Come si diventa giornalista? I percorsi migliori
Diventare giornalista rappresenta il sogno di molti, perché è un lavoro che permette di entrare in contatto con molte persone, di lavorare con la scrittura e di essere responsabile della diffusione delle informazioni a più livello.
Con la comparsa di nuovi modelli di comunicazione e di nuovi linguaggi dell’informazione, trainati soprattutto dall’avvento di internet, il giornalismo si è sicuramente modificato e fare informazione diventa sempre più una questione di strumenti e di visibilità.
L’online permette infatti a tutti di creare articoli e diffondere notizie. Sta al professionista riuscire ad emergere e creare una rete di seguaci che siano tali sia offline sia online. Parliamo dunque di una professione che richiede tante competenze e molta esperienza sul campo, che va svolta con tanta passione per la verità.
Se sei interessato a svolgere questo lavoro, in questo articolo troverai i percorsi migliori per diventare giornalista e i consigli per farlo tenendo conto del futuro dell’informazione.
Come si diventa giornalista: la formazione
Il primo passo è chiedersi quale laurea bisogna scegliere per diventare giornalista. Occorre infatti avere una preparazione accademica, ma è fondamentale scegliere anche l’ambito in cui si desidera operare. I corsi di laurea proposti dalle università sono molteplici e, grazie alla rete, è possibile anche seguire i corsi in via telematica con le università online come Unicusano, con l’obiettivo di ottimizzare i tempi di studio e i costi di spostamento.
Per dipanare i dubbi sulla laurea da conseguire, cerca di capire se per te è meglio scegliere in base al settore su cui vorresti specializzarti o avere una buona base di partenza per conoscere tutti i segreti della scrittura. Nel primo caso si possono scegliere anche facoltà come giurisprudenza, economia o scienze politiche. Nel secondo caso puoi optare per le facoltà più comuni per chi poi desidera diventare giornalista, che sono lettere e filosofia o scienze della comunicazione.
Al termine del corso di laurea, il percorso per diventare giornalista non è finito, anzi inizia una fase molto importante per diventare un professionista: scegliere tra il praticantato e l’iscrizione alle scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine dei Giornalisti.
Come si diventa giornalista: il praticantato e la specializzazione
Prima di poter accedere all’esame di Stato per l’idoneità professionale e l’iscrizione all’ordine, è necessario compiere un percorso di perfezionamento professionale, che si può svolgere seguendo due strade.
La prima opzione prevedere lo svolgimento di un praticantato retribuito di 18 mesi presso una redazione di una testata registrata. La seconda opzione prevede invece la frequentazione dei biennio di formazione presso le scuole di giornalismo riconosciute. Solo al termine di uno di questi due percorsi si può accedere all’esame di stato.
C’è però una terza via, che è consentita grazie a quanto previsto dalla legge 69/1963, che prevede l’iscrizione all’elenco dei giornalisti pubblicisti, ossia tutti quei professionisti che svolgono la professione in maniera sporadica e non continuativa e in contemporanea ad altri lavori. Per entrare in questo albo occorre collaborare per almeno due anni con una o più testate, certificare questa collaborazione mediante gli estremi del pagamento e l’elenco dei titoli di articoli prodotti e richiedere alla regione di residenza il riconoscimento.
Come si diventa giornalista: la professione
Una volta terminato il praticantato o la scuola di giornalismo, l’ultimo passaggio per intraprendere la professione di giornalista è il superamento dell’esame di stato, che si compone di una prova scritta, di una prova orale e della consegna di una tesina a commento di un articolo.
Prima dell’esame, si deve anche frequentare un corso di preparazione di 45 ore promosso dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti o dagli Ordini Regionali. Superato l’esame si ottiene il tesserino che riconosce l’idoneità a svolgere in maniera continuativa la professione.
Questo modello di idoneità potrebbe anche cambiare a breve, perché sono molte le proposte di modifica dell’accesso alla professione, in particolare nella gestione del praticantato. L’Ordine dei Giornalisti ha infatti proposto di permettere l’accesso all’ordine anche a chi lavora per testate non registrate, proposta bocciata al momento dal Ministero della Giustizia.
Il futuro del giornalista
Nell’ambito del giornalismo molte cose sono cambiate e la riforma della professione, sebbene gli ultimi blocchi, appare comunque necessaria. Sono molteplici gli strumenti di informazione ed è molto più elevata l’accessibilità alle piattaforme di divulgazione di notizie.
Bisognerebbe innanzitutto lavorare per capire come riconoscere le fake news, per ridurre il fenomeno di diffusione di notizie false e promuovere un sistema di informazione professionale che tenga conto di tutte le peculiarità delle piattaforme online, dai blog ai social network.
All’orizzonte c’è inoltre l’intelligenza artificiale, sempre più dominante, che dovrebbe essere acquisita come un supporto e non come un limite. Ai futuri giornalisti spetta dunque un compito molto importante: mediare tra più sistemi e organizzare il lavoro tenendo conto dei nuovi linguaggi e delle nuove modalità di ricerca delle informazioni.
