La Cuec racconta la pittura di Liberati

E pennelli e colla e pezzi di giornale, amorosi decollages e scolature attente. La pittura di Angelo Liberati si stratifica e si frastaglia sulle tele in numerose e coincidenti apparizioni, accolta e svelata nel secondo volumetto di Segni, edito dalla Cuec (70 pagine, lire 25.000) dopo quello su Pinuccio Sciola. La collana vuole essere una sorta di mostra collettiva e insieme una summa veloce del lavoro di un autore. Accompagnato dai saggi di Gian Pietro Storari e Enrico Deplano, il testo offre al suo interno un itinerario visivo composto di una bella serie di foto delle opere. Foto inserite, con scelta felice, senza alcuna didascalia o intervento critico, permettendo così al lettore una comunicazione immediata e quasi fisica con la produzione dell'artista presentato. I quadri di Liberati sgranano qui una piccola parte del suo immaginario pittorico, efficace nella rappresentazione dei balconi di castello come nelle più rare e luminose composizioni astratte, cariche spesso di blu e di rossi intensi.
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Alessandra Menesini






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