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L'Unione
Sarda del 9 aprile 2004
Da
mercoledì 21 a lunedì 26 aprile
Incontri, presentazioni e tavole rotonde
Tutti i libri di un'Isola
in mostra alla fiera di Macomer
Settanta autori incontreranno lettori e studenti. In diretta due programmi
tv
Vuole diventare una piccola
Torino. Per mettere in vetrina i libri della Sardegna, accompagnare i
lettori sui sentieri di una cultura particolare e originale, non tra
pareti impregnate di un passato industriale. A Macomer, centro ideale
dell’Isola, i padiglioni che dal 21 aprile - e fino al 26 - ospiteranno la
quarta edizione della Mostra del Libro sono l’orma di Ichnusa. Insistono
sugli spazi dell’allevamento e dell’agricoltura, dove si parla la lingua
antica dei padri e si racconta di una storia non scritta: quella degli
abitatori dei nuraghi e dei morti delle tombe dei giganti. È per questa
ragione che la cittadina del Marghine, punto di equilibrio tra Cagliari e
Sassari, è la sede meglio vocata a ospitare una manifestazione nella quale
si possa ragionare di identità e novità. In un dibattito tra editori,
scrittori, artisti, librai e fruitori che non ristagni tra i confini
insulari, ma che si apra al contributo e alla partecipazione della
variegata e ricca realtà nazionale. "È questa la vera forza di un
appuntamento che vuole e deve diventare annuale. Non è un caso che la
neonata associazione dei librai sardi abbia voluto qui la sua cerimonia di
ufficializzazione", hanno sottolineato i rappresentanti delle istituzioni
e delle associazioni (il Comune di Macomer, la Regione e l’associazione
degli editori sardi) che hanno fatto vestire a una manifestazione, prima
locale e poi interprovinciale, i più larghi panni regionali. "Un impegno
così sul fronte della cultura", ha detto Mario Argiolas, presidente
dell’associazione editori sardi, "non si era mai visto: in campo dieci
istituzioni pubbliche, altrettante associazioni culturali, all’interno
degli stand saranno ospitate nove mostre permanenti". Poi oltre 70 tra
autori, scrittori e artisti, decine di docenti universitari ed esperti
impegnati nelle vesti di relatori, una lunghissima teoria di convegni,
dibattiti e laboratori. E ancora numerosi sportelli informativi rivolti
all’approfondimento delle principali problematiche legate alla diffusione
del libro e alla sua fruizione, con un occhio di riguardo per le
iniziative a tutela e valorizzazione della lingua e della cultura sarda.
"Negli stand, in mezzo alla gente", ha poi precisato Salvatore Fozzi,
vicepresidente del sodalizio che riunisce le case editrici isolane,
"saranno presentati venti libri. Saranno registrate due trasmissioni
televisive (Sardegna d’autore di Gianni Filippini per Videolina e
Ma però di Giacomo Mameli per Sardegna Uno). In mostra ci saranno
poi 42 editori e oltre 3 mila titoli, pubblicati in Sardegna, ma ci
saranno anche i libri di autori sardi pubblicati da case editrici non
sarde". Numeri che rendono le proporzioni di una mostra che va guadagnando
spazi e spessore: "È verso questa direzione che il Comune ha diretto i
suoi sforzi organizzativi", ha voluto sottolineare il padrone di casa,
l’assessore alla Cultura Gigi Muroni, "realizzando significativi
interventi strutturali per dare spazi adeguati a una manifestazione che da
qui ha preso le mosse e qui sta crescendo. Con l’obiettivo di promuovere
l’identità sarda, la cultura e il libro". Un impegno che può contare sulla
partecipazione degli specialisti del settore, ma anche sul pieno
coinvolgimento del dinamico retroterra di associazioni culturali locali e
delle scuole. E proprio ai lettori più giovani sarà destinata
un’attenzione particolare nell’allestimento della mostra che quest’anno ha
una sua dettagliata geografia: tre i padiglioni a disposizione (non più
anonimi, ma battezzati con i nomi dei più importanti siti archeologici di
Macomer: Tamara, Tamuli e Filigosa) ognuno con la sua
destinazione. All’ombra di una colossale tomba di giganti - logo della
Mostra - che si erge sulle pagine di un libro.
Manuela Arca
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