Meglio leggere a voce alta o bassa?

Sarebbe meglio leggere a voce alta o bassa? Fin da scuola siamo abituati a studiare ripetendo a voce alta, questo secondo gli insegnanti aiuta il cervello a memorizzare meglio le informazioni lette e ci aiuta nell’atto di ricordarle per riproporle durante una verifica o un esame.

Cresciamo infatti con questo mito della lettura a voce alta ma sostanzialmente siamo abituati a trovare la concentrazione leggendo a voce bassa e ricordandoci a mente i pensieri appena profusi.

Meglio leggere a voce alta o bassa? I benefici del cervello

Una volta cresciuti però, uno dei dilemmi che ci affligge è: devo leggere a voce alta o bassa? (Tranquillo è una domanda che prima o poi nella vita ci facciamo tutti, molti però rimangono senza una risposta plausibile ed è per questo che vorremmo spiegarti i benefici di ambe le tecniche.)

Innanzitutto, entrambe le tecniche di lettura son valide. Chiaramente gli approcci allo studio sono diversi e vedremo insieme in questo articolo quali sono i vari vantaggi da valutare.

Potrebbe interessarti: come leggere più velocemente / Libri per migliorare la propria cultura

Quando si legge in silenzio è importante sottolineare le parole chiave, prendere note a margine ed utilizzare gli evidenziatori o le matite di vari colori.

Molti esperti di apprendimento consigliano di completare lo studio con schemi e/o riassunti, questa tecnica è molto utile se pensiamo ad un futuro ripasso di quello appena letto.

Lo studio e la lettura in silenzio sono più introspettivi: fai tuo il testo in maniera diversa, silenziosa appunto che può essere molto utile se siamo abituati a studiare in mezzo alla gente, basti pensare ad uno studio in una famiglia numeroso o studiare in una biblioteca dove non possiamo sicuramente urlare quanto appena letto.

E se invece leggo a voce alta? Quali sono i benefici della lettura ad alta voce?

Quando leggi o studia a voce alta coinvolgi un altro, importantissimo, senso: l’udito. Ascoltando sé stessi si favorisce la comprensione e il processo di memorizzazione. Inoltre, si dà una personalizzazione agli argomenti dello studio grazie alla tonalità della voce. Anche questo aspetto favorisce di molto la memorizzazione.

Una ricerca in particolare condotta dai ricercatori Colin MacLoad e Noah Farrin -pubblicata nella rivista Memory dal titolo I benefici di ascoltare sé stessi– ha dimostrato appunto quali siano i benefici di ascoltare sé stessi: come detto prima favorisce la memorizzazione. Questo effetto venne chiamato “effetto produzione”.

Leggere ad alta voce fa bene al cervello: aiuta tutti a memorizzare e questo lo abbiamo evidenziato diverse volte, questo perché le parole riecheggiano e riescono a fissarsi nella nostra mente.

Eppure i benefici di leggere ad alta voce si spingono un po’ più in là: coloro i quali hanno problemi con la balbuzie, possono risolverla con la lettura a voce alta. Per esempio, Paolo Bonolis da ragazzo soffriva di balbuzie. Durante un’intervista ha dichiarato che è riuscito a sconfiggerla grazie alle tante ore passate a leggere a voce alta le enciclopedie.

Ma ancora per coloro i quali soffrono di dislessia la lettura ad alta voce rappresenta una delle modalità per comprendere e memorizzare. In questi casi, però, la dottoressa Marcella Mauro suggerisce un approccio graduale a seconda dell’età del paziente. In questo caso, quindi la lettura ad alta voce viene vista più come un obiettivo che come un mezzo.

Sempre la dottoressa Mauro ha posto in evidenza come leggere silenziosamente, dalle scuole medie in poi, salvaguardi la comprensione. In effetti, la dottoressa ha tenuto a precisare come la lettura silenziosa permetta di concentrarsi meglio sul testo ed è più rapida.

Per cui come evidenziato ad inizio articolo, sono due metodologie egualmente efficienti fondamentali in momenti diversi, devi essere tu a studiare un tuo metodo di studio che possa coniugare esigenze e risultati, ovviamente approfondendo i vari aspetti della questione.

E tu, quale tra le due  metodologie preferisci?

You May Have Missed