Cosa arricchisce una lingua e cosa la rende sterile
Un libro edito dalla CUEC spiega perché soprattutto oggi è possibile far convivere sardo, italiano e inglese.

Che differenza c'è tra le parole: su casu, il formaggio, the cheese? Su casu prepara il palato a ricevere una pluralità di gusti, richiama il procedimento della lavorazione, i tempi della stagionatura, dell’assaggio, l’arte della gastronomia. Formaggio indica la varietà dei tipi: parmigiano, padano, romano, fontina, emmental, gorgonzola. Richiama la vetrina, lo spot pubblicitario, il market e la spesa. Cheese inizia come suono, espressione sulle labbra dell’insegnante, concetto. È un termine straniero che si apprende a scuola.
Le espressioni su casu, il formaggio, the cheese starebbero bene insieme in un ipotetico dizionario personale. Una parola non scaccia l’altra, secondo l’antropologo Bachisio Bandinu. Ma è difficile l’alchimia di parole e culture. Anche se è possibile come cercano di dimostrare Mario Argiolas e Roberto Serra in un volume appena pubblicato dalla Cuec: Limba, lingua language.
Lingue locali, standardizzazione e identità in Sardegna nell’era della globalizzazione, interventi, contributi, approfondimenti di studiosi e cultori di sa limba (accanto a una raccolta delle principali leggi e risoluzioni riguardanti le lingue regionali o minoritarie). Tra gli altri: Bachisio Bandinu, Giovanni Lilliu, Antonio Cossu, Nicola Tanda, Giuseppe Marci, Giulio Paulis, Silvano Tagliagambe.
Come ricostruisce il libro della casa editrice sarda, (pagine 317, lire 24.000), la discussione intorno alla lingua, alla sua valorizzazione e al progetto della definizione di una lingua standardizzata, una koinè regionale, è stata avviata da oltre un trentennio. Il problema dell’insegnamento del sardo nella scuola elementare preoccupava Emilio Lussu che ne aveva più volte scritto a Giovanni Lilliu agli inizi degli anni Settanta.
Con la legge regionale 26, riconosciuta l’urgenza di tutelare la lingua e la cultura sarde, si prefigura il disegno di unificazione dell’ortografia di un tipo di sardo o delle varie parlate sarde, un vero e proprio progetto di ingegneria linguistica, come lo definisce l’antropologo Giulio Angioni, che ha fatto inalberare molti protagonisti (tra i pro e i contro) del dibattito in corso.
Limba, lingua language vuole riportare su binari più pacifici il confronto, non indica soluzioni, ma suggerisce che l'unificazione dev'essere pensata in maniera problematica: la lingua si costruisce nell'uso che ne fanno i parlanti. Allo stesso modo la pensava Antonio Gramsci che, in un articolo del febbraio 1918, pubblicato su Il grido del popolo, scriveva: "La bellezza di una lingua non è posta nel tempo e nello spazio: essa non esiste neppure. Non la lingua è bella, ma i capolavori poetici, e la loro bellezza consiste nello esprimere adeguatamente il mondo interiore dello scrittore".
Da questo punto di vista, imporre una variante a scapito di altre e senza il consenso di chi quella lingua artificiale dovrebbe parlare, è un’operazione insensata, scongiurata dallo stesso assessore regionale alla Pubblica istruzione Pasquale Onida: "L’impegno della Regione non intende promuovere nuove colonizzazioni, al contrario sollecitare lo studio, la ricerca e l’insegnamento della lingua sarda in tutte le varietà che la caratterizzano". "Ogni sardo ha portato nella sua personalità culturale i segni dolorosi di quella complessità linguistica" scrive Giuseppe Marci, riferendosi all’esperienza letteraria in Sardegna, caratterizzata da un naturale plurilinguismo. Fin nelle esperienze dell’Arquer e dell’Araolla si configura - aggiunge Marci - un’affermazione del sardo non quale lingua di chiusura etnica, bensì come una lingua sempre aperta al confronto con le esperienze culturali più diverse". Una lingua flessibile e ricca che agevolmente potrebbe sfuggire ad omologazioni e cannibalismi anche perché, come sostenevano gli illuministi, "siccome dal differente genio dei popoli nascono i differenti idiomi si può anzitutto decidere che non ce ne sarà mai uno universale".
Francesca Rita Porcu

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