Cosa sono i periodici

I periodici sono le pubblicazioni che appaiono in edicola a intervalli regolari di tempo, quindi la loro uscita viene organizzata attorno ad una data concordata e fissa.

Occorre distinguere subito le pubblicazioni settimanali da quelle che vedono la luce ogni mese, bimestre e semestre. Negli ultimi decenni, e ancor più dopo la seconda guerra mondiale i settimanali hanno assunto una diffusione e una tiratura molto inaspettata e le edicole sono piene ad oggi di periodici che escono con le più disparate argomentazioni trattando qualsiasi argomento possibile.

I periodici sono quindi uno dei fulcri portanti delle edicole perché sostengono il flusso di clienti e di persone che compra ancora i giornali.

Il periodico: dal boom al declino

Ovviamente non parliamo di testate e di grandi giornali indipendenti come raccontato in questo articolo, i periodici sono spesso a tematica leggera e non trattano di argomentazioni pesanti o troppo incombenti sulla qualità della vita del lettore.

Il settimanale ha oggi le stesse funzioni del giornale quotidiano, cioè di diffondere notizie d’attualità d’ogni genere, politiche, economiche, culturali, sportive, di cronaca, con informazioni più ampie, con corredo di fotografie e, quando lo consente la tempestività, con commenti più ponderati.

I grandi settimanali moderni sono organizzati sostanzialmente come il quotidiano per ciò che concerne la redazione: anche qui si trovano redattori, collaboratori specializzati, corrispondenti dall’estero, dalle città dell’interno che mandano notizie e fotografie per la pubblicazione.

Caratteristica del settimanale, forse la più importante, è la copertina cui l’editore dedica la maggiore attenzione, in quanto è l’elemento che esercita l’attrattiva piú immediata sul pubblico. I maggiori settimanali mettono in copertina per lo più ritratti di persone di grandissima attualità soprattutto attori, attrici e uomini politici.

Nei settimanali a carattere più popolare permane l’uso della copertina a disegno e colore riproducente sensazionali fatti di cronaca, commentati da didascalie compendiose che rimandano talvolta all’articolo nell’interno.

Straordinaria diffusione hanno preso i settimanali dedicati esclusivamente al pubblico femminile: la maggior parte della pubblicazione comprende un genere di letteratura sentimentale di sicuro effetto per la semplicità e la suggestività, ampie informazioni sulla moda, consigli sulla salute, sulla bellezza, ecc.

Altri settimanali di larghissima diffusione sono quelli dedicati allo sport (ricchissimi di notizie, di commenti tecnici e di fotografie relative ai più famosi campioni e agli avvenimenti più interessanti della settimana) e i settimanali umoristici. Le pubblicazioni quindicinali, mensili, bimestrali sono anch’esse talvolta d’informazione varia, soprattutto politica e culturale, ma più spesso sono dedicati a determinati argomenti altamente specializzati.

Si può dire che oggi non vi sia attività umana, dalla filatelia alla fisica nucleare, dal ricamo al motore a scoppio, dalla cinofilia all’edilizia, dalla costruzione ferroviaria alla filosofia, dall’enigmistica all’archeologia, dal cinema allo spiritismo, dalla tessitura alla medicina, dall’arredamento alla giurisprudenza, che non disponga di uno o piú più redatti da specialisti aggiornati ed esperti nelle piú sottili ramificazioni della materia.

Tra i periodici devono poi essere comprese anche tutte quelle pubblicazioni strettamente scientifiche (atti, memorie, rendiconti, bollettini, ecc.), che vedono periodicamente la luce per iniziativa di accademie, consigli, riunioni, ecc., per non dire degli almanacchi, degli annuari e simili che si pubblicano annualmente.

I periodici sono destinati a finire?

Con l’avvento di internet l’attenzione verso i periodici è sicuramente diminuita anche se le persone legate alla carta stampata sono ancora moltissime, anche perché molte volte ci si lega alla linea editoriale, alla penna che scrive le notizie più che alle notizie.

Nonostante in rete sia possibile trovare blog e riviste on line specializzate per ogni area tematica, sono ancora tante le persone che preferiscono la rivista ‘di carta’ allo schermo del pc. E’ un po’ come accade per i libri: c’è chi si appassiona all’e-book, e chi – invece – non rinuncerebbe mai al profumo unico della carta di un libro fresco di stampa. E non è solo una questione di nostalgia e di romantica passione per il passato.

La possibilità di toccare con mano la carta, di sentire l’odore dell’inchiostro regala alla lettura un’esperienza diversa; una percezione fisica del contenuto che nessun video o lettore di e-book potrà mai riuscire a replicare. Ed è in questo forse che è racchiusa la grande speranza che libri, giornali e riviste sopravvivano ad internet.

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