Sardegna 2000, il libro curato da Giacomo Mameli presentato ieri sera nella sala conferenze del Banco di Sardegna a Cagliari, contiene le note congiunturali della Banca d'Italia e il rapporto del Crenos riferiti alla Sardegna. I numeri, insomma, dell'economia sarda, sulla base dei quali Sardegna 2000 propone le analisi di due economisti dell'università di Cagliari, Vittorio Dettori e Antonio Sassu, e dell'economista Luigi Guiso. Mameli ha inoltre sentito due protagonisti dell'economia sarda: Sebastiano Brusco, presidente del Banco di Sardegna, e Renato Soru, presidente di Tiscali. Per gentile concessione dell'editore, la Cuec, pubblichiamo la versione integrale dell'intervista con Soru e un ampio stralcio di quella con Brusco. Sardegna 2000 è un libro prezioso, perché mette il dito sulle piaghe di un modello evolutivo dell'economia isolana segnato da una crescita senza sviluppo. L'innalzamento degli indizi macroeconomici non significa, infatti, di per sé l'acquisizione, da parte del sistema Sardegna, di autonome capacità di inserirsi con successo nelle dinamiche economiche nazionali e internazionali. Il lavoro di Mameli ribadisce verità già svelate dall'analisi economica e sociologica più attenta. Verità che, però, non hanno ancora trovato diritto di cittadinabza nel dibattito politico isolano. Dibattito incartato, invece, nella autoreferenzialità di un sistema di potere attento solo a garantire la propria sopravvivenza fuori, e spesso contro, ciò che si muove nella società isolana.