
Lettere ad Attilio Deffenu (1907-1917)
A cura di Simona Pilia
Introduzione di
Giuseppe Marci
2006, cm 12x19, pp. 440
€ 20,00
ISBN 88-8467-321-6
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L'autore
Francesco Cucca nacque a Nuoro nel 1882. Si trasferì in Africa per
lavorare presso una ditta importatrice di legnami e lì si dedicò con
passione alla letteratura. Affascinato dalla cultura musulmana, visse
intensamente il rapporto col mondo africano e ne narrò i caratteri e le
leggende in Galoppate nell’Islam (1923). Rimase sempre in contatto con
la Sardegna e fu soprattutto legato a Sebastiano Satta che gli affidò il
compito di trascrivere le poesie poi raccolte nei Canti Barbaricini.
Morì a Napoli nel 1947.
Il curatore
Simona Pilia laureata in Lettere all’Università di Cagliari, ha
conseguito il Dottorato di Ricerca nei curricula di Filologia in Cultura
e Storia medievale del Mediterraneo occidentale in relazione alla
Sardegna, presso l’Università di Sassari. Redattore della rivista “Nae”,
è ricercatrice del Centro di Studi Filologici Sardi.
L’opera
Siamo negli anni a cavallo della Prima guerra mondiale, in un panorama
mediterraneo che abbraccia la costa nordafricana, la Sardegna, l’Italia,
la Francia. L’autore delle lettere è un giovane autodidatta animato da
forti idealità politiche e da un’intensa passione per la letteratura. È
amico di Attilio Deffenu e gli fornisce i mezzi per pubblicare la
celebre rivista “Sardegna”. Le lettere parlano di politica, di economia
e di cultura: sullo sfondo un ampio scenario nel quale campeggiano i
nomi di Sebastiano Satta, di Grazia Deledda, di Isabelle Eberhardt e di
Paul Vigné d’Octon. Poesia, giornalismo, ideali socialisti e anarchici,
avventure africane, prima che la guerra cancelli molte speranze e spezzi
la giovane vita di Deffenu.
Le lettere di Francesco Cucca ad Attilio Deffenu costituiscono un
documento utile per illuminare un momento di particolare drammaticità
nella storia italiana ed europea.
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