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Le
storie della prigionia nei campi rivivono oggi a Santu Lussurgiu IL TOURING CLUB ITALIANO INCONTRA CAGLIARI Venerdì 9 marzo 2001 MANDIGOS E USANZIAS IN SARDINNA, TUTTI I SAPORI DI UN'ISOLA Cagliari La scrittura femminile in Sardegna Un Pastorello e l’isola nel Perù Il parassitismo che frena le scommesse dell’economia sarda Purqueddu, scrittore da adottare L'Isola nel Perù - Vita di Sardi tra il Pacifico e le Ande Seminario sugli Scrittori sardi a Quartu S. Elena UNA POESIA PRIVA DI OGNI SCHEMA PEDRO PIETRI legge le sue poesie in diretta a Patchanka Night Nasce Salvanda. Riviste di cultura, patrimonio da salvare Per la gola. Lumache e insalate di nasturzi (recensione su Il Venerdì di Repubblica) NOVE REPORTAGES IN UN LIBRO PER RACCONTARE L'ISOLA CHE CAMBIA (Godotnews 25/01/2002) "La Maschera" in scena con le gesta di Vincenzo Sulis 'Occupazioni e disoccupazioni' premiato al "SARACENO"
**** La discesa in solitario del capocorsa e dei guardaspalle Un convegno su "Agricoltura di Sardegna" di Andrea Manca dell’Arca
Mariano Puddu, il capocorsa, e i suoi guardaspalle, Andrea Sanna e Costantino Chessa, arriveranno su quel promontorio inaridito dal sole poco dopo le 19, per dare vita a un'anticipazione della giostra equestre dedicata a San Costantino. Da tempo immemore si ripete il rito delle prove ufficiali, con le quali viene dato l'implicito consenso agli altri cavalieri a cimentarsi, nei giorni seguenti, lungo lo stesso percorso che fino a questa data era stato loro precluso. Alla base di questa regola non scritta sta una questione di rispetto: coloro che il 6 e il 7 luglio rappresenteranno le guarnigioni dell'esercito pagano, che l'imperatore Costantino sconfisse nel 312 d.C., non devono violare quel tracciato, percorrendolo al galoppo, prima che venga battuto da chi incarnerà il santo bizantino. Ma la giornata si apre con un'altra tradizione, questa volta legata all'arcaico mondo contadino: la rappresentazione di "S'Arzola", la trebbiatura del grano con la mola in pietra trascinata dai buoi. Stamattina saranno dunque ripercorse le fasi principali del lavoro agricolo: a Bolisai, alla periferia del paese, sarà preparata un'aia dove depositare il frumento. Subito dopo la trebbiatura e la monda del cereale, gesto che anticamente veniva indicato col termine "bentulare". Al termine di "S'arzola" si svolgerà un convegno nel vicino centro polivalente, dove sarà presentato il libro "Agricoltura e Sardegna", scritto da Andrea Manca Dell'Arca nel 1780 e riedito dalla CUEC a cura di Giuseppe Marci, insieme al quale interverrano nel dibattito il giornalista Paolo Pillonca e la scrittrice Costantina Frau. Sempre a proposito di Ardia c'è un'interessante novità: clicca su www.inforistano.it , l'Ardia è in rete. Uno slogan che riassume quanto è stato detto nella conferenza stampa indetta dall'Ept per presentare la prima sezione del portale, dedicata appunto all'Ardia. All'incontro erano presenti il commissario dell'ente, Pasquale Carboni, Marco Enna, coordinatore del progetto editoriale, e Antonio Putzulu, di Sedilo, esperto e appassionato cultore dell'Ardia.Mariantonietta Cossu La Nuova del 29 giugno 2002 IL CONVEGNO Le storie della prigionia nei campi rivivono oggi a Santu Lussurgiu La associazione "Amici di Diego Are", costituita per continuare l'attività culturale cara all'intellettuale lussurgese, ha organizzato per oggi, insieme all'Istituto Sardo per la Storia della Resistenza e dell'Autonomia e col patrocinio della amministrazione provinciale di Oristano, di quella comunale e la collaborazione dell'Albergo Diffuso Sas Benas, un convegno, dal titolo "Memorie e diari degli internati sardi nei lager nazisti", che si svolge a Santu Lussurgiu all'Istituto Carta Meloni dalle 10. E' previsto l'intervento "Memorie del lager" di Claudio Sommaruga, che fu compagno di prigionia di Are e fondatore del Museo del deportato. Seguiranno le relazioni di Simone Sechi sui sardi internati nei lager tedeschi, di Salvatore Zucca sul diario dell'internamento di Are, "Nebbie e girasoli", pubblicato da Insula di Nuoro nel 1998 e la testimonianza dell'ex internato Giuseppe Fideli, "Da Atene a Wietzendorf". I lavori proseguiranno alle 15,30 con la testimonianza del comandante partigiano Antonio Giuseppe Dore, "Dopo l'8 settembre in Albania", e con Luciano Marrocu che parlerà del diario di prigionia, "Il lager nel bosco di Pietro Tola", appena pubblicato dalla Cuec di Cagliari. Dopo il dibattito, i lavori saranno chiusi da Manlio Brigaglia, presidente dell'Issra. La
Nuova Sardegna del 29 giugno 2002
Come sarà la lingua sarda, cosa accadrà
della lingua sarda nell’era della globalizzazione? Non scomparirà perché ci
sono i confini geografici dell’isola a difenderla. Ma probabilmente verrà
annullata e ignorata dalle nuove generazioni. Per i sardisti la lingua è sempre
stata la barriera, forse l’unica su cui erigere le barricate di un’isola che
dovrebbe battersi anche per altro. Ma tant’è. Limba, lingua, language (edito
dalla Cuec) verrà presentato lunedì alla facoltà di Lettere di Cagliari, alla
libreria Cuec alle 19,30, e la scelta dell’appuntamento a poche ore dal
convegno G8 di Genova è tutt’altro che casuale. IL
TOURING CLUB ITALIANO INCONTRA CAGLIARI Venerdì
9 marzo 2001 Milano, 5 marzo 2001.
Si
terrà a Cagliari la prossima Cena Incontro Tci, iniziativa che il
Touring propone in tutta Italia ai propri Soci e simpatizzanti per incontrarsi,
scambiarsi idee e opinioni, conoscere in presa diretta problemi e opportunità
locali. MANDIGOS
E USANZIAS IN SARDINNA, TUTTI I SAPORI DI UN'ISOLA Sabato
17 febbraio alle ore 17,30, presso la biblioteca comunale di Norbello, sarà
presentato il libro di Costantina Frau e Piero Puddu dal titolo "Mandingos
e usanzias in Sardinna", dedicato, per l'appunto, al cibo e le tradizioni
isolane. L'evento è organizzato dall'assessorato alla Cultura del Comune di
Norbello e dall'associazione Amistade, in collaborazione con la Cuec, casa
editrice della pubblicazione. Intervengono con gli autori, Agostino Mele,
dirigente dell'Istituto Comprensivo di Ardauli, lo studioso di tradizioni
popolari Lello Fadda e Peppino Calledda della Cuec. Cagliari
La scrittura femminile in Sardegna Pubblico delle grandi occasioni,
quello che ieri sera ha affollato il Transatlantico del Consiglio Regionale
della Sardegna durante la presentazione del volume "Donne.
Due secoli di scrittura femminile in Sardegna. (1775-1950). Repertorio
bibliografico". Un
Pastorello e l’isola nel Perù C’era una volta la nouvelle
vague dell’arte più che sarda creata in Sardegna. Boscani, Pastorello,
Tilocca, Pinuccia Marras, Josephine Sassu. Tutti sassaresi, quasi giovani,
trasformisti e trasgressivi quanto basta. La nouvelle vague c’è ancora anche
se accusa un po’ di stanca, Sassari sembra aver smesso di sostenere i suoi
artisti e fortuna che molti hanno fatto in tempo a volare da soli. Tra questi,
Pastorello che oggi alle 19 (e fino al 23 marzo) inaugura una mostra al Centro
Pirandello di Cagliari, seconda tranche di una rassegna (5-4-3-2-1...zero)
organizzata da Raffaella Venturi. Sempre a Cagliari (Bacheca di via dei Pisani,
ore 18,30) domani s’inaugura Tre, Carlo Crasto, Paolo Ollano e Fabrizio
Sanna con quadri che privilegiano gli assemblaggi materici e i collages. Il parassitismo che frena le scommesse dell’economia sarda "Contributi per alluvioni e
siccità, per tenere improduttivi i terreni, per sradicare i vitigni e domani
impiantarne di nuovi..., per creare una cooperativa che non produce profitti ma
solo perdite, per una cantina o un caseificio sociale senza mercato...".
Qualcosa è cambiato con le regole europee - e che offrono quattrini in cambio
di progetti compiuti - ma in Sardegna è ancora il parassitismo quel che frena l’economia,
brutalizza le iniziative. Giacomo Mameli ne parla in Sardegna 2000,
ecco le cifre (edizioni Cuec), un libro che verrà presentato domani all’Università
di Sassari (ore 18) e lo fa lasciando voce alle cifre distillate dalle banche e
ad alcuni imprenditori di rango come Renato Soru (Tiscali) o economisti come
Sebastiano Brusco (presidente del Banco di Sardegna). Poche infrastrutture,
lentezze burocratiche nel spendere il quattrini e nell’immaginare progetti,
una disoccupazione meno grave di quanto si pensi (il 10 per cento) la Sardegna
riconquisterà se stessa soprattutto se si affiderà alle competenze più che
alle promesse dei politici. Purqueddu,
scrittore da adottare L’amministrazione comunale ha
chiesto la concessione dei finanziamenti previsti dalla Regione per realizzare
il progetto di valorizzazione della lingua sarda per Senorbì e le frazioni di
Arixi e Sisini. L'Isola
nel Perù - Vita di Sardi tra il Pacifico e le Ande "Non avevo la minima idea di cosa avrei trovato sulla
Sierra". Anonimi Ulisse in viaggio dalla Sardegna al Perù nella seconda
metà del XX secolo. I sardi in Perù: dibattito a Cagliari
Venerdì 9 marzo 2001 alle ore 18,30 presso la Libreria Touring Club in via
Dante 72 a Cagliari si presenterà il libro: L'Isola nel Perù. Integrazione
e vita di sardi tra il Pacifico e le Ande di Vanni Boni, recentemente edito
dalla casa editrice CUEC.L'iniziativa è promossa dalla Libreria Turistica
Touring Club di Cagliari e dalla CUEC cultura. Seminario sugli Scrittori sardi a Quartu S. Elena "Et ca conosco su pecadu
meu/ L'idea che la Sardegna abbia una tradizione letteraria antichissima incontra sempre maggiori consensi. Una tradizione non sempre segnata da un'eccelsa qualità stilistica ma comunque meritevole di grande attenzione. I sardi, in diversi momenti, sono entrati in contatto con stati e culture assai più potenti ricavandone, insieme a travagliate vicende storiche, ragioni di confronto con le quali hanno saputo misurarsi per elaborare infine una propria fisionomia culturale. La Sardegna nei secoli è diventata una terra all'interno della quale si sono incrociate culture che i sardi hanno imparato a sentire come proprie: quella antica nuragica, che non cessa di esercitare le sue pulsioni; quella latina, ereditata dalla dominazione romana e accresciuta dagli usi ecclesiastici; quella sarda dell'autonomia giudicale, in cui i rapporti di particolare importanza sono quelli con Pisa e Genova e dai quali deriva un fermentare di vita civile e culturale; quella italiana, che trasmette la conoscenza della lingua e della letteratura e quella spagnola, di cui la Sardegna diviene di necessità una sorta di colonia letteraria. Gli intellettuali sardi hanno compiuto uno sforzo per elaborare una propria linea poetica arricchita da tutti questi influssi della storia, ma alla fine identificabile come sarda. Con questa consapevolezza la casa editrice CUEC ripropone oggi questi studi nella collana Scrittori sardi diretta da Giuseppe Marci. L'originalità della proposta linguistica (un incrocio del sardo con altre lingue) degli scrittori sardi del settecento ha dato lo spunto a Sa domu de sa limba e de sa cultura sarda di Quartu S. Elena per organizzare un Seminariu a pitzu de sa literadura sarda de su setixentus con il prof. Giuseppe Marci. Il seminario prevede lo studio delle
seguenti opere: (Tutti i volumi sono stati pubblicati dalla CUEC
editrice nella collana Scrittori sardi). UNA POESIA PRIVA DI OGNI SCHEMA Ieri sera nei locali della
Camera di commercio di Cagliari,
Pedro Pietri, uno dei più noti ed apprezzati "nuyorican poets"
(il gruppo di artisti portoricani attivi a New York), ha conquistato il pubblico
in sala con la sua poesia visionaria. PEDRO PIETRI legge le sue poesie in diretta a Patchanka Night Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare Pedro Pietri è un poeta e performer
portoricano che vive a New York. Con le sue raccolte si è imposto come una
delle voci più vive e interessanti della scena artistica americana
contemporanea. Riviste di cultura, patrimonio da
salvare Per la gola.
Lumache e insalate di nasturzi Mandigos e usanzias in
Sardinna. Ossia: cibo e tradizioni in Sardegna. Non si spaventino i non
sardi: il libro è scritto in sardo ma c'è la traduzione a fronte, in italiano.
Gli autori sono due cugini di Sedilo: Costantina Frau, che insegna materie
letterarie alle medie di Abbasanta, e Pietro Puddu, primario di
Immunodermatologia a Roma. Cibi e usanze sono quelli di tre zone (Barigadu,
Guilcier e Montiferru) comunemente raggruppate sotto la definizione di Barbagia
orientale. Frittelle di cardo, insalata di nasturzi, lumache ripiene, pani e
dolcetti delle feste, agnello al forno con formaggio, frittata di fave: torna
agli occhi un panorama quasi scomparso che gli autori ridisegnano con occhio
affettuoso e consapevole dell'importanza culturale, non solo gastronomica,
dell'operazione. Edito da Cuec Cagliari (fax 070/291077) il volume (167 pagine a
colori) costa 35 mila lire. NOVE
REPORTAGES IN UN LIBRO PER RACCONTARE L'ISOLA CHE CAMBIA Si presenta oggi a Sassari il volume del giornalista Costantino Cossu "Sardegna: la fine dell'innocenza" Edito dalla Cuec, ripropone i servizi pubblicati dal settimanale di Enrico Deaglio "Diario della Settimana"
E' la storia di un'isola che cambia. E il titolo lo spiega benissimo. "Sardegna: la fine dell'innocenza" è del libro di Costantino Cossu ed edito dalla Cuec che verrà presentato oggi alle 17 presso la Sala Angioy del Palazzo della Provincia di Sassari, per iniziativa delle Librerie Labirinto. Alla presentazione parteciperanno, insieme all'autore, lo storico Manlio Brigaglia, lo scrittore Salvatore Mannuzzu e il giornalista Angelo De Murtas. Coordinerà il dibattito il giornalista Rosario Cecaro. Il libro comprende nove reportage sulla difficile transizione alla modernità della Sardegna contemporanea. Le inchieste di Costantino Cossu, caposervizio della pagina della Cultura e degli Spettacoli del quotidiano sassarese "La Nuova Sardegna" sono state pubblicate nel settimanale "Diario della Settimana" diretto da Enrico Deaglio. Ora vengono raccolte e riproposte al pubblico dei lettori. Come spiega nella sua introduzione Mannuzzu "È un libro sorretto da un'ideologia forte: sin dal titolo, sin dalla scelta dei fatti da raccontare, i fatti che funzionano come scandagli, calati dentro un'unica materia che materia? Con non poche ambizioni: l'ultima storia sarda - il suo divenire, il suo destino in breve, Cossu ritiene che la Sardegna abbia perduto l'innocenza". Cossu si occupa di temi all'evidenza dell'opinione pubblica ma anche di personaggi dimenticati. Come Gavino Ledda e del suo aniano padre (in "Parola di Patriarca"), affronta il caso della Cgil ogliastrina sconvolta da omicidi e attentati ("Sindacato rosso sangue"), ripercorre le vicende editorial-deliquenziali di Nichi Grauso e Antonangelo Liori ("Sardegna, attenti a quei due"), fino all'epopea di Tiscali e di Renato Soru ("Un nuraghe a Piazza Affari") e ai parchi genetici ("Il paese dei sardi di razza").
In
pochi avevano sentito parlare prima di Vincenzo Sulis. Personaggio
cagliaritano vissuto tra la fine del ’700 e l’inizio dell’800, con le
sue epiche gesta e l’eclettica vita ha segnato un’epoca importante nella
storia sarda. "È un personaggio dallo spessore storico e umano
incredibile - commenta il regista Enzo Parodo - ed è importante che i giovani
sardi ma anche italiani d’oggi possano conoscerne le gesta". Per questo
l’altra sera all’Arena Maschera l’omonima compagnia teatrale su
iniziativa dell’amministrazione comunale ha allestito la rappresentazione
"Vincenzo Sulis un eroe scomodo" con testi di Vincenzo Porcu e regia
di Enzo Parodo. La prima teatrale era già stata destinata il 25 aprile alle
scuole ottenendo l’entusiastica risposta dei 500 alunni del paese. "Il
personaggio storico di Vincenzo Sulis - azzarda il sindaco Gesuino Mattana-
non avrebbe niente da invidiare a quelli di altri eroi nazionali come Carlo
Pisacane, Pietro Micca o dei fratelli Bandiera". Vincenzo Sulis si fa
notare nei primi vent’anni di vita per le sue gesta di contrabbandiere a
capo di una banda in grado di farsi rispettare nei quartieri cagliaritani di
Villanova, Stampace e Marina. Braccato dalle legge ma comunque benvoluto dal
popolo. A 22 anni conosce un magistrato che lo instrada con successo agli
studi di notaio facendogli così cambiare completamente vita. Successivamente
si sposa con la figlia del proprietario della peschiera "Su Fundali"
di Santa Gilla e fino a 40 anni vive da agiato borghese fino a quando, nel
1793, nel porto di Cagliari non si affaccia la flotta francese. Vincenzo Sulis
torna ad imbracciare il fucile e si getta nella battaglia contribuendo a
sconfiggere il nemico e distinguendosi come un eroe popolare. Più avanti, con
l’arrivo dei piemontesi, la sua stella declinerà. Accusato di complotto
contro il re fu condannato al carcere perpetuo a Torre Sperone ad Alghero
prima e al confino a La Maddalena poi dove morirà nel 1834 non prima di aver
incontrato lo storico Pasquale Tola. Questi, affascinato dalla sua vita, lo
convince a scrivere la sua biografia nella quale oggi possiamo leggere
(edizioni Cuec) le gesta di un uomo davvero fuori dall’ordinario. Il lavoro della sociologa Maria Letizia Pruna, edito dalla Cuec, ha vinto il secondo premio nel concorso dedicato agli studi sul Mezzogiorno. Un lavoro che premia oltra all'autrice, anche la casa editrice, da tempo attenta ai testi sulla società sarda Lilli Pruna, sociologa dell'Università di Cagliari si è aggiudicata con 'Occupazioni e disoccupazioni', il secondo premio nazionale Pasquale Saraceno per studi sul Mezzogiorno. 'Occupazioni e disoccupazioni. Il mercato del lavoro in Italia e in Sardegna tra generi e generazioni' (questo il titolo completo del libro, pubblicato dai tipi della Cuec) è valso il riconoscimento alla studiosa sarda nell’ambito della terza edizione dell’iniziativa 'Premi Saraceno per studi sul Mezzogiorno', promossa dalla Svimez in ricordo di Pasquale Saraceno (maestro del meridionalismo e cofondatore, nel 1946, dell’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno). La giuria chiamata a esaminare e premiare le opere che hanno partecipato all’edizione 2003 dei 'Premi Saraceno' è composta da Gabriele Pescatore (presidente), Salvatore Butera, Giuseppe De Rita, Gabriele De Rosa, Adriano Giannola, Augusto Graziani, Carlo Pace, Luisa Saraceno Morlino, Nino Novacco (coordinatore). La cerimonia di premiazione dei vincitori, con Lilli Pruna, si svolgerà a Potenza il prossimo 23 giugno. Per la casa editrice Cuec si tratta di un riconoscimento che premia una produzione molto attenta nei confronti della società sarda e meridionale, dei processi di modernizzazione, della realtà economica e sociale. Ricordando alcuni degli altri titoli della Collana si può valutare meglio la qualità delle pubblicazioni della casa editrice cagliaritana: 'La squadra' e 'Sardegna 2000' di Giacomo Mameli, 'Eppur si muove' di Gianfranco Bottazzi, 'L'ultima spiaggia' di Raffaele Paci e Stefano Usai, 'Fenomeni di povertà' di Marco Zurru, 'Crescita economica e sistemi produttivi locali' di Raffaele Paci, 'Sardegna la fine dell'innocenza' di Costantino Cossu. Maria Letizia Pruna (1959), sociologa, svolge attività di ricerca sul mercato del lavoro e sulle politiche per l'occupazione. Ha lavorato per diversi anni all'Agenzia Regionale del Lavoro della Sardegna, di cui ha coordinato l'Area Animazione Economica. Collabora con il Dipartimento di Ricerche economiche e sociali dell'Università di Cagliari. Tra le sue pubblicazioni più recenti, Come è difficile spendere. L'esperienza dei Fondi Strutturali europei in Sardegna (con Marco Zurru e Gianfranco Bottazzi, 2001). Godotnews del 11.05.03
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