www.godotnews.com [24 giugno 2005]

NAE, il felice approdo di una rivista letteraria

Presentato il 21 giugno a Cagliari, presso l’Associazione della Stampa Sarda, il decimo numero della rivista letteraria e di cultura edita dalla Cuec e diretta da Giuseppe Marci. Dopo due anni dal primo numero e senza alcuna sovvenzione pubblica, il periodico si è affermato come spazio di produzione e dibattito culturale, capace di collegare lo scenario sardo con quello nazionale e internazionale.

Hanno aspettato oltre due anni e l’uscita del decimo numero quelli di Nae per presentare alla stampa la loro rivista. Il primo numero del trimestrale di cultura e letteratura pubblicato dalla Cuec è uscito, infatti, nel dicembre 2002 e da allora Nae non ha mancato un appuntamento in edicola e in libreria, garantendosi un suo spazio nel panorama editoriale sardo e non solo. Senza che nessuna pubblica sovvenzione sia intervenuta a darle soccorso nel mare aperto del mercato.
Si è trattato, però, di un debutto deliberatamente posticipato, come ha precisato durante l’incontro di presentazione il direttore della rivista Giuseppe Marci. Per scaramanzia, prudenza o grande concretezza, la redazione ha voluto mettere insieme 960 pagine per uscire allo scoperto e dire ‘ecco, ci siamo anche noi’, quando davvero questa presenza è sentita dai lettori come una realtà e non più come una promessa.
Nae, con una tiratura di circa cinquecento copie a numero, rappresenta un riuscito esperimento di giornalismo letterario e, nell’intento di chi l’ha creata, vuole essere un ponte di contatto tra l’isola e le produzioni letterarie, le ricerche scientifiche e il dibattito culturale d’oltre mare. Il palinsesto delle rubriche, in particolare le interviste, dimostrano la prossimità della rivista col mondo giornalistico, sarebbe impensabile, infatti, presentarsi ad un pubblico vasto come una pubblicazione accademica.
Tra le voci che Nae ha accolto sin’ora, esponenti della letteratura e del mondo culturale ed istituzionale, come Salvatore Mannuzzu, Alessandro Carrera, Vanna Gazzola Stacchini, Angela Davis, Rafael Chauchari Pizuri, Carlo Ginzburg, Elisabetta Pilia, Paolo Pillonca, Sergio Frau, Amiri Baraka, Azar Nafisi, Andrea Camilleri e Paolo Zedda.
Una pubblicazione moderna, soprattutto per l’attenzione alla contemporaneità e la veste tipografica dinamica e curata, ma ‘vecchio stile’, come l’ha definita l’editore Mario Argiolas. Il taglio lungo dei pezzi, infatti, è frutto di un meticoloso lavoro di inchiesta, più vicino allo spirito delle pubblicazioni scientifiche che alla superficialità diffusa della carta stampata.
Hanno, così, trovato spazio sul solido legno di Nae i temi del viaggio nella letteratura, della traduzione, delle biblioteche, della tradizione letteraria isolana, dell’etnomusicologia, ma anche la pubblicazione di inediti, come la seconda parte de ‘Il giorno del giudizio’ di Salvatore Satta.
Questa impronta di stile, meglio sarebbe parlare di metodo, colloca Nae nel solco dell’altra esperienza di approfondimento e divulgazione letteraria che fu ‘La Grotta della Vipera’, conclusasi con la scomparsa del direttore Antonio Cossu. Molti dei nomi che fecero quella rivista (dal 1975) sono gli stessi che hanno varato il nuovo corso di Nae, ad iniziare dal direttore e dall’editore. E come fu già per quell’esperienza, anche qui molti giovani studiosi si fanno largo tra i nomi più noti.
Impossibile dar conto degli oltre centocinquanta collaboratori, ma doveroso menzionare la redazione, che, come più volte è stato sottolineato, presta la sua opera volontariamente: Eleonora Frongia, Paolo Lusci, Alessandra Menesini, Mauro Pala, Simona Pilia, Giorgio Rimondi, Stefano Salis, Gian Pietro Storari, Gigliola Sulis.
All’insegna degli incroci e delle intersezioni tra espressioni culturali e luoghi differenti, la rivista ospita anche una rubrica di arte, e ogni numero è illustrato con le opere di un diverso autore commentate da Alessandra Menesini. Dalle incisioni di Helga Elmquist (l’unica non vivente) con la sua piccola nave tra flutti agitati per la prima copertina, alle opere naif di Tzia Veronica, artista di Zeddiani, riscoperta e riproposta per animare le pagine dell’ultimo numero.
Il sommario della decima uscita di Nae si può consultare sul sito della Cuec (http://www.cuec.it/nae.htm), mentre è già in cantiere l’undicesimo numero di cui si possono anticipare gli interventi, tra gli altri, di Patrick Chamoiseau, Homi Bhabha, e Raphael Confiant e nella sezione dedicata alla poesia i versi di Hone Tuwhare, poeta aborigeno della Nuova Zelanda. Nel mercato costruito sugli ‘eventi’ Nae rappresenta invece una ‘struttura culturale’, di cui c’è bisogno.

Maria Chiara Esposito

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