La terra, il cielo e il mare

Antonello Zanda

2003, cm 10,5x18, pp. 132
€ 10,00

ISBN 88-8467-108-6








Note sull'autore

Antonello Zanda (Cagliari 1959), scrittore e critico, si occupa di letteratura, arti figurative e cinema. Laureato in filosofia, dal 1987 dirige la rivista di cultura poetica "Erbafoglio" e lavora presso la Società Umanitaria - Cineteca Sarda di Cagliari. È giornalista pubblicista e collabora con numerose riviste di settore. Autore di saggi e raccolte poetiche, ha curato l’edizione del volume "Canti d’amore e di guerra dei pellerossa" (Cagliari, 1994) e nel 2002 ha pubblicato "Maschere" (edizioni Pulcinoelefante, Osnago). Attualmente dirige, con Alberto Lecca, la collana di poesia "Estroversi" per la casa editrice CUEC di Cagliari.




Contenuto

Le parole danno forma alle cose. E la realtà delle cose si struttura sul ritmo dei segni che noi utilizziamo per dare respiro alla loro esistenza. Le poesie di questo volume organizzano, secondo un ordine elementare, il corpo dei sentimenti che le cose quotidiane risvegliano nel pensiero poetante. Lo spazio dialettico è individuato nel confronto langue/parole, che innesca in questo modo cortocircuiti poetici, snodi sonori, incursioni filosofiche e concrezioni metaforiche. Lo spazio non è solo una geografia di immagini, ma è esso stesso, immagine di una parola che ridefinisce il proprio orizzonte formale.



Indice del volume

Introduzione

Gli invisibili crinali del senso

di Placido Cherchi

1 parte
La
terra o il seme e le radici

2 parte

Il cielo o la casa di pensieri


3 parte

Il mare o la forza dei sentimenti



Un’anticipazione

 

IL MARE

cancelli aperti

per scialuppe all'orizzonte

fronte di foglie

e ricordi sui fluidi suoni

schiumando

acidi al silenzio della pena

e bruciando la natura inerme

dove sono io

dopo la soglia del presente

come sono io

nel baluginio di mondi

casti come eunuchi impossibili

ma lordi e immondi come conti

che si pagano coi cari

 

IL DISEGNO

demoni alati dell'universo

graffiano l'unità

e grigi fantasmi fecondano il tempo

stelle più pallide ai lati dei visi

parole che semi

e suoni

imprimono ai fatti e negli atti

il coro

schiavi antenati inclinati al futuro

ripetono simili i gesti degli astri

divini i comandi

firmati i destini

negli angoli e spigoli dei quotidiani

ridono mani dei loro disastri






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