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Lezione ai potenti.
William Thomas e l'Italia.
Con una selezione da Historie of Italie
Angelo
Deidda
2002,
cm 15x21, pp. 312
€ 19,00
ISBN 88-8467-100-0
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Note
sugli
autori
Angelo Deidda, Maria Grazia Dongu e Laura Sanna insegnano presso la
Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di
Cagliari.
Gli
interessi di Angelo Deidda vertono sulla poesia e drammaturgia
elisabettiana e sulla poesia e narrativa novecentesca, con pubblicazioni
in entrambi gli ambiti di ricerca.
Maria
Grazia Dongu è autrice di articoli sul teatro elisabettiano e
giacomiano, sulla letteratura di viaggio, sulla scrittura autobiografica
e sull’opera di Thomas Gray.
Laura
Sanna ha pubblicato articoli e saggi sul teatro elisabettiano e sulle
feste giacomiane, sulle traduzioni di Petrarca in Inghilterra e Irlanda,
sulla poesia settecentesca e ottocentesca e sul teatro contemporaneo.
Contenuto
Poco noto e citato sporadicamente soprattutto dagli storici, William
Thomas (+1553) fu tessitore di scambi culturali fra l’Italia
Rinascimentale e l’Inghilterra Tudor. Degna di nota fu la sua apertura
alle suggestioni linguistiche e letterarie italiane, nonché la sua
acuta osservazione dei fenomeni di profonda decadenza politica degli
stati grandi e piccoli che costellavano la penisola. Thomas visitò l’Italia,
da esiliato, negli anni 1545-1549. Tornato in patria, esercitò per un
breve periodo (1549-1552) l’importante ufficio di ‘Clerk of the
Privy Council’ di Edoardo VI, di cui fu anche, sembra, ascoltato
consigliere. La ruota della fortuna avrebbe poi girato per lui
rapidamente con l’ascesa al trono di Maria, e lo avrebbe costretto a
recitare l’ultimo atto della sua vita sul patibolo. Le sue opere –
la prima storia d’Italia e la prima grammatica italiana pubblicate in
lingua Inglese, oltre al dialogo Il Pellegrino Inglese e alle
traduzioni dall’Italiano – aprono uno squarcio di luce sulla
complessità dei fili sottesi alla fioritura culturale e politica dell’Inghilterra
proto-moderna.
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