Daily News Martedì, 23 Dicembre 2003
di Juan Gonzales

‘El Reverendo’ non è ancora pronto a lasciare il pulpito.


La triste notizia si è diffusa rapidamente questo fine settimana: Pedro Pietri, il re della poesia "latino" in questa città per più di 30 anni, soffre di una forma non operabile di cancro allo stomaco. Il suo è stato un regno del buon umore.

Il nostro Pietri, con il suo lungo cappotto nero e una bombetta altrettanto nera, neri anche i baffi e la sua barba scarpigliata, nato in Porto Rico nel 1944 e reclutato per la Guerra del Vietnam nel 1967-68, chiamava sé stesso sarcasticamente El Reverendo, ministro della Chiesa (inventata) della Madre di Tutti i Pomodori.

La lettura di una poesia di Pietri è a metà tra uno spettacolo di varietà e una celebrazione pentecostale. Il suo auditorio scoppia dal ridere in un momento, per passare nel momento successivo alle lacrime.

Per quelli di voi che sono cresciuti negli anni ’60 e ’70, l’epica "Necrologio Puerto-ricano" (Puerto Rican Obituary") – la sua evocazione di "strade da crisi di nervi/ dove i topi vivono come milionari/ e la gente non vive affatto" – rimane ancora la più semplice e potente espressione della latino-diaspora di questo paese.

Altri poemi di Pietri, come "Nota suicida di uno scarafaggio in complesso abitativo per i bassi redditi" (Suicide Note from a Cockeroach in a Low-Income Housing Project) e la sua lunga serie di versi da una "Cabina Telefonica" (Telephone Booth) sono stati acclamati come esempi di gran valore della poesia urbana della strada e come predecessori degli attuali contesti rap e slam.

La prolifica produzione di Pietri include più di 20 libri di poesia e teatro. La sua opera è stata tradotta in diverse lingue.

Il suo ultimo spettacolo è stato l’8 Novembre a Town Hall, cioè la sua partecipazione al 30mo anniversario del Nuyorican Poets Cafe, il centro culturale da lui fondato nel Lower East Side con gli scrittori di teatro Miguel Pinero e Miguel Algarin.

Tre giorni dopo l’evento, Pietri si ammalò.

"Prima di tutto non potevo trattenere il cibo", mi disse Pedro.

"Poi non potetti più trattenere liquidi. Ma siccome sono testardo, pensai che si trattasse semplicemente di un’ulcera allo stomaco. Non volevo accettare la realtà."

Alla fine si fece controllare nel Bronx-Lebanon Hospital, dove i medici scoprirono un tumore maligno e fecero una immediata operazione chirurgica. Ma il tumore si era già diffuso nel suo stomaco.

Il cancro è l’ultima e la più seria malattia fisica con la quale Pietri si è trovato a dover lottare negli ultimi anni.

Alcune di queste malattie, lui ritiene, furono causate dall’esposizione in Vietnam all’agente erbicida Orange.

"Quando ero nella fanteria in Vietnam, vedevamo gli aerei sopra di noi che ci buttavano quella roba addosso tutto il tempo", si ricorda Pietri.

Per i primi 20 anni dopo il suo ritorno dalla guerra, la sua salute fu a posto. "Poi tutto ad un tratto iniziò il glaucoma, poi un paio di malattie alla pelle e ora questo cancro" afferma.

I suoi medici gli hanno prescritto radiazioni e chemioterapia contro il tumore, ma Pietri, da cinico ribelle qual’è, ha rifiutato la loro modalità di intervento.

"Hanno fatto quello che potevano, ma non voglio sottopormi a quelle radiazioni o farmi tagliare un’altra volta da loro", così Petri, il quale ha optato per trattamenti medici alternativi a partire dal mese prossimo da svolgersi a Tijuana, una procedura che la sua assicurazione sanitaria si rifiuta di coprire.

Per questo la scorsa settimana la sua famiglia e i suoi amici del Nuyorican Poets Café hanno prontamente dato luogo ad un fondo di beneficenza per pagare le cure di Pietri in Mexico. Chiedono a chiunque abbia avuto esperienza del piacere della sua poesia di venire in suo aiuto, adesso.

 

Coloro che vorranno mandare un contributo sono invitati

a versare un assegno al

Nuyorican Poets Cafe, Inc.
(sotto la causale:)  The Pedro Pietri Health Benefit Fund,
c/o Nuyorican Poets Cafe,
P.O. Box 20794,  New York, N.Y.,  10009.

"I’m not giving up. I’m going to kick this thing", ha detto Pietri, ieri. (Non cedo, questo affare lo faccio fuori.)

I Latino-poets in attesa di impossessarsi del mantello del re dovranno ancora attendere, perché Pedro sta troppo bene per fare check out proprio adesso.

 

Woke up this morning
feeling excellent,
picked up the telephone
dialed the number of my
equal opportunity employer
to inform him i will not
be in to work today.
"are you feeling sick?"
the boss asked me
"no sir," i replied:
"i am feeling too good
to report to work today.
if i feel sick tomorrow
i will come in early!"

Telephone Booth #905 1/2
by Pedro Pietri

-----------------------------------------------------------

 

Mi sono svegliato in gran forma

stamattina,

ho preso il telefono

ho chiamato il principale

gli ho detto che oggi

al lavoro non ci andavo

" Non stai bene?"

m’ha domandato lui.

"Tutt’altro", ho risposto

" E’ che sto troppo bene

per venire a lavorare oggi.

Domani, se mi sento male

Son lì fin dal primo mattino"

 

                           (Poesia tratta dalla raccolta Out of Order, a cura di Mario Maffi – CUEC edizioni 2001)


 

 Torna su

© CUEC Cooperativa Universitaria Editrice Cagliaritana