Pubblicare un libro senza editore

Pubblicare un libro senza editore potrebbe essere complesso per chiunque si trovasse alle prime armi. Oggi, è molto più semplice vendere un libro autoprodotto grazie al self-publishing.

Ma se ti stai affacciando adesso al mondo dell’editoria, è necessario che tu sappia prima di iniziare quali siano gli adempimenti fiscali necessari per vendere un libro autoprodotto.

Pubblicare un libro senza editore: è necessaria la partita IVA?

Vendere un libro autoprodotto diventerà un’attività continuativa, abituale e organizzata per cui sì, è assolutamente necessario aprire una partita IVA.

Specificatamente per vendere il proprio libro con il self-publishing (potrebbe tornarti utile conoscere i guadagni di uno scrittore) richiede l’apertura della partita IVA sin da subito poiché è necessario stringere accordi, ad esempio, con i distributori o con i fornitori nel caso ce ne fossero.

Il pagamento delle tasse tramite partita IVA dipende dal regime fiscale che si decide di adottare. In questo caso, generalmente, si apre la posizione INPS della gestione dei commercianti.

Tale regime, prevede il pagamento di quattro rate annuali obbligatorie per un totale di 3.800 euro per un fatturato di 15.800 euro. Nel caso in cui dovesse aumentare l’introito, aumenteranno anche gli oneri fiscali in percentuale.

Inoltre, c’è la possibilità di richiedere il regime forfettario per cui si potrà ottenere un’agevolazione contributiva pari ad uno sgravio fiscale del 35%.

Un altro importante caso da sottolineare è quello dei lavoratori dipendenti (full-time) che decidono di dedicarsi al self-publishing.

Questi, non dovranno pagare gli adempimenti previdenziali derivanti dall’attività commerciale in quanto considerata secondaria rispetto al lavoro full-time che già svolgono.

Vendita libri: quali adempimenti fiscali devi seguire

Come già detto, per vendere un libro autoprodotto è necessaria la partita iva. Ma quali sono gli adempimenti fiscali da seguire? E qual è la giusta tipologia?

Per aprire la partita IVA per le imprese è necessaria la comunicazione unica, che può essere inoltrata solo da enti abilitati (commercialista, ad esempio).

  • Apri la partita IVA: come detto, dovrà essere aperta presso un ente abilitato nel momento dell’apertura comunica. Quando apri la partita iva, devi scegliere il codice ATECO e il regime fiscale che desideri adottare.
  • Compilazione SCIA: comunicazione di inizio attività presso il comune della sede della stessa attività, anche se in questo specifico caso, la sede coinciderà con il tuo indirizzo di casa.
  • Iscrizione al registro imprese: la devi fare presso la Camera di Commercio della tua città e trattandosi di un’impresa, non sarà gratuita.
  • Iscrizione all’INPS (commercianti): come detto prima, l’INPS richiede il pagamento di 3.800 euro annuali divisibili in quattro rate fino a 15.800 euro. Se sceglierai il regime forfettario, potrai usufruire di un’agevolazione contributiva del 35%.

Generalmente quando si apre una nuova partita IVA si consiglia di usufruire del regime fiscale forfettario che ti consente di risparmiare un buon gruzzoletto.

Considera anche che il regime forfettario ha generalmente, un limite temporale durante il quale ti consigliamo di conservare i tuoi introiti e gestirli in maniera tale da avere un’azienda solida che abbia una lunga vita.  

Ti ribadiamo inoltre, che non puoi svolgere l’attività di selfpublishing come freelance (in forma professionale).

Adesso sai quali sono le leggi fiscali per pubblicare un libro senza editore, nell’augurati un grandissimo in bocca al lupo per la tua impresa, ti chiediamo: sei pronto per la strada dell’indipendenza?

In conclusione vorremo ricordarti che vendere il proprio libro senza partita IVA non è consentito in quanto è un’attività retribuita e continuativa.

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