Breve cronistoria di una fortunata scoperta d'archivio

Antichi fotogrammi galluresi

CAGLIARI. "Cainą" č un film di Gennaro Righelli che fu girato nel 1921 in Gallura (tra Aggius e Bortigiadas) e nel Logudoro (tra Torralba e Osilo). Gią sufficientemente noto agli storici del cinema, (sia per il nome del regista che per quello dell'interprete, la diva Maria Jacobini) trovava posto nei manuali solo attraverso le testimonianze dei critici e dei giornalisti dell'epoca, nonché nelle fotografie pubblicitarie, nei visti di censura ed in ogni altro documento d'archivio. La pellicola vera e propria era infatti considerata perduta, come tanti altri tasselli storici di un'arte, quella cinematografica, scritta sull'acqua per buona parte della sua esistenza. Ma nel 1992, scavando nelle cineteche europee in cerca di materiali per il Festival del cinema muto di Pordenone, il direttore della Cineteca del Friuli, Livio Jacob, trovņ appunto la pellicola a Praga, ovviamente con i sottotitoli in ceco. Le condizioni della copia erano buone, e il film fu proiettato in numerose cittą italiane, tra cui Cagliari, nel corso di rassegne specializzate. La Cineteca Sarda intervenne immediatamente dopo, dopo aver verificato che la pellicola non apparteneva solo alla storia del cinema italiano, ma alla memoria collettiva regionale. Dietro il film, ovvero dietro l'arrivo di una"troupe" cinematografica - come ha dimostrato un ricercatore di Aggius Simone Sanna - c'č infatti la curiositą collettiva delle popolazioni che creano l'ambiente e fanno da scenario, il riconoscimento dei luoghi, le poesie degli improvvisatori e dei poeti locali (Piero Tanzu, l'aggese, scrisse una poesia/volantino pubblicitario per la prima del film a Tempio), le leggende (come il presunto amore di Maria Jacobini per una bella ragazza che fece da comparsa). Insomma, tante altre storie, prevalentemente orali, dietro un racconto per immagini. E non fu neanche l'unica storia di questo tipo, visto che negli anni Venti ci fu la prima vera scoperta cinematografica della Sardegna (con ben otto furono le pellicole girate e ambientate nell'isola), certo favorita dalla fama di una scrittrice come la Deledda, che si era imposta come interprete privilegiata, se non unica, della Sardegna e dei suoi miti ancestrali. Il restauro fu reso possibile anche dalla sponsorizzazione dalla banca Cis, e dal 1995, dopo la presentazione pubblica, la pellicola č entrata a far parte del catalogo della Cineteca, in una nuova edizione con i sottotitoli italiani e con una colonna musicale scritta appunto da Mauro Palmas, che successivamente ha accompagnato il film nelle piazze estive di tanti paesi sardi (ad Aggius lo scorso anno, ci fu una sorta di grande evento per il ritorno del film nei luoghi in cui fu girato) ma anche in altri appuntamenti culturali extra regionali, visto che"Cainą", resta comunque un film restituito alla storia del cinema muto italiano.
Gianni Olla

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