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La sardità come utopia
Note di un cospiratore
Eliseo Spiga
2006, cm 12x16,5,
pp. 94
€ 16,00
ISBN 88-8467-352-6
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Il volume
Difficile vivere nel posto in cui ci sono più ragioni per morire. Privo
quasi completamente di spazi per il lavoro, per la personalità
progettuale, per l’intelligenza, per l’amore. Nell’isola, dove G. M.
Angioy è morto due volte, dopo duecento anni di sardismo, che è tornata
alla corte sabauda e al governatore-vicerè. Difficile vivere nella
società complessa in cui ritornano lo schiavismo, la miseria, i crimini
contro l’umanità, le vendette della natura. Dove le città soffocano e i
paesi deperiscono. Nel mondo rovesciato, el mundo a revés, su mundu a su
revessu, dove il nobile cavaliere porta in groppa la sella carica di
ronzini, monarchi, tenutari, consigli e parlamenti. Ma pronto alla
sgroppata per sbalzare in aria i brocchi e l’allegra compagnia. Il libro
sembra un racconto del viaggio sulle tracce dell’utopia umanizzante. Nel
mondo calante, come un sole stanco, tra speranze del passato, misteri
del presente, incubi del futuro.
L'autore
Eliseo Spiga (Aosta, 1930) ha svolto attività politica come
militante del Partito comunista italiano e del Partito sardo d’azione. È
stato uno dei fondatori del Circolo Città-campagna, del periodico
bilingue Nazione Sarda e della Confederazione Sindacale Sarda. Ha
promosso, con altri intellettuali, la campagna per il bilinguismo
sardo-italiano. Ha pubblicato, col pseudonimo di Giuliano Cabitza,
Sardegna, rivolta contro la colonizzazione (Feltrinelli, 1968),
Capezzoli di Pietra (Zonza, 1998) e, con F. Masala e P. Cherchi, il
Manifesto del comunitarismo (Zonza, 2000).
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