6^ Mostra del libro di Macomer

25-29 Ottobre 2006


Dal 25 al 29 ottobre, l'appuntamento più importante dell'editoria sarda nei nuovi spazi delle ex Caserme Mura. Tante le novità, a partire dal tema della mostra: "Il viaggio, l'avventura".

 


 

Programma della mostra [pdf, 500 kb]

Manifesto [pdf, 500 kb]

 

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La Nuova Sardegna, 31/10/2006, di Costantino Cossu

Macomer, una Mostra di successo

Mario Argiolas, presidente degli editori sardi, traccia il bilancio dell’edizione 2006

Comunicazione più immediata e un grande lavoro con le scuole

 

"Festival? No grazie". La Mostra del libro di Macomer, che ha chiuso domenica, sulla strada battuta ormai da tutti non ci si è messa. In primo piano sono rimasti i libri, la proposta culturale veicolata da questi oggetti di carta che gli editori propongono direttamente al popolo dei lettori. Intorno anche gli autori, gli incontri, i dibattiti. Una formula che nell’edizione appena conclusa, la numero sei, è stata tirata a lucido, spettacolarizzata, affidata alla capacità di fare pubblico che hanno nomi come quello di Massimo Carlotto, Goffredo Fofi, Laura Pariani, Giacomo Mameli, Stefano Tassinari, Giulio Angioni, Luciano Marrocu, Alberto Capitta, Flavio Soriga. E poi la nuova sede, quella dell’ex caserma dell’esercito, ristrutturata e trasformata in un centro culturale polivalente. Insomma, un’edizione con molte buone novità, il cui bilancio facciamo trarre a Mario Argiolas, presidente degli editori sardi.
- Un anno di svolta, questo 2006, per Macomer?
"Sì, un anno di svolta. La prima novità importante mi sembra sia stata il coinvolgimento delle scuole. Le scolaresche sono sempre venute alla Mostra. Stavolta, però, abbiamo fatto un lavoro a monte molto serio, secondo un progetto al quale abbiamo dato il titolo "La scuola adotta un libro sardo". Preparati, nei mesi scorsi, da Alberto Capitta, da Andrea Mameli e da Flavio Soriga, i ragazzi, al mattino nel padiglione Filigosa, raccontavano in pubblico le loro esperienze di lettura e di scrittura. Un’iniziativa perfettamente riuscita, che dimostra quanto si possa fare a scuola se si superano le strettoie imposte dai programmi ministeriali e la resa alla routine".
- E poi c’è stato un maggior coinvolgimento della città...
"Nelle prime cinque edizioni eravamo ospitati dai locali della Fiera del bestiame, che sono molto ampi, ma certamente non adatti a una manifestazione come la nostra. Anche perché distano nove chilometri da Macomer. La ex caserma, invece, è in città. Questo ci ha aiutato molto. Quest’anno per la prima volta la gente ha sentito la Mostra come un’occasione per passare il tempo libero in maniera piacevole. Arrivavano famiglie intere, e abbiamo avuto un afflusso straordinario: folla tra i banchi dei libri, ma anche ai dibattiti e alle tavole rotonde".
- Ed è cambiata anche la formula...
"Sì, un po’ di spettacolarizzazione in più, ma senza esagerare, e soprattutto senza snaturare l’originaria vocazione espositiva della Mostra. Intanto abbiamo fissato un tema, quello del viaggio. E poi abbiamo cercato di creare un "effetto appuntamento" attraverso non solo gli incontri con autori noti, ma anche individuando alcuni argomenti che hanno fatto da filo conduttore delle diverse giornate. Attraverso una formula che ha puntato sulla comunicazione immediata, siamo riusciti a creare una forte partecipazione di pubblico persino a dibattiti su libri di saggistica. Ad ascoltare Manlio Brigaglia, Giuseppe Marci, Giacomo Mameli e Gianfranco Bottazzi c’era la stessa folla che ha assistito agli incontri con gli scrittori".
- E sui banchi si trovavano volumi che in libreria non ci sono...
"Sì, quelli che i librai tengono nei magazzini, perché in esposizione vanno solo i titoli più recenti. A Macomer, invece, era disponibile quasi tutta la produzione libraria sarda degli ultimi dieci anni. E abbiamo venduto tantissimo".

 

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La Nuova Sardegna, 25/10/2006, di Paolo Merlini

Un po’ fiera e un po’ festival: da oggi la mostra del libro sardo

Mario Argiolas, presidente degli editori dell’isola, illustra le novità della sesta edizione dell’appuntamento di Macomer


È dedicata al tema del viaggio la sesta mostra del libro in Sardegna che apre i battenti da stasera sino a domenica a Macomer. E un primo, piccolo viaggio l’ha già fatto, rispetto alle precedenti edizioni: lascia gli spazi fuori mano e certo singolari della fiera zootecnica, a quattro chilometri dalla città, e approda nelle ex caserme Mura, da poco ristrutturate e destinate all’uso "civile" dopo decenni di vita militare. Ma non è questa l’unica novità: pur restando sostanzialmente una fiera, l’unico luogo nel quale una volta l’anno è possibile verificare lo stato dell’arte dell’intera editoria isolana, strizza l’occhio - in modo dignitoso - alla tendenza modaiola dei festival letterari che da qualche anno caratterizza anche l’isola. Abbiamo parlato della mostra con Mario Argiolas, patron della Cuec e storico presidente dell’Aes, l’associazione che riunisce gli editori sardi organizzatrice dell’evento assieme ai librai indipendenti, il Comune di Macomer e la Regione.
- Quest’anno la fiera ha unr tema, "Il viaggio, l’avventura". Come lo tratterete?
"Esploremo la dimensione del viaggio inteso come incontro con altri mondi letterari, confronto fra universi culturali. Avremo ospiti scrittori ed editori del mondo arabo, e rivolgeremo le nostre attenzioni alle culture del Mediterraneo più in generale".
- Qual è la novità più forte rispetto alle precedenti edizioni?
"Finalmente abbiamo lasciato la campagna per la città, nel senso che dalla fiera zootecnica siamo tornati a Macomer, dove abbiamo sempre desiderato esporre i nostri libri. Dovrebbero così venire a cadere i disagi denunciati in passato, legati a una sede oggettivamente fuori mano e poco idonea a una fiera del libro. Ora la città sarà più coinvolta di quanto accadeva sino allo scorso anno, perché la mostra si potrà raggiungere dal centro anche a piedi. E sabato, quando a Macomer si svolgerà la notte bianca, parteciperemo anche noi con letture sino all’alba".
- Poi ci sono gli "incontri ravvicinati" con gli scrittori.
"Un altro esempio di coinvolgimento della città sono appunto le cene con gli autori, previste ogni sera e in ristoranti diversi. Anche questa è una novità, perchè abbiamo ritenuto di favorire l’incontro tra lettori e scrittori in modo meno formale di quanto accada in un dibattito o alla presentazione di un libro, ma più diretto, appunto conviviale. Anche le cene saranno a tema: si chiameranno "La luce della luna", in riferimento al modo di orientarsi dei viaggiatori nell’antichità. Gli scrittori, ma non solo perché tra loro troviamo anche l’attore Sergio Rubini, leggeranno in apertura brani legati al viaggio e all’avventura, poi daranno vita a un dialogo con i lettori".
- Insomma, anche la fiera del libro si festivalizza...
"Non esattamente, nel senso che quella di Macomer resta principalmente una mostra, l’unica occasione in cui è possibile avere un quadro completo dell’editoria isolana. Saranno presenti 45 editori sardi per un totale di tremila titoli. Diciamo però che dai festival letterari, una tendenza che ormai ha preso consistenza anche in Sardegna, e dai presìdi del libro, altrà realtà degli ultimi tempi, abbiamo preso quella che per noi è una formula che funziona, cioé favorire l’incontro più diretto possibile tra i lettori e i loro autori preferiti".
- I sardi sono buoni lettori?
"Leggiamo sicuramente di più rispetto al passato. Statisticamente, la nostra regione è assimilabile al centro Italia piuttosto che al Meridione. Nell’isola è ragionevole ipotizzare un bacino d’utenza di ventimila lettori, anche se il dato non è molto incoraggiante perché parliamo di una media di appena un libro l’anno per ciascuno. Ma questo è un problema più ampio, legato alla scarsa diffusione della cultura del libro in tutto il territorio nazionale. All’interno del dato di cui parlavo, ci sono i cosiddetti lettori forti, quelli che comprano almeno dieci libri l’anno. Ritengo che qui si possa parlare di circa tremila persone".
- Il popolo dei festival, più o meno...
"Beh, i conti tornano. Ma in un’isola come la Sardegna tremila lettori così non sono pochi".
- Definisca sinteticamente la situazione dell’editoria in Sardegna.
"Direi, senza presunzione, che ci troviamo in uno stato di grazia. I nostri autori hanno grande successo, sempre di più vengono tradotti all’estero. Parliamo di narrativa, ma anche la saggistica a mio avviso potrebbe presto spiccare il volo. La qualità delle nostre case editrici è ugualmente apprezzata. Resta il problema della distribuzione".

 

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L’Unione Sarda, 30/10/2006 di Giuseppe Marci

La Mostra di Macomer

Se la scuola adotta un libro sardo
 

Parliamo di libri: per dare buone notizie, finalmente. Il bilancio della sesta Mostra del libro che si è chiusa ieri a Macomer può essere considerato in larga misura soddisfacente. Per il numero dei visitatori, in primo luogo; e poi perché, tra i banchi dell'esposizione e nelle sale dei dibattiti, non erano presenti soltanto i "lettori forti" ma moltissime persone che si accostavano ai libri con il gusto della scoperta, con il piacere di essere presenti, forse per la prima volta, a un evento di questo tipo. Intere famiglie, anziani, giovani, bambini. E studenti. Quattrocento quelli che hanno partecipato all'iniziativa "La scuola adotta un libro sardo". Un successo che fa bene sperare per il futuro, se si vorrà continuare su questa strada, comprendendo che l'investimento nel campo dell'istruzione è quello che produce il rendimento più alto. Anche nella prospettiva economica. È stato detto con molta chiarezza nei dibattiti che hanno fatto il punto sullo stato di salute del libro: le regioni il cui reddito è più elevato sono quelle nelle quali il livello culturale è alto. Così come è stato detto che il mondo del libro, gli autori, gli editori, i distributori, i librai devono fare la loro parte più e meglio di quanto non abbiano fatto in passato, affrontando sfide che divengono ogni giorno più ardue e complesse. Difficilmente potranno uscirne vittoriosi se non sapranno "fare sistema", il che significa non solo e non tanto trovare un coordinamento all'interno del comparto librario quanto stabilire un rapporto sinergico con l'intera società.

Ad esempio offrendo il proprio contributo per un progetto formativo di generale interesse. In questa prospettiva verrebbero meno anche le polemiche sui finanziamenti pubblici che hanno segnato una recente stagione di contrapposizione fra gli editori e l'amministrazione regionale e si ragionerebbe piuttosto degli investimenti necessari per raggiungere comuni obiettivi. A dispetto di quel che si possa pensare ascoltando i quotidiani e catastrofici bollettini sullo stato di salute della scuola e sulle capacità delle giovani generazioni, disponiamo ancora di potenzialità importanti che possono essere messe a frutto in un periodo relativamente breve. Questo è apparso evidente a quanti hanno seguito con attenzione la Mostra di Macomer, accorgendosi, fra l'altro, che scrittori e studiosi sono disposti a mettere a disposizione le loro competenze, in quella circostanza offerte al pubblico degli ascoltatori. Basterebbe superare le inerzie, le diffidenze e le contrapposizioni che ci impediscono di tenere il passo dei tempi.


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L’Unione Sarda, 31/10/2006, di Anthony Muroni

Macomer.

Secondo il sindaco e le associazioni di categoria la scelta della nuova sede è stata vincente "Così la cultura può risollevare l'economia"
Tempo di bilanci per la fiera del libro: sorrisi e numeri da record

 

Per cinque giorni Macomer ha archiviato la parola crisi e si è impegnata a cogliere appieno le opportunità di sviluppo, economiche e culturali, che l'evento della sesta edizione della mostra regionale del libro, finalmente abbracciato dalle mura cittadine, è stato capace di offrire. E quando la parola è passata ai bilanci ci si è accorti che la scommessa di spostare in piazza Sant'Antonio l'esposizione è stata di gran lunga vinta. Il Comune ne è convinta anzitutto l'amministrazione comunale, che per bocca del sindaco Marco Mura esprime tutta la sua soddisfazione: "Ancora non abbiamo numeri ma l'affluenza di pubblico è stata superiore alle altre pur soddisfacenti edizioni - dice il primo cittadino - la nuova struttura delle caserme Mura ha favorito il successo e l'innegabile salto di qualità: avevamo previsto che far vivere appieno ai nostri concittadini un evento così importante avrebbe consentito una crescita. La struttura si presta ad ampliamenti futuri: già quest'anno abbiamo saputo offrire un servizio vincente ed efficace. Abbiamo preso nota delle carenze per cercare di migliorare". Una delle poche lamentele ha riguardato la penuria di parcheggi: "Già nella prossima rassegna espositiva saranno inaugurati i posti-auto che abbiamo ricavato proprio sul retro delle caserme Mura". Confesercenti: Pinuccio Meloni, segretario provinciale dell'associazione di categoria, esprime giudizi di apprezzamento: "Positivi la partecipazione, l'interesse e la presenza delle scolaresche, prima ancora delle innegabili ricadute economiche - dice Meloni - abbiamo sempre sostenuto che con lo spostamento all'interno della città la mostra abbia trovato la sua naturale collocazione e gli eventi ci hanno dato ragione. Gli operatori commerciali hanno svolto un ruolo da protagonista: i ristoratori hanno proposto menu scontati e altri esercenti sono stati grandi protagonisti della Notte Bianca del fine settimana scorso. Ora mancano solo la costituzione dell'Ente Fiera e un calendario organico. Poi la svolta può dirsi completa". Confcommercio: Caterina Fozzi, leader dell'Ascom del Marghine, conferma e aggiunge: "Siamo super-soddisfatti, anche perché abbiamo avuto riscontri immediati. Sono parecchi i nostri associati che hanno potuto far conoscere i loro prodotti a tanti ospiti che arrivavano a Macomer per la prima volta - dice - gli organizzatori hanno dimostrato che anche le iniziative culturali possono essere un veicolo per un ritorno economico e di immagine".


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La Nuova Sardegna, 20/10/2006, di Pier Giorgio Pinna

Gli studenti salgono in cattedra alla mostra del libro di Macomer

Migliaia in campo per promuovere scrittura e lettura

 

MACOMER. L’ex caserma non conserva più nulla del passato militaresco. Ma a ben guardare, ancora adesso, l’affollano squadriglie e plotoni: piccoli eserciti senza divisa, drappelli armati soltanto di libri. A formare gli inconsueti battaglioni, sono centinaia e centinaia di studenti arrivati da tutti gli istituti dell’isola. Una serie di missioni combinate in perfetto stile bellico per diffondere la cultura li ha portati proprio qui, nel centro di Macomer un tempo distaccamento dell’esercito e oggi sede della sesta mostra del libro. Tanti i ragazzi delle medie e delle superiori. Moltissimi i bambini delle elementari. In tutto più di mille al giorno, stimano gli organizzatori. In ogni caso sempre entusiasti, inarrestabili: nuove sentinelle a guardia dell’ex Presidio Mura.

Impegnatissimi, dalla mattina al primo pomeriggio, per una volta in cattedra. Si aggirano senza soste, curiosi e frenetici, tra gli stand invasi dai volumi. Partecipano ai laboratori d’animazione. Assistono a spettacoli e proiezioni. Visitano rassegne come quella con inediti e lettere autografe di Grazia Deledda. Per non perdere i dibattiti hanno a disposizione persino un trenino che fa la spola con la stazione. E non sono soli. Se in pieno giorno nelle sale è più visibile la presenza di studenti e insegnanti, fino a tarda sera i due padiglioni, "Filigosa" e "Tamùli", ritornati a essere più che strategici in questa cittadina nel centro dell’isola, si aprono a schiere di appassionati, esperti, specialisti. Fino a ospitare in questa edizione operatori di altri Paesi. Marocco, Tunisia, Algeria: l’altra sponda del Mediterraneo che si avvicina alla Sardegna per valutare chance di sviluppo comuni.

Dice Mario Argiolas, presidente dell’Associazione regionale editori: "Oltre a una presenza delle scolaresche più massiccia di quanto avessimo previsto, l’altra sorpresa è la partecipazione straniera e nazionale. Hanno voluto allestire i loro stand a Macomer anche "Marcos y Marcos" e la società "e/o". Il messaggio della promozione della lettura, insomma, è andato ben al di là delle singole classi e di alcuni istituti come succedeva in passato".

La riprova diretta di tanta attenzione si è avuta dalle adesioni alle iniziative già messe in campo, come dalle "prenotazioni" per oggi e domani, giorno di chiusura della rassegna. Per il progetto "La scuola adotta un libro sardo" gli studenti di alcuni istituti superiori (con Sassari e Tortolì in prima fila, il piglio simpaticissimo e quasi militaresco) hanno raccontato le loro esperienze di scrittura-lettura. Nei mesi scorsi erano stati preparati dagli autori Flavio Soriga e Alberto Capitta e dal divulgatore scientifico Andrea Mameli. I ragazzi delle medie hanno poi incontrato Luisa Mattia e Giovanni Del Ponte. Mentre per il tema "Il viaggio, la scoperta, la meraviglia" - uno dei fili conduttori della mostra - il pubblicista Paolo Lusci ha coordinato gli interventi di altri due autori, Nino Nonnis e Salvatore Pinna. Poco più tardi il giornalista Vito Biolchini e il docente Mauro Pala hanno incontrato davanti al pubblico Giuseppe Marci. Dal saggista e scrittore, chiamato a parlare sui temi dell’identità, il ricordo dello stile innovativo dei romanzi di Sergio Atzeni e l’invito "a consegnare le chiavi per aprire le porte della comunicazione".

Uno dei leit motiv fatti propri dall’amministrazione di Macomer. Spiega infatti l’assessore comunale alla Cultura Luigi Muroni, indipendente di Sinistra: "Dall’area fieristica di Monte Sant’Antonio, a quattro chilometri da qui, abbiamo riportato la rassegna nel centro città per restituirle maggiore impatto: vogliamo continuare a usare al meglio i finanziamenti per un milione 700mila euro già ottenuti. Perciò abbiamo mobilitato ristoratori e operatori commerciali con notti bianche e cene con gli autori". L’assessore provinciale sassarese alla Pubblica istruzione Laura Paoni, di Progetto Sardegna, chiarisce come l’idea di fondo sia "educare alla lettura con l’aiuto delle scuole e dei presìdi del libro". "Un programma che parte da lontano - conferma Carla Romagnino, per la Regione responsabile del settore editoria e promozione -. Lo scorso anno avevamo fissato un unico appuntamento di grande successo con la lettura guidata. Ma questa volta, per La scuola adotta un libro sardo, abbiamo coinvolto molte più classi: la risposta si è rivelata davvero eccezionale".

I temi scelti a Macomer hanno favorito la decisione presa dall’assessore alla Cultura della Provincia di Cagliari, Luciano Marrocu, di presentare il premio internazionale David Herbert Lawrence, dedicato proprio alla letteratura da viaggio. "È un premio - sostiene - che s’inserisce in un progetto più esteso: un itinerario turistico-culturale che ripercorre tutti i territori attraversati dallo scrittore inglese durante la permanenza nell’isola, raccontata nel suo libro Sea and Sardinia".

Ancora una volta da Macomer si scorgono dunque orizzonti ampi. Accompagnati da una determinazione e da un coraggio da incursori militari nel promuovere spedizioni al di là del mare. Lo confermano Zendrera Zariquiey, Nour Abid, Tijani Zaied e Serge Derjani, gli editori e i dirigenti di biblioteche arabi. Intruppati dal Maghreb a Macomer, una sola parola d’ordine: promuovere traduzioni di opere e scambi culturali. "Un altro ponte fra Nord e Sud nel nostro stesso mare, il Mediterraneo", concludono in coro, come se all’alba di un nuova missione rispondessero a un appello atteso da tempo.

 

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L’Unione Sarda, 30/10/2006, di Manuela Arca

Signori della politica, non vogliamo elemosine

Si è chiusa ieri a Macomer la Mostra del Libro: cinque giorni di dibattiti, incontri, e tavole rotonde per fare il punto sul mondo dell’editoria sarda

 

La politica, in questi cinque giorni di dibattiti, spettacoli, incontri, non ha violato il tempio del libro di Macomer (ieri la chiusura): l’ha appena sfiorato. Ha lasciato che agenti di cultura e fruitori si confrontassero liberamente, senza paletti ideologici e restrizioni di partito. Non che le questioni della vita pubblica abbiano scarso rilievo per il mondo intellettuale. A governatori e governanti, chi produce cultura e chi ne fruisce, chiede soltanto di poter instaurare un confronto libero, di poter contare su un sostegno economico da non catalogare come mecenatismo o cortigianeria. Investimento, sì, ma sulla crescita di coscienze individuali e collettive, affrancato da etichette e categorie.

LA VOCE DEGLI INTELLETTUALI.

Il ruolo della politica nel lavoro di promozione delle attività culturali non è stato oggetto di un dibattito specifico, ma l’argomento è entrato di necessità negli spazi destinati alla riflessione e alla propositiva ricerca di soluzioni. Gianni Marilotti, scrittore, alcuni appunti li ha messi a margine dell’incontro sul tema del viaggio di cui è stato protagonista: "La politica deve creare le condizioni per accompagnare il processo di risveglio della Sardegna che è nei fatti: stiamo cambiando sul piano dell’innovazione, su quello artistico e letterario. È necessario che chi governa sappia interpretare le istanze di rinnovamento, proporsi degli obiettivi, attingere dalla società il meglio e operare delle scelte, creare le condizioni per ottimizzare finanziamenti europei e per migliorare, sul piano istituzionale, le relazioni con il Mediterraneo ". Un riferimento non certo casuale, oggi che la Sardegna ha ottenuto dall’Europa la gestione settennale del programma Empi, finalizzato a incentivare politiche di vicinanza con regioni che, oltre alla contiguità geografica, vantano un passato storico comune. "È un’opportunità", prosegue Marilotti, che ha presentato a Macomer il suo libro Italia e Nord Africa. L’emigrazione sarda (1848-1914), ed. Carocci, "per fare in modo che gli slogan della politica non siano soltanto tali e per creare occasioni concrete di paternariato euromediterraneo".

LE CASE EDITRICI.

E che la politica debba contribuire a salvaguardare le piccole realtà imprenditoriali che gravitano attorno al mondo del libro, è un’altra delle istanze che è venuta dalla mostra di Macomer. Luogo privilegiato di incontro e confronto tra editori, librai indipendenti e pubblico, anche ieri mattina, ha ospitato i rappresentanti di un variegato mondo di officine editoriali sarde (Ilisso, Condaghes e Della Torre) e non (Marcos y Marcos). Serrato il confronto, coordinato da Stefano Salis e Paolo Lusci, sulle problematiche di un settore che deve confrontarsi, oggi più che mai, con l’inesorabile avanzata dei grandi distributori nazionali. Si è parlato di scelte e strategie che, anche se più vulnerabili sul mercato, appagano in termini di qualità perché fondate sul confronto costante con le esigenze di un pubblico di lettori che spesso sfugge a classificazioni e standard.

LA CHIUSURA.

La voce della politica ha formulato gli auspici della vigilia e ieri pomeriggio, con la visita inattesa del presidente della Regione, Renato Soru, siglato l’atto di chiusura di una manifestazione che, pur con i necessari propositi di miglioramento e crescita, si è guadagnata un posto di primo piano nel panorama culturale regionale. Non come imitazione dei tanti festival culturali, ma come spazio da dedicare alla sintesi, all’approfondimento e al coordinamento di iniziative altrimenti slegate e prive della forza rappresentativa che il fermento del mondo culturale isolano richiede. "La politica", ha detto Mario Argiolas, presidente dell’associazione degli editori sardi, "deve comprendere che scommettere sulla cultura non è solo un dovere morale. Investimenti del genere promuovono conoscenza e innovazione e producono straordinarie ricadute economiche. Le migliaia di persone giunte a Macomer hanno consentito a ristoranti, alberghi e negozi di trarre dalla mostra del libro significative opportunità di guadagno".

 

 

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