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Da Godotnews 29.11.05
Mauro Pala ci regala un saggio per
capire Doblin e Dos Passos
Si intitola 'Allegorie Metropolitane. Metropoli come poetiche
moderniste' il libro del ricercatore cagliaritano di letteratura
inglese. Con questo lavoro, edito dalla Cuec, studia come la città ha
cambiato l'uomo, ma soprattutto il modo di intendere e raccontare
l'uomo. Attraverso le opere dei due grandi autori di inizio XX secolo...
Per iniziativa della associazione culturale Italia-Inghilterra, è stato
presentato, al Dipartimento di Architettura dell’Università di Cagliari,
il saggio Allegorie Metropolitane. Metropoli come poetiche moderniste di
Mauro Pala. Il volume, edito dalla Cuec, potrebbe anche intitolarsi 'da
Berlino a New York negli anni 20' e affronta il dibattito sulla
modernità dalla prospettiva di due dei principali esponenti
dell’avanguardia storica, in Germania e negli Stati Uniti,
rispettivamente Alfred Doblin (1878-1957) e John Dos Passos (1896-1970).
Una cosa differenzia questi autori dai loro predecessori ottocenteschi
ed è la consapevolezza che l’oggetto città è mutato in metropoli e che,
come tale, è divenuto la cifra dell’esistenza contemporanea.
Mentre la città è ancora, per certi versi, dominabile e circoscrivibile,
(anche se Dickens o Stevenson già ne ritraggono i lati oscuri ed
inquietanti), la metropoli sfugge invece a classificazioni e,
soprattutto, ad una rappresentazione univoca.
Berlino e New York conoscono a partire dai primi del Novecento e fino
alla crisi del ’29, una crescita demografica vorticosa, alla base di
quell’assetto urbanistico che ne fa, ancora oggi, due icone del moderno.
Georg Simmel, pioniere della sociologia urbana, ipotizza un 'tipo'
metropolitano, psicologicamente diverso dal cittadino, dotato cioè, a
livello psicologico, di difese rispetto all’eccesso di stimoli che
rischiano di sopraffarlo nella metropoli.
Sociologia e sperimentazione artistica convergono nella scrittura: sia
in Manhattan Transfer (1925) di Dos Passos che in Berlin Alexanderplatz
(1929) di Doblin, la trama tradizionale e disarticolata in una miriade
di frammenti, i personaggi subiscono il flusso della metropoli che,
anche secondo gli autori, è l’unico vero protagonista.
Per ciò che concerne specificatamente le tecniche narrative, Allegorie
metropolitane analizza l’intreccio in entrambe le opere di parlate
locali ed inserzioni dal gergo giornalistico, parallelamente all’uso di
tecniche tratte dal cubismo in pittura e dal montaggio, per ciò che
riguarda il cinema, che conosce in quegli anni, uno straordinario
impulso.
Berlino e New York non sono soltanto due formidabili poli d’attrazione
per una generazione di artisti, ma anche lo stimolo per una riscoperta
dell’avanguardia che aiuta a cogliere le vere radici, oltre alle
contraddizioni, dell’arte contemporanea.
Mauro Pala è ricercatore di letteratura inglese presso la Facoltà di
Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Cagliari. Dal 2000
insegna anche letterature comparate e teoria letteraria. Si occupa di
romanticismo, modernismo e teoria postcoloniale.
Cesare Valentini
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