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6^ Mostra del libro di Macomer
25-29 Ottobre 2006
Dal 25 al 29 ottobre, l'appuntamento
più importante dell'editoria sarda nei nuovi spazi delle ex Caserme Mura.
Tante le novità, a partire dal tema della mostra: "Il viaggio, l'avventura".

Programma
della mostra [pdf, 500 kb]
Manifesto
[pdf, 500 kb]
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La Nuova
Sardegna, 31/10/2006, di Costantino Cossu
Macomer, una Mostra di successo
Mario Argiolas, presidente degli editori sardi,
traccia il bilancio dell’edizione 2006
Comunicazione più immediata e un grande lavoro con le
scuole
"Festival? No
grazie". La Mostra del libro di Macomer, che ha chiuso domenica, sulla
strada battuta ormai da tutti non ci si è messa. In primo piano sono rimasti
i libri, la proposta culturale veicolata da questi oggetti di carta che gli
editori propongono direttamente al popolo dei lettori. Intorno anche gli
autori, gli incontri, i dibattiti. Una formula che nell’edizione appena
conclusa, la numero sei, è stata tirata a lucido, spettacolarizzata,
affidata alla capacità di fare pubblico che hanno nomi come quello di
Massimo Carlotto, Goffredo Fofi, Laura Pariani, Giacomo Mameli, Stefano
Tassinari, Giulio Angioni, Luciano Marrocu, Alberto Capitta, Flavio Soriga.
E poi la nuova sede, quella dell’ex caserma dell’esercito, ristrutturata e
trasformata in un centro culturale polivalente. Insomma, un’edizione con
molte buone novità, il cui bilancio facciamo trarre a Mario Argiolas,
presidente degli editori sardi.
- Un anno di svolta, questo 2006, per Macomer?
"Sì, un anno di svolta. La prima novità importante mi sembra sia stata
il coinvolgimento delle scuole. Le scolaresche sono sempre venute alla
Mostra. Stavolta, però, abbiamo fatto un lavoro a monte molto serio, secondo
un progetto al quale abbiamo dato il titolo "La scuola adotta un libro
sardo". Preparati, nei mesi scorsi, da Alberto Capitta, da Andrea Mameli e
da Flavio Soriga, i ragazzi, al mattino nel padiglione Filigosa,
raccontavano in pubblico le loro esperienze di lettura e di scrittura.
Un’iniziativa perfettamente riuscita, che dimostra quanto si possa fare a
scuola se si superano le strettoie imposte dai programmi ministeriali e la
resa alla routine".
- E poi c’è stato un maggior coinvolgimento della città...
"Nelle prime cinque edizioni eravamo ospitati dai locali della Fiera del
bestiame, che sono molto ampi, ma certamente non adatti a una manifestazione
come la nostra. Anche perché distano nove chilometri da Macomer. La ex
caserma, invece, è in città. Questo ci ha aiutato molto. Quest’anno per la
prima volta la gente ha sentito la Mostra come un’occasione per passare il
tempo libero in maniera piacevole. Arrivavano famiglie intere, e abbiamo
avuto un afflusso straordinario: folla tra i banchi dei libri, ma anche ai
dibattiti e alle tavole rotonde".
- Ed è cambiata anche la formula...
"Sì, un po’ di spettacolarizzazione in più, ma senza esagerare, e
soprattutto senza snaturare l’originaria vocazione espositiva della Mostra.
Intanto abbiamo fissato un tema, quello del viaggio. E poi abbiamo cercato
di creare un "effetto appuntamento" attraverso non solo gli incontri con
autori noti, ma anche individuando alcuni argomenti che hanno fatto da filo
conduttore delle diverse giornate. Attraverso una formula che ha puntato
sulla comunicazione immediata, siamo riusciti a creare una forte
partecipazione di pubblico persino a dibattiti su libri di saggistica. Ad
ascoltare Manlio Brigaglia, Giuseppe Marci, Giacomo Mameli e Gianfranco
Bottazzi c’era la stessa folla che ha assistito agli incontri con gli
scrittori".
- E sui banchi si trovavano volumi che in libreria non ci sono...
"Sì, quelli che i librai tengono nei magazzini, perché in esposizione
vanno solo i titoli più recenti. A Macomer, invece, era disponibile quasi
tutta la produzione libraria sarda degli ultimi dieci anni. E abbiamo
venduto tantissimo".
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La Nuova
Sardegna, 25/10/2006, di Paolo Merlini
Un po’ fiera e un po’ festival: da oggi la mostra del
libro sardo
Mario Argiolas, presidente degli editori dell’isola,
illustra le novità della sesta edizione dell’appuntamento di Macomer
È dedicata al tema del viaggio la sesta mostra del libro in Sardegna che
apre i battenti da stasera sino a domenica a Macomer. E un primo, piccolo
viaggio l’ha già fatto, rispetto alle precedenti edizioni: lascia gli spazi
fuori mano e certo singolari della fiera zootecnica, a quattro chilometri
dalla città, e approda nelle ex caserme Mura, da poco ristrutturate e
destinate all’uso "civile" dopo decenni di vita militare. Ma non è questa
l’unica novità: pur restando sostanzialmente una fiera, l’unico luogo nel
quale una volta l’anno è possibile verificare lo stato dell’arte dell’intera
editoria isolana, strizza l’occhio - in modo dignitoso - alla tendenza
modaiola dei festival letterari che da qualche anno caratterizza anche
l’isola. Abbiamo parlato della mostra con Mario Argiolas, patron della Cuec
e storico presidente dell’Aes, l’associazione che riunisce gli editori sardi
organizzatrice dell’evento assieme ai librai indipendenti, il Comune di
Macomer e la Regione.
- Quest’anno la fiera ha unr tema, "Il viaggio, l’avventura". Come lo
tratterete?
"Esploremo la dimensione del viaggio inteso come incontro con altri
mondi letterari, confronto fra universi culturali. Avremo ospiti scrittori
ed editori del mondo arabo, e rivolgeremo le nostre attenzioni alle culture
del Mediterraneo più in generale".
- Qual è la novità più forte rispetto alle precedenti edizioni?
"Finalmente abbiamo lasciato la campagna per la città, nel senso che
dalla fiera zootecnica siamo tornati a Macomer, dove abbiamo sempre
desiderato esporre i nostri libri. Dovrebbero così venire a cadere i disagi
denunciati in passato, legati a una sede oggettivamente fuori mano e poco
idonea a una fiera del libro. Ora la città sarà più coinvolta di quanto
accadeva sino allo scorso anno, perché la mostra si potrà raggiungere dal
centro anche a piedi. E sabato, quando a Macomer si svolgerà la notte
bianca, parteciperemo anche noi con letture sino all’alba".
- Poi ci sono gli "incontri ravvicinati" con gli scrittori.
"Un altro esempio di coinvolgimento della città sono appunto le cene con
gli autori, previste ogni sera e in ristoranti diversi. Anche questa è una
novità, perchè abbiamo ritenuto di favorire l’incontro tra lettori e
scrittori in modo meno formale di quanto accada in un dibattito o alla
presentazione di un libro, ma più diretto, appunto conviviale. Anche le cene
saranno a tema: si chiameranno "La luce della luna", in riferimento al modo
di orientarsi dei viaggiatori nell’antichità. Gli scrittori, ma non solo
perché tra loro troviamo anche l’attore Sergio Rubini, leggeranno in
apertura brani legati al viaggio e all’avventura, poi daranno vita a un
dialogo con i lettori".
- Insomma, anche la fiera del libro si festivalizza...
"Non esattamente, nel senso che quella di Macomer resta principalmente
una mostra, l’unica occasione in cui è possibile avere un quadro completo
dell’editoria isolana. Saranno presenti 45 editori sardi per un totale di
tremila titoli. Diciamo però che dai festival letterari, una tendenza che
ormai ha preso consistenza anche in Sardegna, e dai presìdi del libro, altrà
realtà degli ultimi tempi, abbiamo preso quella che per noi è una formula
che funziona, cioé favorire l’incontro più diretto possibile tra i lettori e
i loro autori preferiti".
- I sardi sono buoni lettori?
"Leggiamo sicuramente di più rispetto al passato. Statisticamente, la
nostra regione è assimilabile al centro Italia piuttosto che al Meridione.
Nell’isola è ragionevole ipotizzare un bacino d’utenza di ventimila lettori,
anche se il dato non è molto incoraggiante perché parliamo di una media di
appena un libro l’anno per ciascuno. Ma questo è un problema più ampio,
legato alla scarsa diffusione della cultura del libro in tutto il territorio
nazionale. All’interno del dato di cui parlavo, ci sono i cosiddetti lettori
forti, quelli che comprano almeno dieci libri l’anno. Ritengo che qui si
possa parlare di circa tremila persone".
- Il popolo dei festival, più o meno...
"Beh, i conti tornano. Ma in un’isola come la Sardegna tremila lettori
così non sono pochi".
- Definisca sinteticamente la situazione dell’editoria in Sardegna.
"Direi, senza presunzione, che ci troviamo in uno stato di grazia. I
nostri autori hanno grande successo, sempre di più vengono tradotti
all’estero. Parliamo di narrativa, ma anche la saggistica a mio avviso
potrebbe presto spiccare il volo. La qualità delle nostre case editrici è
ugualmente apprezzata. Resta il problema della distribuzione".
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L’Unione Sarda, 30/10/2006 di Giuseppe Marci
La Mostra di Macomer
Se la scuola adotta un libro sardo
Parliamo
di libri: per dare buone notizie, finalmente. Il bilancio della sesta Mostra
del libro che si è chiusa ieri a Macomer può essere considerato in larga
misura soddisfacente. Per il numero dei visitatori, in primo luogo; e poi
perché, tra i banchi dell'esposizione e nelle sale dei dibattiti, non erano
presenti soltanto i "lettori forti" ma moltissime persone che si accostavano
ai libri con il gusto della scoperta, con il piacere di essere presenti,
forse per la prima volta, a un evento di questo tipo. Intere famiglie,
anziani, giovani, bambini. E studenti. Quattrocento quelli che hanno
partecipato all'iniziativa "La scuola adotta un libro sardo". Un successo
che fa bene sperare per il futuro, se si vorrà continuare su questa strada,
comprendendo che l'investimento nel campo dell'istruzione è quello che
produce il rendimento più alto. Anche nella prospettiva economica. È stato
detto con molta chiarezza nei dibattiti che hanno fatto il punto sullo stato
di salute del libro: le regioni il cui reddito è più elevato sono quelle
nelle quali il livello culturale è alto. Così come è stato detto che il
mondo del libro, gli autori, gli editori, i distributori, i librai devono
fare la loro parte più e meglio di quanto non abbiano fatto in passato,
affrontando sfide che divengono ogni giorno più ardue e complesse.
Difficilmente potranno uscirne vittoriosi se non sapranno "fare sistema", il
che significa non solo e non tanto trovare un coordinamento all'interno del
comparto librario quanto stabilire un rapporto sinergico con l'intera
società.
Ad
esempio offrendo il proprio contributo per un progetto formativo di generale
interesse. In questa prospettiva verrebbero meno anche le polemiche sui
finanziamenti pubblici che hanno segnato una recente stagione di
contrapposizione fra gli editori e l'amministrazione regionale e si
ragionerebbe piuttosto degli investimenti necessari per raggiungere comuni
obiettivi. A dispetto di quel che si possa pensare ascoltando i quotidiani e
catastrofici bollettini sullo stato di salute della scuola e sulle capacità
delle giovani generazioni, disponiamo ancora di potenzialità importanti che
possono essere messe a frutto in un periodo relativamente breve. Questo è
apparso evidente a quanti hanno seguito con attenzione la Mostra di Macomer,
accorgendosi, fra l'altro, che scrittori e studiosi sono disposti a mettere
a disposizione le loro competenze, in quella circostanza offerte al pubblico
degli ascoltatori. Basterebbe superare le inerzie, le diffidenze e le
contrapposizioni che ci impediscono di tenere il passo dei tempi.
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L’Unione Sarda,
31/10/2006, di Anthony Muroni
Macomer.
Secondo il sindaco e le associazioni di categoria la
scelta della nuova sede è stata vincente "Così la cultura può risollevare
l'economia"
Tempo di bilanci per
la fiera del libro: sorrisi e numeri da record
Per
cinque giorni Macomer ha archiviato la parola crisi e si è impegnata a
cogliere appieno le opportunità di sviluppo, economiche e culturali, che
l'evento della sesta edizione della mostra regionale del libro, finalmente
abbracciato dalle mura cittadine, è stato capace di offrire. E quando la
parola è passata ai bilanci ci si è accorti che la scommessa di spostare in
piazza Sant'Antonio l'esposizione è stata di gran lunga vinta. Il Comune ne
è convinta anzitutto l'amministrazione comunale, che per bocca del sindaco
Marco Mura esprime tutta la sua soddisfazione: "Ancora non abbiamo numeri ma
l'affluenza di pubblico è stata superiore alle altre pur soddisfacenti
edizioni - dice il primo cittadino - la nuova struttura delle caserme Mura
ha favorito il successo e l'innegabile salto di qualità: avevamo previsto
che far vivere appieno ai nostri concittadini un evento così importante
avrebbe consentito una crescita. La struttura si presta ad ampliamenti
futuri: già quest'anno abbiamo saputo offrire un servizio vincente ed
efficace. Abbiamo preso nota delle carenze per cercare di migliorare". Una
delle poche lamentele ha riguardato la penuria di parcheggi: "Già nella
prossima rassegna espositiva saranno inaugurati i posti-auto che abbiamo
ricavato proprio sul retro delle caserme Mura". Confesercenti: Pinuccio
Meloni, segretario provinciale dell'associazione di categoria, esprime
giudizi di apprezzamento: "Positivi la partecipazione, l'interesse e la
presenza delle scolaresche, prima ancora delle innegabili ricadute
economiche - dice Meloni - abbiamo sempre sostenuto che con lo spostamento
all'interno della città la mostra abbia trovato la sua naturale collocazione
e gli eventi ci hanno dato ragione. Gli operatori commerciali hanno svolto
un ruolo da protagonista: i ristoratori hanno proposto menu scontati e altri
esercenti sono stati grandi protagonisti della Notte Bianca del fine
settimana scorso. Ora mancano solo la costituzione dell'Ente Fiera e un
calendario organico. Poi la svolta può dirsi completa". Confcommercio:
Caterina Fozzi, leader dell'Ascom del Marghine, conferma e aggiunge: "Siamo
super-soddisfatti, anche perché abbiamo avuto riscontri immediati. Sono
parecchi i nostri associati che hanno potuto far conoscere i loro prodotti a
tanti ospiti che arrivavano a Macomer per la prima volta - dice - gli
organizzatori hanno dimostrato che anche le iniziative culturali possono
essere un veicolo per un ritorno economico e di immagine".
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La Nuova
Sardegna, 20/10/2006, di Pier Giorgio Pinna
Gli studenti salgono in cattedra alla mostra del libro
di Macomer
Migliaia in campo per promuovere scrittura e
lettura
MACOMER.
L’ex caserma non conserva più nulla del passato
militaresco. Ma a ben guardare, ancora adesso, l’affollano squadriglie e
plotoni: piccoli eserciti senza divisa, drappelli armati soltanto di libri.
A formare gli inconsueti battaglioni, sono centinaia e centinaia di studenti
arrivati da tutti gli istituti dell’isola. Una serie di missioni combinate
in perfetto stile bellico per diffondere la cultura li ha portati proprio
qui, nel centro di Macomer un tempo distaccamento dell’esercito e oggi sede
della sesta mostra del libro. Tanti i ragazzi delle medie e delle superiori.
Moltissimi i bambini delle elementari. In tutto più di mille al giorno,
stimano gli organizzatori. In ogni caso sempre entusiasti, inarrestabili:
nuove sentinelle a guardia dell’ex Presidio Mura.
Impegnatissimi,
dalla mattina al primo pomeriggio, per una volta in cattedra. Si aggirano
senza soste, curiosi e frenetici, tra gli stand invasi dai volumi.
Partecipano ai laboratori d’animazione. Assistono a spettacoli e proiezioni.
Visitano rassegne come quella con inediti e lettere autografe di Grazia
Deledda. Per non perdere i dibattiti hanno a disposizione persino un trenino
che fa la spola con la stazione. E non sono soli. Se in pieno giorno nelle
sale è più visibile la presenza di studenti e insegnanti, fino a tarda sera
i due padiglioni, "Filigosa" e "Tamùli", ritornati a essere più che
strategici in questa cittadina nel centro dell’isola, si aprono a schiere di
appassionati, esperti, specialisti. Fino a ospitare in questa edizione
operatori di altri Paesi. Marocco, Tunisia, Algeria: l’altra sponda del
Mediterraneo che si avvicina alla Sardegna per valutare chance di sviluppo
comuni.
Dice Mario
Argiolas, presidente dell’Associazione regionale editori: "Oltre a una
presenza delle scolaresche più massiccia di quanto avessimo previsto,
l’altra sorpresa è la partecipazione straniera e nazionale. Hanno voluto
allestire i loro stand a Macomer anche "Marcos y Marcos" e la società "e/o".
Il messaggio della promozione della lettura, insomma, è andato ben al di là
delle singole classi e di alcuni istituti come succedeva in passato".
La riprova
diretta di tanta attenzione si è avuta dalle adesioni alle iniziative già
messe in campo, come dalle "prenotazioni" per oggi e domani, giorno di
chiusura della rassegna. Per il progetto "La scuola adotta un libro sardo"
gli studenti di alcuni istituti superiori (con Sassari e Tortolì in prima
fila, il piglio simpaticissimo e quasi militaresco) hanno raccontato le loro
esperienze di scrittura-lettura. Nei mesi scorsi erano stati preparati dagli
autori Flavio Soriga e Alberto Capitta e dal divulgatore scientifico Andrea
Mameli. I ragazzi delle medie hanno poi incontrato Luisa Mattia e Giovanni
Del Ponte. Mentre per il tema "Il viaggio, la scoperta, la meraviglia" - uno
dei fili conduttori della mostra - il pubblicista Paolo Lusci ha coordinato
gli interventi di altri due autori, Nino Nonnis e Salvatore Pinna. Poco più
tardi il giornalista Vito Biolchini e il docente Mauro Pala hanno incontrato
davanti al pubblico Giuseppe Marci. Dal saggista e scrittore, chiamato a
parlare sui temi dell’identità, il ricordo dello stile innovativo dei
romanzi di Sergio Atzeni e l’invito "a consegnare le chiavi per aprire le
porte della comunicazione".
Uno
dei leit motiv fatti propri dall’amministrazione di Macomer. Spiega infatti
l’assessore comunale alla Cultura Luigi Muroni, indipendente di Sinistra:
"Dall’area fieristica di Monte Sant’Antonio, a quattro chilometri da qui,
abbiamo riportato la rassegna nel centro città per restituirle maggiore
impatto: vogliamo continuare a usare al meglio i finanziamenti per un
milione 700mila euro già ottenuti. Perciò abbiamo mobilitato ristoratori e
operatori commerciali con notti bianche e cene con gli autori". L’assessore
provinciale sassarese alla Pubblica istruzione Laura Paoni, di Progetto
Sardegna, chiarisce come l’idea di fondo sia "educare alla lettura con
l’aiuto delle scuole e dei presìdi del libro". "Un programma che parte da
lontano - conferma Carla Romagnino, per la Regione responsabile del settore
editoria e promozione -. Lo scorso anno avevamo fissato un unico
appuntamento di grande successo con la lettura guidata. Ma questa volta, per
La scuola adotta un libro sardo, abbiamo coinvolto molte più classi: la
risposta si è rivelata davvero eccezionale".
I temi scelti a
Macomer hanno favorito la decisione presa dall’assessore alla Cultura della
Provincia di Cagliari, Luciano Marrocu, di presentare il premio
internazionale David Herbert Lawrence, dedicato proprio alla letteratura da
viaggio. "È un premio - sostiene - che s’inserisce in un progetto più
esteso: un itinerario turistico-culturale che ripercorre tutti i territori
attraversati dallo scrittore inglese durante la permanenza nell’isola,
raccontata nel suo libro Sea and Sardinia".
Ancora una
volta da Macomer si scorgono dunque orizzonti ampi. Accompagnati da una
determinazione e da un coraggio da incursori militari nel promuovere
spedizioni al di là del mare. Lo confermano Zendrera Zariquiey, Nour Abid,
Tijani Zaied e Serge Derjani, gli editori e i dirigenti di biblioteche
arabi. Intruppati dal Maghreb a Macomer, una sola parola d’ordine:
promuovere traduzioni di opere e scambi culturali. "Un altro ponte fra Nord
e Sud nel nostro stesso mare, il Mediterraneo", concludono in coro, come se
all’alba di un nuova missione rispondessero a un appello atteso da tempo.
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L’Unione Sarda,
30/10/2006, di Manuela Arca
Signori della politica, non vogliamo elemosine
Si è chiusa
ieri a Macomer la Mostra del Libro: cinque giorni di dibattiti, incontri, e
tavole rotonde per fare il punto sul mondo dell’editoria sarda
La
politica, in questi cinque giorni di dibattiti, spettacoli, incontri, non ha
violato il tempio del libro di Macomer (ieri la chiusura): l’ha appena
sfiorato. Ha lasciato che agenti di cultura e fruitori si confrontassero
liberamente, senza paletti ideologici e restrizioni di partito. Non che le
questioni della vita pubblica abbiano scarso rilievo per il mondo
intellettuale. A governatori e governanti, chi produce cultura e chi ne
fruisce, chiede soltanto di poter instaurare un confronto libero, di poter
contare su un sostegno economico da non catalogare come mecenatismo o
cortigianeria. Investimento, sì, ma sulla crescita di coscienze individuali
e collettive, affrancato da etichette e categorie.
LA VOCE DEGLI
INTELLETTUALI.
Il ruolo della
politica nel lavoro di promozione delle attività culturali non è stato
oggetto di un dibattito specifico, ma l’argomento è entrato di necessità
negli spazi destinati alla riflessione e alla propositiva ricerca di
soluzioni. Gianni Marilotti, scrittore, alcuni appunti li ha messi a margine
dell’incontro sul tema del viaggio di cui è stato protagonista: "La politica
deve creare le condizioni per accompagnare il processo di risveglio della
Sardegna che è nei fatti: stiamo cambiando sul piano dell’innovazione, su
quello artistico e letterario. È necessario che chi governa sappia
interpretare le istanze di rinnovamento, proporsi degli obiettivi, attingere
dalla società il meglio e operare delle scelte, creare le condizioni per
ottimizzare finanziamenti europei e per migliorare, sul piano istituzionale,
le relazioni con il Mediterraneo ". Un riferimento non certo casuale, oggi
che la Sardegna ha ottenuto dall’Europa la gestione settennale del programma
Empi, finalizzato a incentivare politiche di vicinanza con regioni che,
oltre alla contiguità geografica, vantano un passato storico comune. "È
un’opportunità", prosegue Marilotti, che ha presentato a Macomer il suo
libro Italia e Nord Africa. L’emigrazione sarda (1848-1914), ed.
Carocci, "per fare in modo che gli slogan della politica non siano soltanto
tali e per creare occasioni concrete di paternariato euromediterraneo".
LE
CASE EDITRICI.
E che la
politica debba contribuire a salvaguardare le piccole realtà imprenditoriali
che gravitano attorno al mondo del libro, è un’altra delle istanze che è
venuta dalla mostra di Macomer. Luogo privilegiato di incontro e confronto
tra editori, librai indipendenti e pubblico, anche ieri mattina, ha ospitato
i rappresentanti di un variegato mondo di officine editoriali sarde (Ilisso,
Condaghes e Della Torre) e non (Marcos y Marcos). Serrato il confronto,
coordinato da Stefano Salis e Paolo Lusci, sulle problematiche di un settore
che deve confrontarsi, oggi più che mai, con l’inesorabile avanzata dei
grandi distributori nazionali. Si è parlato di scelte e strategie che, anche
se più vulnerabili sul mercato, appagano in termini di qualità perché
fondate sul confronto costante con le esigenze di un pubblico di lettori che
spesso sfugge a classificazioni e standard.
LA CHIUSURA.
La voce della
politica ha formulato gli auspici della vigilia e ieri pomeriggio, con la
visita inattesa del presidente della Regione, Renato Soru, siglato l’atto di
chiusura di una manifestazione che, pur con i necessari propositi di
miglioramento e crescita, si è guadagnata un posto di primo piano nel
panorama culturale regionale. Non come imitazione dei tanti festival
culturali, ma come spazio da dedicare alla sintesi, all’approfondimento e al
coordinamento di iniziative altrimenti slegate e prive della forza
rappresentativa che il fermento del mondo culturale isolano richiede. "La
politica", ha detto Mario Argiolas, presidente dell’associazione degli
editori sardi, "deve comprendere che scommettere sulla cultura non è solo un
dovere morale. Investimenti del genere promuovono conoscenza e innovazione e
producono straordinarie ricadute economiche. Le migliaia di persone giunte a
Macomer hanno consentito a ristoranti, alberghi e negozi di trarre dalla
mostra del libro significative opportunità di guadagno".
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