Bardane di ieri e sequestri d’oggi. Un saggio di Pierangelo Loi

Nelle ore pomeridiane del 25 corrente mese lungo il Flumendosa nel territorio di Gadoni da ignoti malfattori vennero ricattati due cittadini francesi e il maestro di scuola dello stesso comune e condotti nei boschi limitrofi. Ignoransi altri particolari. Poche frasi per dare la notizia di un sequestro di persona a scopo di estorsione. Il 27 luglio 1894 L’Unione Sarda relegava nelle "Cronache dall’isola", in quarta pagina, una sorta di nota per la stampa spedita dall’ufficio di pubblica sicurezza. Un secolo dopo quella notizia dal titolo "Un ricatto nelle vicinanze di Gadoni" avrebbe avuto un altro trattamento. Facile immaginare la redazione in subbuglio, inviati e redattori in fibrillazione, i servizi, le reazioni. Di sicuro all’avvenimento non sarebbero state riservate soltanto quattordici righe. Altri tempi, altro giornalismo. Ma soprattutto un’altra Sardegna. Quella piccola notizia rappresenta però il punto di partenza del libro Bardane e sequestri di Pierangelo Loi, appena mandato in libreria dalla Cuec editrice. Giornalismo, storia, sociologia, etnologia e antropologia si intrecciano in un percorso di ricerca che scava negli eventi-notizia. Pierangelo Loi cerca di mettere a nudo i luoghi comuni, gli stereotipi del pastore sequestratore, la "Barbagia dei banditi". Bardane e sequestri cerca anche di esplorare e analizzare il contesto sociale degli eventi: non solo cronaca e non solo notizie, ma anche la rappresentazione che "l’urbano e il moderno, attraverso la stampa, danno del rurale", come scrive Loi. In questo lavoro di ricerca L’Unione Sarda è la fonte principale. "Il libro Ñ dice Benedetto Meloni nel saggio introduttivo Ñ diventa un’analisi sui discorsi riguardanti la Sardegna interna, per interpretare i quali in ambito giornalistico, ma non solo, la categoria dell’arcaico ha goduto a lungo di ampia considerazione. Il reiterato riprodursi dei delitti considerati "tipici" è stato frequentemente spiegato all’ombra di questa categoria, quindi a partire dalla separatezza e cesura rispetto alla modernità". Pierangelo Loi concentra la sua attenzione su tre grandi fatti di cronaca: il rapimento di due francesi a Gadoni nel 1894, la bardana di Tortolì (L’Unione titolava: "Grassazione a Tortolì. Cento grassatori che assaltano una casa e uccidono un servo") e il sequestro di Dafne e Annabelle Schild. Tre episodi distinti che appartengono alla variegata fenomenologia criminale sarda. Per una volta "non si fa di tutta l’erba un fascio": si va oltre il bandito-pastore. Pierangelo Loi critica quasi tutta la pubblicistica in materia di rapimenti, compresi i tanti instant-book usciti negli ultimi anni. E "stronca" anche un sito Internet sui sequestri di persona in Sardegna. "Sia pure nell’era della comunicazione globlalizzata Ñ egli osserva Ñ i circoli viziosi a livello di informazione e di rappresentazione ...continuano ad essere riprodotti". L’autore indaga anche nel mondo della malavita e nei processi di modernizzazione della delinquenza. Si scopre così che la "banda modulare" non è un fenomeno recente. Nelle bardane di metà Ottocento gruppi di delinquenti dopo la grassazione dividevano il bottino e ritornavano nei rispettivi paesi d’origine. Allo stesso tempo Bardane e sequestri non trascura le forme più recenti della criminalità, come l’avvento della Super-Anonima, quando il sequestro di persona richiede modalità "manageriali", quando il rapitore reinveste i proventi del riscatto. Pierangelo Loi studia la criminalità attraverso gli strumenti delle scienze sociali. Ma è critico con gli "adetti ai lavori" che spesso hanno contribuito da alimentare e creare modelli di analisi distanti dalla realtà. Bardane e sequestri vuole aprire un nuova via per studiare la criminalità in Sardegna lontano dai "concetti fumosi, base di pregiudizi già presenti nel senso comune" precisa Loi. Come dire: torniamo alla ricerca sul campo. E forse non è un caso che nei ringraziamenti di rito l’autore ricordi Michal Bodemann, Dietmar Rost, Gabriela Cetina, Vargas e Igor Ayora Dias: etnologi e sociologi che hanno fatto la transumanza con i pastori per scrivere di transumanza, che hanno studiato il rapporto Desulo-Iglesias vivendo e Desulo e a Iglesias.
Francesco Pintore

Vai alla scheda

 Torna su

© CUEC Cooperativa Universitaria Editrice Cagliaritana