La matematica e la sua didattica, Periodico trimestrale, Anno 20, n. 3, Luglio 2006, Pitagora Editrice, Bologna

Direttore: Bruno D’Amore, Dipartimento di Matematica, Università di Bologna


Uno straordinario libro sui matematici

Uno straordinario libro sui matematici Questo libro è bellissimo! Ed è per questo che, pur avendolo scoperto solo tre anni dopo la sua uscita a stampa, grazie alla segnalazione di mio figlio Pier Luigi, sempre attentissimo alle ghiottonerie matematiche, lo segnalo ugualmente ai miei lettori. I quali, abituati oramai alle mie fughe in altri territori del sapere, leggendo il titolo, penseranno che abbia deciso di dedicarmi alla teologia. E invece no, il libro sul quale sto per dire qualcosa è uno straordinario libro di matematica o, meglio, sulla matematica, o meglio, sui matematici. L'Autore, Roberto Paracchini, è un giornalista scientifico che da anni si dedica alla divulgazione intelligente delle scienze e qui, in modo molto originale ed interessante, si sofferma sulla matematica e sui matematici. In realtà si tratta di otto... come chiamarli?, avvincenti racconti i cui protagonisti sono le idee della matematica e di coloro che tali idee hanno creato, da Galois e la sua fantastica famosa ultima notte, ai crittoanalisti, dalla letteratura che si occupa di matematica alle scommesse, dalla storia del pensiero matematico a Gódel e la sua lucida follia. Come dice Gian Luigi Gessa nella sua splendida Introduzione, questo libro serve a sfatare il mito che la matematica sia disciplina per pochi eletti perché leggendo le storie qui narrate si capisce che, davvero, la matematica sarebbe per tutti ma anche che una stolta scelta didattica può allontanare menti fertili e naturalmente dotate dal praticarla, perché è tanto naturale apprendere la matematica quanto lo è apprendere la lingua materna. Le emozioni provate dai matematici nel fare matematica sono descritte da Paracchini con una finezza ed una forza narrativa davvero uniche, nel bene (fierezza, gioia, sorpresa...) e nel male (dolore, sofferenza, follia...) esattamente come capita a un poeta, a un artista, a un musicista. Ma il libro è arricchito da un prologo che da solo vale la spesa, da una bibliografia ragionata (certo, l'Autore ha dovuto fare delle scelte), da una mini biografia tascabile che contiene le minibiografie, appunto, di oltre 40 matematici, dai più antichi ai contemporanei. Ah, che piccolo splendido capolavoro di divulgazione! A chi lo raccomando? Ai curiosi, a coloro che io la matematica non l'ho mai capita o che è arida come un sasso, o è fredda e inumana... Ma soprattutto agli insegnanti perché lo leggano, lo meditino, lo raccontino e, soprattutto, lo facciano leggere agli studenti. Ah, il titolo, che c'entra Dio?, che c'entra l'ateismo? Scrive l'Autore a pagina 217: «Forse anche nelle matematiche vale il mito dell'Ulisse vagabondo che cammina ed esplora per il gusto del viaggio. Senza un fine, né fisico, né metafisico. Grazie a Dio sono ateo». Basta, per intuire la profonda verità del viaggio matematico?


Bruno D’Amore

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