
a loro disposizione un’ampia gamma di testi da leggere ai più piccoli.
"Nati
per Leggere", avviato in Italia nelle città di Ravenna e Cesena "Potrà
diventare realtà anche in Sardegna – ha affermato Carla Contini, Presidente
Regionale AIB - adattandolo alla cultura, al territorio, alla situazione
bibliotecaria. Occorre l’impegno di tutti gli operatori, con l’incontro di
oggi si è voluto sensibilizzare i sardi alla collaborazione per portare il
Progetto anche nella nostra isola".
"La
scuola dell’Autonomia di fronte alle istanze dell’identità e
dell’intercultura"
In una
rassegna dedicata alla conoscenza e alla diffusione della cultura, che vede come
attori principali le Scuole, non poteva mancare un momento di confronto
sull’Autonomia scolastica recentemente conseguita.
"L’Autonomia
scolastica può essere definita la fine del sistema delle autorizzazioni".
Ha detto Armando Pitrella, Direttore Generale Scolastico della Sardegna.
"La scuola per organizzarsi non ha più bisogno delle autorizzazioni del
Ministero o di altre istituzioni locali– prosegue Pietrella – oggi può
agire da sola, combinando le regole fondamentali per il proprio funzionamento.
Il Direttore Generale affronta poi il tema dell’intercultura , ossia
"Scambio di esperienze diverse, oggi possibile grazie ai POF, che pongono
la scuola in grado di operare delle scelte personalizzate. L’identità isolana
deve porsi in relazione alle altre culture oggi presenti in Sardegna".
Sempre
sull’identità è intervenuto il Prof. Alberto Merler, Presidente del corso di
Laurea in Scienze dell’Educazione di Sassari. "L’identità e
l’intercultura sono due tematiche su cui costruire e lavorare. Significano
guardare in un’ottica diversa gli alunni e il nostro ruolo. Abbiamo difficoltà
a conoscere la cultura, la storia, la lingua della Sardegna, nonostante abbia
un’Autonomia Regionale e una lingua codificata. Un grande passo avanti è
stato fatto dalla legge 26 del ’97, ma gli organi competenti devono
trasformare tale legge in operazioni di politica sociale". Merler ha
insistito molto sulla necessità di far interloquire le diverse Autonomie :
scolastica, universitaria, regionale al fine di affrontare il problema
dell’Autonomia nel tentativo di arrivare ad una soluzione valida per tutti.
Il
Direttore del Servizio Pubblica Istruzione della Regione Autonoma della
Sardegna, Dott. Antonio Sanna, ha ricordato l’impegno della Regione in tema di
Autonomia, definita "Madre di tutte le riforme della scuola". Sanna ha
poi fatto accenno alla legge 26 che vede uniti Stato e Regione per la tutela
della lingua e della cultura sarda e all’attenzione della Regione Sardegna ai
problemi legati all’intercultura e al multiculturalismo.
"La
prima forma di intercultura - ha detto Mariella Marras, Dirigente scolastico –
è conoscere ragazzi di paesi diversi anche all’interno della stessa nostra
isola".
Lo
studente Mario Sanna dopo una breve ricostruzione storica sull’Autonomia
dell’Ateneo sassarese ha mostrato qualche preoccupazione per la perdita
dell’identità dei bambini che fin dalle elementari devono spostarsi dal paese
d’origine per poter studiare.
Perplessità
sull’Autonomia infine, sono state espresse da Ciriaco Davoli, Assessore
Provinciale Pubblica Istruzione "L’Autonomia - ha affermato - non deve
diventare puro aziendalismo".
Macomer
crocevia delle culture.
Riprendendo
lo slogan della Mostra "Il libro crocevia delle culture",
attualizzandolo all’incontro sulla Multiculturalità, è opportuno
parlare di "Macomer, crocevia delle culture".
La
cittadina del Marghine si è fatta luogo di incontro di culture e di religioni,
di lingue e di tradizioni diverse.
Luogo di
scambio di esperienze e di conoscenze, in un dibattito alimentato da tre donne
provenienti da paesi che convivono con problemi causati dalla presenza al loro
interno di diversi pluralismi, culturali, religiosi e linguistici. Donne che,
come ha ricordato Paola Bertolucci, Direttore del Servizio Beni Librari della
Regione Autonoma della Sardegna "Lavorano a favore delle categorie più
svantaggiate : donne e bambini, donne che combattono in trincea per la pace e la
democrazia".
Ed è il
loro racconto, le loro parole che ci aprono davanti nuovi scenari, nuovi mondi,
nuove realtà.
"Vengo
da un paese la cui immagine vista alla Tv è insanguinata. I rumori sono
soffocati dalle grida". Il paese è l’Algeria, chi racconta è Khalida
Messaudi, che ha vissuto in semi-clandestinità nel suo paese perché
condannata a morte dal movimento islamico. "Ciò che non vedete alla Tv è
un’insieme di persone che lotta tutti i giorni per far passare il nostro paese
ad una vera democrazia – prosegue Khalida Messaudi – Uno dei giochi più
importanti della democrazia è la riforma del sistema educativo, della scuola
nel senso più ampio del termine, dalla Materna all’Università. Per noi è
una sfida cercare di formare un algerino fiero della sua algerinità, legato al
suo paese ma al tempo stesso aperto al mondo e alle altre culture. Questa è una
sfida enorme, anche perché il 60% della popolazione algerina ha meno di 30 anni
e le risorse economiche sono insufficienti a garantire a tutti un’istruzione
adeguata. L’Algeria vuole costruire una democrazia e la democrazia esige che
la scuola si metta al suo servizio". Quelle di Khalida sono parole
pronunciate con determinazione e forza, parole di chi vive in prima linea e
combatte per la riforma della scuola algerina. "Tutti voi avete visto
l’orrore dell’11 settembre contro gli Stati Uniti, pensate che in Algeria è
più di 10 anni che si lotta contro il terrorismo e l’integralismo.
L’Algeria vuole che i suoi figli vivano in pace, ciò significa – prosegue
Khalida Messaudi – essere fieri della propria cultura ed essere aperti alle
culture degli altri e alla tolleranza, questo però è possibile soltanto se
c’è scambio e conoscenza della diversità".
Miranda
Sulce, albanese, ha invece parlato
della sua attività di mediatrice culturale che svolge dal 1996 qui in Italia e
della situazione in Albania, teatro di continui scontri etnici. "Vivere in
un paese come il mio – afferma Miranda Sulce - pone il problema della
multiculturalità, alla base dei conflitti c’è la non conoscenza del
prossimo. Noi albanesi veniamo spesso identificati con la prostituzione e la
malavita, con ciò che di più negativo esiste nella nostra terra. Scappando da
una situazione di povertà si crede di risolvere tutto ma io venendo qui in
Italia ho capito che non è come appare alla Tv, i problemi esistono anche qui.
A Terni collaboro col CIF e tengo corsi di lingua italiana a bambini stranieri
per aiutarli ad inserirsi dolcemente nella società italiana che è sempre più
multietnica".
Rosa
Shomali lavora presso il Tamer Center
di Ramallah in Palestina, sta portando avanti un progetto educativo per
l’infanzia. "La Palestina è uno Stato che sta nascendo, siamo partiti da
zero con un progetto che tenta di aiutare i bambini a ricevere un’educazione
adeguata. I bambini rappresentano nella società palestinese il 60% della
popolazione. Durante il coprifuoco, le scuole vengono chiuse, inevitabili sono
le conseguenze negative, i disagi che i ragazzi devono affrontare.
L’Associazione Tamer cerca di sopperire queste mancanze – conclude Rosa
Shomali - con diversi progetti che li sostengono nello studio, nelle relazioni
umane che li portano ad un confronto con le diversità culturali".
Tre
donne diverse, provenienti da realtà diverse ma accomunate dall’impegno per
la riforma del sistema educativo e il trionfo della cultura in tutti i suoi
aspetti e varietà. L’accento sulla Multiculturalità posto dalla Fiera, la
percorre in tutte le giornate e risponde a un’esigenza profonda e inevitabile.
Solo attraverso la valorizzazione, la conoscenza e il rispetto delle diverse
identità può passare nelle coscienze la possibilità della pace.
Caffè
letterario
Uno
spazio nascosto in un angolo del padiglione centrale, quasi a voler ricreare
l’intimità tra il lettore e l’autore del libro. E’ il "Caffè
letterario", un luogo dedicato alle presentazioni dei libri, dove chi
scrive e chi legge si confrontano mediante il dialogo e l’ascolto dei brani
tratti dagli stessi libri.
Nei 7
giorni di fiera, sono stati presentati una trentina di testi. La partecipazione
del pubblico non sempre è stata costante. Forse occorre lavorare di più in
questo senso, per suscitare maggiore attenzione verso la produzioni locali.
Gli
incontri più seguito sono stati la presentazione del libro "Miele
amaro", racconti dettati a Maria Lai da Salvatore Cambosu, ed.Arte
Duchamp, "Prigionia di un sogno. Lettere di Umberto Giganti" di
Pia Giganti, ed. Cuec e "Interludio di Sardegna" di Amelie
Posse, ed.Tema.
Giacomo
Mameli, nel presentare "Miele Amaro", ha rimarcato "La semplicità
e la facilità di lettura del libro, autentico e in stile marcatamente
cambosiano. Dobbiamo restituire Cambosu alla Sardegna – ha detto Mameli - è
uno dei tanti scrittori incompresi della nostra isola. Cambosu va letto e
riletto, va studiato attentamente per riuscire a comprendere la sua solitudine,
intesa non come isolamento ma meditazione, analisi e riflessione. Quella di
Cambosu - conclude Mameli - è una prosa-poesia, limata e costruita con grande
riflessione perché il dar voce all’animo richiede tempo".
Il libro
nasce dal racconto di Salvatore Cambosu ai genitori di Maria Lai nel periodo in
cui soggiornava da loro. Racconti poi riscritti da Maria Lai che dello scrittore
ama ricordare" La sua felicità. Pur solitario non era malinconico o
romantico, aveva una felicità interiore che forse non appariva perché
taciturno. Era asciutto e severo ma non per questo triste. Tutto ciò che io
sono – afferma l’artista di Ulassai - me l’ha dato lui. E’ lui che mi ha
spinto ad andar via dalla Sardegna, per inseguire la libertà. A lui devo ciò
che sono".
"Prigionia
di un sogno" contiene alcune delle
lettere scritte da Umberto Giganti alla moglie Ina durante la prigionia politica
subita per i disordini seguiti all’attentato a Palmiro Togliatti. Paolo
Pillonca nel presentare il volume ha messo in evidenza la prigionia del
prigioniero e la prigionia di chi lo aspetta, vale a dire il dolore sofferto da
Umberto Giganti per la privazione della sua libertà e per la lontananza dagli
affetti e il dolore della famiglia. "Il pregio più bello del libro –
conclude Pillonca – sono gli spazi del cuore che Pia ha espresso con riserbo,
pudicizia e umiltà". "La prigionia di un sogno – afferma Pia
Giganti - è per mio padre la prigionia di un sogno vissuto ad occhi aperti, di
uomini che per difendere i loro ideali hanno messo a rischio la propria
vita".
Aldo
Brigaglia ha presentato "Interludio di Sardegna". Il libro ha
una storia particolare, offre uno spaccato della Sardegna durante la prima
guerra Mondiale raccontato dalla Signora Amelie Posse, Svedese, internata nella
nostra isola assieme a suo marito.
La
prigionia dei coniugi si trasforma in letizia. In Sardegna trovano gente
ospitale, un clima e un ambiente che definiscono "paradisiaci".
Scelgono Alghero come residenza, inizialmente diffidenti nei confronti dei
sardi, giorno dopo giorno vengono conquistati da tutto ciò che è Sardegna. La
prigionia diventa dolce, diventa amore per la terra. I sardi, dal canto loro,
capiscono che sono brave persone e non stentano a familiarizzare. Il soggiorno
nell’isola dura dal luglio del 1915 al luglio del 1966, anno in cui
riacquistano la libertà. Tornati al freddo della Boemia, nel 1931 la signora
Amelie decide di scrivere un libro delle sue memorie e si scopre scrittrice.
Amelie Posse è considerata la più grande scrittrice svedese del secolo,
"Interludio di Sardegna" è diventato un best seller internazionale
anche se rimane sconosciuto in Italia. Si deve ad Arturo Parisi la scoperta del
libro in una Biblioteca di Washington, e ad Aldo Brigaglia che, rimasto
folgorato dal racconto, ne ha curato la traduzione dall’inglese.
Ricordiamo
anche gli altri libri proposti durante la Mostra Regionale del Libro.
L’erede
del corbulaio di Rosa Giuliana Lai, ed.
Arte Duchamp.
La Sardegna vista dal mare di Brigaglia Taccola, ed. Tema.
L’altro pavese di Paolo Sanna, ed. Carlo Delfino.
Ricerche archeologiche nel Marghine Planargia di Alberto Moravetti, ed.
Carlo Delfino.
Taccuino di un poliziotto di Mario Uda, ed. Aipsa.
Tragedie di guerra e di pace di Egidio Trainito, ed. Taphros.
Racconti da Orune di AA. VV., ed. Magnum.
Contus di Franca Marcialis, ed. della Torre.
Sud. Il segno e il viaggio di Paolo Sanna e M. Gazzolo, ed. Magnum.
Ditzionariu de sa limba e de sa cultura sarda di Mario Puddu, ed.
Condaghes.
La grotta della vipera – numero speciale dedicato al Giallo in Sardegna
di Giuseppe Marci, ed. Cuec.
Bibliografia storica della Sardegna di Francesco Floris, ed. della Torre.
L’ombra chiara di Giovanni Firinu, Editrice Nuovi Autori.
La casacca del re di Antonello Ruzzu, Edizioni Iniziative Culturali.
Indagini d’autore – Scrittori di giallo in Sardegna, Edizioni
Maestrale.
Le storie del figlio di Bakunin di Antioco Floris. Aipsa edizioni.
Una città possibile. Bonifiche, educazione e propaganda a Mussolinia di
Sardegna 1934-1938. S’Alvure edizioni.
AA.VV. L’identità storica di Arborea. Atti 1997. S’Alvure edizioni.
AA.VV. L’identità storica di Arborea. Atti 1998. S’Alvure edizioni
AA.VV. L’identità storica di Arborea. Atti 1999. S’Alvure edizioni
Storia della Sardegna Cristiana e dei suoi Santi.
Vita, pensieri ed opere di Giuseppe Torres di Giuseppe Marci. Poliedro.
Terra sarda di E. Junger. Edizioni Il Maestrale.
Verso la
terza edizione
Oltre
6000 visitatori, di cui 2500 studenti delle Scuole Elementari, Medie e
Superiori. Circa 20 classi al giorno hanno scelto di trascorrere una mattinata a
Macomer, per conoscere e saperne di più sul libro, sugli autori sardi e sui
vari aspetti della ricca cultura della nostra Regione.
Sono stati venduti 2000 libri per ragazzi e più di 600 volumi
dell’Associazione Editori Sardi
"Un bilancio lusinghiero – ha detto il Sindaco di Macomer Giuseppe Ledda
– la Mostra del Libro è un esperimento riuscito perfettamente e ci sono tutte
le condizioni per farne uno dei più importanti appuntamenti culturali della
Regione. Il nostro intento e la nostra speranza è di costruire una nicchia
all’interno delle manifestazioni nazionali".
Qualcuno si è lamentato per la lontananza della Fiera dal centro abitato, ma
altrettante persone e forse anche di più hanno invece apprezzato il contatto
con la natura, e perché no, la presenza di numerosi parcheggi. "Non è
vero che la distanza costituisce un handicap – ha detto Pier Gianni Cocco del
Servizio Beni Librari dell’Assessorato Regionale Pubblica Istruzione – in
soli 5 minuti si arriva a Macomer. Forse ciò che manca è un maggior
coinvolgimento della città, se si vuole far emergere la manifestazione a
livello nazionale, è opportuno lavorare tutti in questo senso. Qualche problema
organizzativo c’è, ma vista la riuscita più che positiva della Mostra,
lavoreremo per potenziare le strutture, creare punti di aggregazione e fare in
modo che la terza edizione ci sorprenda come ha fatto questa".
"La risposta del pubblico ci ha ripagato della fatica e dell’impegno
profuso per l’organizzazione della Fiera – ha detto Rita Porcu, Direttrice
della Biblioteca di Macomer – le manifestazioni sono state tutte seguite da un
pubblico variegato che si è distribuito in modo omogeneo tra le varie proposte.
Ciò che a mio avviso deve essere ricordato è la capacità che la Mostra ha
avuto nel mettere insieme soggetti ed enti diversi per portare avanti un
progetto culturale".
In tanti hanno avvertito la mancanza dell’Editoria nazionale, Nuccia Casu del
Centro Servizi Culturali promette che si lavorerà in questo senso e aggiunge
che "Dovrà essere rafforzata anche la collaborazione con le scuole per
programmare insieme gli incontri e le altre iniziative che hanno come
protagoniste le scuole".
Ha sorpreso molto l’interesse dei ragazzi al libro, la letteratura per bambini
e le Fiabe sono andate a ruba. "Avevano tutti le idee chiare – ha detto
Claudia Urgu della libreria Tutte Storie di Cagliari - e sono stati loro a
scegliere, alcuni sono venuti qui con i pochi risparmi e volevano assolutamente
un libro".
Macomer crocevia della Sardegna è riuscito ad avvicinare Cagliari a Palau,
Oristano ad Orosei, ma anche la Sardegna intera alla Palestina, all’Algeria e
all’Albania : la cultura non ha limiti, il libro non ha paese.
Vogliono una nuova legge e questa di Macomer potrebbe essere l’occasione per
percorrere tutti insieme, Editori e Regione, Biblioteche e Istituzioni,
studiosi, autori, mondo della scuola, una nuova strada che contribuisca,
attraverso la diffusione della cultura ad una ulteriore crescita culturale ed
economica della nostra Sardegna."
Sono poi intervenuti editori, bibliotecari, insegnanti. Aldo Brigaglia
(Edizioni Tema) ha parlato del mercato regionale e del ruolo della Regione. Ha
proposto la realizzazione di consorzi tra editori per consolidare e ampliare gli
spazi di mercato.
Ha concluso la manifestazione l’Assessore alla
cultura del Comune di Macomer.

Macomer:
progetto libri
di Gigliola Sulis
Per una settimana, dal 28 settembre al 4 ottobre, gli spazi dell’area
fieristica di Monte S. Antonio, a qualche chilometro da Macomer, hanno ospitato
la seconda Mostra Regionale del Libro; un lungo e vario insieme di iniziative,
dalle molte sfaccettature, a margine delle quali vorrei proporre alcune
osservazioni.
Tre i cardini intorno ai quali ha ruotato l’evento. Il primo ha visto come
protagonista l’editoria isolana e la riflessione sulle sue contraddizioni.
L’Associazione Editori Sardi ha promosso un vivace (e speriamo proficuo)
dibattito sullo stato attuale dell’editoria e sui possibili scenari futuri. Il
momento è infatti critico e aperto alle innovazioni, considerato che l’Unione
Europea ha equiparato a una turbativa di mercato i contributi pubblici riservati
alle case editrici locali dalla legge regionale sull’editoria (L.R. n.22),
peraltro già riconosciuta inadeguata da tempo e da più parti, e ora in fase di
modifica. Dagli incontri che, in occasione della Mostra, hanno riunito intorno a
uno stesso tavolo editori, funzionari regionali, scrittori e intellettuali, sono
emerse difficoltà, esigenze ed interessanti proposte. Si prospettano così un
rinnovato impegno per l’innovazione tecnologica e la specializzazione degli
operatori, la promozione di fiere ed eventi itineranti che coinvolgano
l’intera isola (in Sardegna il 75% dei paesi è sprovvisto di una libreria),
il rafforzamento della distribuzione del prodotto editoriale sardo (tradizionali
volumi, libri elettronici e cd), nella penisola così come in scuole e
biblioteche isolane, fino alla realizzazione di coedizioni, con editori
regionali e nazionali (pratica già inaugurata con successo da Il
Maestrale-Frassinelli per alcuni romanzi di Marcello Fois) e con la stessa
Regione per i prodotti di alto valore culturale. All’iniziativa dell’AES si
devono inoltre la presenza in Mostra di oltre 1000 titoli sardi e gli incontri
con gli scrittori nel Caffè letterario, incontri che, forse per un
calendario troppo fitto, forse per la scarsa pubblicità, sono stati scarsamente
frequentati, a eccezione della serata inaugurale che ha avuto come madrina la
poetessa dei fili e delle pietre Maria Lai.
Altro fulcro di interesse è stato l’esplorazione della multiculturalità, un
tema che compare programmaticamente sin dal titolo della Mostra, Il libro
crocevia delle culture, e al quale è stata dedicata la tavola rotonda
organizzata dall’associazione Cosas, durante la quale si sono confrontate
storie di vita e progetti di lavoro provenienti da Algeria, Albania, Palestina;
esperienze lontane ma legate da un ideale comune: "Essere fieri della
propria cultura ed essere aperti alle culture degli altri e alla tolleranza
[…] è possibile soltanto se c’è scambio e conoscenza della diversità"
(Khalida Messaudi).
Ma le attività che hanno avuto maggiore successo sono state senza alcun dubbio
quelle rivolte alle scuole, che hanno raccolto con entusiasmo (e in massa:
l’affluenza è stata calcolata intorno alle 20-25 classi per mattina)
l’offerta di una gita nel pianeta libri. Frotte di giovani hanno vagato per
gli stand, seguito dibattiti e presentazioni, partecipato ai laboratori.
Purtroppo, ci riferisce però Claudia Urgu dallo stand della libreria per
ragazzi Tuttestorie, l’entusiasmo scema con l’aumentare dell’età.
Sono stati soprattutto i bambini a dimostrare di essere lettori abituali, con
gusti e preferenze già delineati, mentre la distrazione, fino alla noia, sembra
prevalere nei più grandi. Come ci ricorda il romanziere (e professore) Daniel
Pennac, è proprio in età scolare che per molti giovani il piacere del racconto
e della lettura si trasformano in un obbligo, mentre "il verbo
leggere", si sa, "non sopporta l’imperativo, avversione che
condivide con alcuni altri libri: il verbo amare … il verbo sognare…".
Non mi soffermerò sulle molte altre presenze della Mostra (dai materiali di
lettura per ipovedenti e non vedenti ai laboratori sulla costruzione e sul
restauro del libro, fino alle installazioni multimediali, es. i Quinque libri,
e alla partecipazione delle biblioteche …), che nella sua ricchezza avrebbe
meritato quanto meno una più attenta organizzazione. Per esempio, se appare
lodevole la politica di sostegno delle zone interne che ha portato alla scelta
del capoluogo del Marghine, una tale logistica non può essere poi abbandonata a
se stessa. Non solo raggiungere Macomer ha richiesto, insieme al possesso di
mezzi propri di locomozione, una precisa volontà e un’attenta programmazione
delle trasferte per molti addetti ai lavori (e la scarsa o tarda informazione
sulle iniziative in programma non ha certo aiutato), ma l’area fieristica è
anche situata al di fuori del centro abitato, che è risultato del tutto
tagliato fuori dall’evento: nel complesso l’iniziativa ha attirato chi già
è interessato alla lettura, ma ha lasciato estranei gli altri, a partire dalla
stessa comunità ospitante l’evento. Un’ultima perplessità. Il caffè
letterario ha proposto ben due tavole rotonde sul giallo in Sardegna,
in due diverse serate, di un’ora ciascuna, a cura rispettivamente della Cuec e
del Maestrale. Quale il significato di tale spezzettamento? Non sarebbe stato più
utile un unico momento di approfondimento che vedesse riuniti scrittori e
critici impegnati sullo stesso fronte?
Mi sembra che questi segnali indichino che la Mostra è ancora in fase di
rodaggio, non tanto sotto il profilo della proposta di nuove idee quanto sotto
quello, non meno necessario ai fini di una buona riuscita, organizzativo. Un
ripensamento di strutture, tempi e modi della rassegna è tanto più
indispensabile se veramente, come accennano gli organizzatori, dopo tre edizioni
di carattere provinciale e due regionali la Mostra del libro punta ad aprirsi a
una dimensione nazionale. Una grande scommessa, che richiederà dispendio di
energie, costi e sforzi organizzativi, e che, per riuscire, deve evitare di
risolversi in una copia in scala minore dalle grandi fiere di Torino,
Francoforte, Parigi, nelle quali, peraltro, l’editoria sarda ha già da tempo
un suo spazio di nicchia. La strada potrebbe essere quella della
differenziazione e specializzazione: concentrarsi su un ambito specifico di
indagine e chiamare a raccolta su questo editori, librai, intellettuali,
scrittori, giornalisti, artisti, insegnanti e studenti, appassionati e semplici
curiosi. Forse l’invasione di scolaresche che ha caratterizzato
quest’edizione e il successo di vendite e di interesse registrato nel campo
della letteratura per i più giovani indicano già un settore su cui impostare
progetti per il futuro.
Volo mensile indipendente, gennaio 2002


La partecipazione delle case editrici sarde alla «Buchmesse» di
Francoforte
Libri nel segno della pace
Un contributo al dialogo tra culture diverse.
Un progetto dell'Aes per allargare il mercato dei titoli regionali
La Nuova Sardegna del 15 ottobre 2001
La
53ª edizione della Fiera del libro di Francoforte è stata segnata dalla
tragedia dell'11 settembre: meno espositori, assenti diversi editori americani,
meno pubblico, maggiori controlli agli ingressi.
Molta preoccupazione per i possibili sviluppi dei bombardamenti in Afghanistan.
C'era preoccupazione per il possibile allargamento di un conflitto che potrebbe
portare a ridurre gli scambi e le relazioni tra Islam e Occidente. Ma la Fiera
del libro ha confermato la propria vocazione ad essere un luogo di incontro tra
le culture e le civiltà contro la logica del terrorismo che punta alla
radicalizzazione delle posizioni e al conflitto tra le civiltà.
L'ospite d'onore, quest'anno, era la Grecia, che ha allestito un padiglione di
2600 metri quadrati, ricco di suggestioni e di citazione culturali: archeologia,
storia, filosofia, saperi tradizionali, scrittura e editoria.
Nel suo piccolo lo stand della Regione autonoma della Sardegna, organizzato
dall'Assessorato ai Beni Culturali, in collaborazione con l'Aes (Associazione
editori sardi), ha voluto dare un contributo nella direzione della comunicazione
tra le culture, del rispetto delle minoranze linguistiche, della promozione
degli ideali di pace.
Lo stand è stato progettato ed allestito come luogo aperto, un luogo
d'incontro, di discussione. Hanno partecipato 30 editori con i loro libri
(duecentocinquanta titoli), con una scelta tematica che ha privilegiato
l'ambiente, il paesaggio, la cultura, la lingua, l'arte, la fotografia. Molti
editori hanno presentato a Francoforte le loro ultime pubblicazioni. Spiccavano
le novità delle edizioni Della Torre, Cuec, Ilisso, Carlo Delfino, Aipsa,
Am&D, Condaghes, Edes, Archivio Fotografico, Papiros.
Lo stand era arricchito da una installazione sul tema: "Picasso e
Nivola". Due artisti, un solo messaggio: la pace. L'installazione,
realizzata dallo Studio Giorgio Dettori di Cagliari, ha coinvolto tutto lo stand
e riproduceva in grandi immagini alcuni particolari del "Tempio della
pace" di Pablo Picasso, insieme ad una ricostruzione in scala della
"Cappella della pace" progettata da Costantino Nivola.
Il Tempio di Picasso sembra sintetizzare l'orrore di Guernica e gli auspici
della Paloma dipinta per il manifesto del Congresso della pace di Parigi (1949).
Nivola, esule negli Stati Uniti dal 1939 per difendere la moglie ebrea dalle
persecuzioni naziste, progettò la "Cappella della pace" negli ultimi
anni della sua vita, rappresentandovi i motivi di universalità e di unità
della razza umana, di cui la sua opera è stata costantemente impregnata.
Mercoledì lo stand ha ricevuto la visita del sottosegretario del Ministero dei
Beni Culturali Vittorio Sgarbi che, che era accompagnato dal presidente dell'Aes
Salvatore Fozzi e dal presidente dell'Esit Vincenzo Demontis. Sgarbi ha
apprezzato l'esposizione dei libri, l'installazione e il ruolo di promozione
culturale che la Regione Sardegna sta assumendo nel panorama nazionale. Il
sottosegretario si è soffermato a lungo nello stand conversando con gli editori
sardi presenti sui problemi e le prospettive dell'editoria e, in particolare,
sul progetto di partecipazione alla prossima Fiera del libro di Parigi delle
associazioni di editori delle varie regioni d'Italia.
Ricco il programma di iniziative nello stand: venerdì 12 ottobre alle ore 11,
su iniziativa dell'Aes, si è tenuto un incontro con un'importante agenzia
letteraria di Firenze (Nabu, diretta da Silvia Brunelli) per discutere i
problemi legati alla promozione dei libri sardi nel mercato internazionale e i
problemi legati alle traduzioni. Lo Studio Nabu International Literary Agency è
quello che promuove nel mondo editori come Reclam, University Of California
Press, Search Press, Favre, Oxford University press (USA), Raincoast ed autori
quali Dario Fo, Klaus, Voigt, Paul Nizan, Hans Gadamer, Peter Singer.
L'iniziativa s'inscrive nel nuovo corso inaugurato dall'Aes, finalizzato a
promuovere il libro sardo nel mondo e a rendere sempre più efficace la
partecipazione degli editori sardi alla Fiera di Francoforte.
Numerosi gli incontri con editori giapponesi, tedeschi ed europei che hanno
mostrato interesse ad acquisire diritti e a realizzare coedizioni con gli
editori sardi. L'interesse si è indirizzato sui libri di grande formato,
illustrati e dedicati all'arte, all'ambiente, al paesaggio, alla gastronomia e
ai beni culturali in genere.
Sempre venerdì, ma alle ore 16, alla presenza di Silvaldo Gadoni, di Antonello
Mura, del professor Ugo Collu, presidente della Fondazione Nivola, e di Fred
Licht, curatore della Peggy Guggenheim Collection di Venezia, è stata
presentata l'installazione "Picasso e Nivola".
Sabato 13 ottobre alle ore 11 è stato illustrato il progetto "Un mar de
suenos", che prevede la pubblicazione, a grande tiratura, di opere di
assoluto valore letterario di autori italiani, tradotti in lingua spagnola, da
diffondere nei paesi dell'America Latina a costi ridotti. Sono coinvolte diverse
regioni con il sostegno del Ministero per i Beni Culturali e del Ministero degli
Esteri. La Sardegna ha presentato il primo libro edito nell'ambito del progetto:
"Racconti dalla terra dei nuraghi/Cuentos de la isla de las Nuragas",
di Bianca Pitzorno, con illustrazioni di Emanuela Bissolati. Sono intervenuti
Silvaldo Gadoni, Julio Alvarez, in rappresentanza del Ministero per la Cultura
di Cuba, Loris Romagnoli, Pasquale Amato, l'autrice e l'illustratrice del
volume.
Infine sabato è stato presentato il libro "Il popolo delle leggende",
edito da Condaghes. Sono intervenuti l'autore, Bepi Vigna, e l'illustratrice
Stefania Costa.
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