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L'Unione
Sarda del 8 marzo 2004
"Alpinismo a 4 mani" di
Saragat e Rey
Passione per la montagna e storie dietro un cognome
Fra i dieci volumi della collana "Scrittori Sardi" che il Centro di Studi
Filologici Sardi e la casa editrice Cuec hanno mandato in libreria
all'inizio dell’anno - tutti i titoli sono di forte richiamo - ce n’è uno
che si può definire, e per molte ragioni, interessante e curioso:
Alpinismo a quattro mani di Giovanni Saragat e Guido Rey.
Singolare è, intanto, il primo dei due autori: Giovanni Saragat, il figlio
dell’avvocato Pietro Saragatu che firmava articoli giornalistici e libri
con un Saragato trasformato in "Toga Rasa". E, quindi, c’è la curiosità di
un cognome che ha perduto, nel tempo, la sua finale. Una curiosità che non
è sfuggita a Ignazia Tuveri che ha scritto la biografia di Giovanni
Saragat (e meritoriamente anche la bibliografia delle sue opere e quella
critica). Scrive infatti la Tuveri: "Di famiglia gallurese (Tempio
Pausania), Pietro Saragatu vive e muore a Sanluri. E Giovanni nasce a
Sanluri il 14 novembre 1855. Sulla tomba di Pietro è apposta una lapide
che riporta il cognome Saragat, già privo della u finale. Non è esatto,
quindi, che quella u sia stata soppressa da Giuseppe - figlio di Giovanni
e futuro Presidente della Repubblica italiana - quando era esule in
Francia".
Un’altra curiosità è questa: per oltre dodici anni Giovanni Saragat ha
collaborato a L'Unione Sarda affrontando argomenti vari: "Come vive una
famiglia di contadini", "Delitto per amore", "Festa campestre: Santa Ruina
di Morgongiori", ecc. Curiosità nella curiosità: per il primo anno Saragat
ha collaborato anche con La Nuova Sardegna, poi ha smesso: forse perché un
articolo identico era comparso, nello stesso giorno, sui due quotidiani.
Giuseppe Marci, curatore della riedizione e autore di un corposo saggio
introduttivo, dice giustamente che di Giovanni Saragat ci sono molte cose
che non sappiamo e promette studi ulteriori. Ma, intanto, è interessante
sapere che ha trascorso la fanciullezza fra Sanluri e Tempio, che ha
studiato al Liceo Dettori (e l'ha dovuto lasciare dopo un diverbio, in
classe, con un insegnante), che si è laureato in Giurisprudenza a Cagliari
quando aveva soltanto vent'anni. È a Torino che diventa, poi, valente
penalista, attivo pubblicista e, in particolare, appassionato alpinista.
Ed è da questa passione che nasce l’amicizia con Guido Rey, "fotografo,
scrittore, maestro e poeta dell'alpinismo italiano". Con Rey firma, a
quattro mani appunto, il godibile volume sull’alpinismo e i suoi cultori.
Gianni Filippini
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