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Contenuto I nostri eroi. Il sottotenente Efisio Atzori In un giorno di gloria, fra lo schianto della mitraglia, combattendo con la fede e l’entusiasmo della sua bella e ardente giovinezza, è caduto, colpito al cuore, il sottotenente Efisio Atzori. Uscito dalla Scuola Militare di Modena, era partito per il fronte con l’ardore della sua bell’anima vibrante, in cui cantavano tutte le strofe della gioventù, che per lui s’apriva in un cammino di rise e di speranze. Strettasi forte al cuore la mamma, il babbo, le sorelle e i fratelli era partito quel giorno serrando nel cuore generoso un nuovo grande palpito: quello che gli dava l’amore per la Patria che lo aveva chiamato con la sua grande voce. E il giovinetto dolce, spintosi lassù fra le balze impervie e rocciose, divenne un eroe. E guardò in faccia, sereno, la battaglia terribile e grande. E si battè come sanno battersi i soldati italiani, il soldato dell’isola buona e fedele, che – a caratteri di gloria – ha inciso il suo nome nella storia della nostra patria. La fortuna gli era stata amica più volte ed illeso o quasi era uscito dai combattimenti più aspri. Ma il giovane eroe era sacrato alla bella morte e, come una quercia giovinetta abbattuta dal fulmine, è caduta la balda persona. Il sacrificio era compiuto. La parabola della breve e gloriosa giornata era finita. (Da "L’Unione Sarda" del 28 settembre 1916)
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© CUEC Cooperativa Universitaria Editrice Cagliaritana |
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