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Burcei.
Il paese sul crinale
Gian Giacomo Ortu
foto di Nico Selis
con un saggio di Antonello Sanna
2000, (cartonato con illustrazioni in b/n e a colori) cm 17x24, pp. 205
€ 15,49
ISBN 88-8467-011-X
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Note
sull'autore
Gian Giacomo Ortu (Mogoro, 1944) è docente di Storia moderna nella
Facoltà di Scienze Politiche di Cagliari. Tra le sue pubblicazioni più
recenti Villaggio e poteri signorili in Sardegna (Laterza 1996 e
1998) e, in questa stessa collana, Il luogo, la memoria, l'identità (1999).
Contenuto
Nel ricostruire la storia di Burcei, un paese relativamente isolato ma
che guarda sulla piana del basso Campidano e gravita sull'economia di
Cagliari, questo libro getta fasci di luce vivissima sulle dinamiche
interne al mondo dei pastori. La presa che i gruppi di parentela
esercitano sulla terra emerge infatti sullo sfondo di un insieme
complesso di relazioni sociali e di una dimensione corale di vita. Un
libro utile anche a capire meglio la controversa questione dei parchi,
la cui soluzione positiva non può prescindere da una preliminare e
rigorosa analisi storico-sociale. Il saggio di Antonello Sanna su Il
territorio, il paese, l'abitazione nel richiamare il piano
urbanistico restituisce un profilo dell'identità storica di Burcei. Le
foto di Nico Selis, tutte inedite, presentano uno spaccato del paesaggio
di Burcei e del territorio circostante con un'attenzione alla presenza
dell'uomo nel contesto sociale.
...Osserva Gian Giacomo Ortu che nella Sardegna tradizionale di pastori
e contadini puri non ce ne sono molti e che la fungibilità tra le due
attività è la norma nella gran parte dell'isola. Anche sotto questo
profilo - aggiunge - Burcei sta sul "crinale" della
separazione relativa di due mondi e di due stili di vita. Dopo aver
ricostruito le vicende del villaggio e della sua economia, Ortu rimette
insieme anche la genealogia delle 19 famiglie più importanti, dai primi
fondatori sino ai prinzipales dell'Ottocento (i Malloru, i Concas, i
Monni e i Tolu). Non ci vuole molto a dire che nessun paese, in
Sardegna, ha oggi un così nitido e nutrito racconto della propria
storia. In cui il puro dato documentale è continuamente collocato nel
contesto di una vicenda in cui tutto, gente, terra, lavoro, capre e
buoi, pascoli e campi poveri, tutto si tiene. Ortu va predicando da
tempo l'importanza della storia locale. E fortunatamente sta anche
fornendo esempi di come essa vada praticata: per toglierla non tanto
alla minuzia degli eruditi di villaggio, che hanno sempre i loro meriti,
ma all'idea che basti allineare dati e copiare pazientemente i Quinque
libri della parrocchia per fare la storia della propria piccola patria.
In realtà, i saggi di Ortu fanno venire ogni tanto l'idea che a
scrivere questa storia "piccola" occorra il possesso di
un'esperienza storiografica perfino più affilata di quella che
s'impegna sulla cosiddetta "storia maggiore".
(Manlio Brigaglia, La Nuova Sardegna, 21.12.00)
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